Colline Teramane: viaggio nelle terre del Montepulciano d’Abruzzo | Corriere dell'Italianità

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Gastronomia

Colline Teramane: viaggio nelle terre del Montepulciano d’Abruzzo

di Gilda Ciaruffoli

Grazie ai vini della Tenuta Cerulli Spinozzi andiamo alla scoperta di questo lembo di Abruzzo e della sua raffinata gastronomia, meta ideale per una vacanza gourmet.

Se siete degli appassionati di buona tavola e state ancora riflettendo sulle ferie estive, una meta interessante fuori dai radar del turismo di massa è senz’altro quella delle Colline Teramane. Siamo in Abruzzo e già questo ci proietta con la mente in una terra antica e verace, selvaggia e accogliente. Quella di D’Annunzio e dei trabocchi, ma anche delle pecore al pascolo e degli orsi che a volte passeggiano per i borghi dell’entroterra. Una terra racchiusa tra i monti, il Gran Sasso su tutti, e l’Adriatico, dove le colline sono disegnate dai vigneti. In primo luogo, di Montepulciano d’Abruzzo (dove Montepulciano è il vitigno, da non confondere con il Nobile di Montepulciano toscano, vino prodotto invece da uva Sangiovese), ma non solo.

Lo scopriamo facendo visita alla Tenuta Cerulli Spinozzi di Canzano, in provincia di Teramo, a 30 km sia dall’Appennino che da Giulianova, forse la più nota località turistica della zona. L’azienda è fortemente orientata all’esaltazione delle uve tipiche della regione e della denominazione Colline Teramane,  Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, dalle quali nascono i vini Colline Teramane: Montepulciano di Abruzzo Docg, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc e Pecorino Colli Aprutini Igt,  tutti declinati in 3 linee – Torre Migliori, Cortalto, Gruè – che, con stili e vinificazioni diverse, raccontano l’anima artigiana, “forte e gentile” – come scrisse Primo Levi – di un sorprendente Abruzzo. I terreni della tenuta sono coltivati secondo metodi di agricoltura sostenibile (produzione integrata). Questo comporta l’utilizzo prevalente di concimi organici e sali di rame e zolfo per la difesa antiparassitaria, mentre le varie muffe vengono controllate contenendo la concimazione e lavorando sull’apparato fogliare. La raccolta delle uve, tutta rigorosamente manuale in piccoli carri, avviene generalmente nell’ultima decade di agosto per il Pecorino e nella prima metà di ottobre per il Montepulciano.

Enrico Cerulli Irilli con il Trebbiano Gruè

Anima dell’azienda è oggi Enrico, seconda generazione della famiglia e, dal 2018,presidente del Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane, che rappresenta la prima sottozona a ottenere la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita per il Montepulciano d’Abruzzo nel 2003. Enrico ha impostato il lavoro in azienda circondandosi di menti giovani e passioni pure, come quella per la microbiologia dell’enologo Nereo Ianni che, influenzato dal fascino del “non visibile”, lavora per estrapolare il meglio dall’uva raccolta. Attraverso la guida del Consorzio e quella della sua azienda, Enrico punta inoltre a rappresentare e diffondere la conoscenza della produzione qualitativa artigianale di valore che in Abruzzo sta emergendo con forza, trainata dalle tante aziende a conduzione famigliare della zona.

Per il turista in vena di scoperte golose, completa il quadro una gastronomia particolarissima e, nonostante le inequivocabili origini contadine, indiscutibilmente nobile nelle preparazioni e nei risultati. Tra i piatti tipici si fanno ricordare la Pecora alla Callara, dove per callara si intende l’antico paiolo che veniva appeso alla catena del camino nelle case contadine, caratterizzato da lunghe cotture e profumi intensi di spezie; o il Timballo di scrippelle a base di delicate crespelle in brodo all’abruzzese stratificate e farcite; o ancora in primavera le tipiche Virtù teramane ricca minestra che già dal nome racconta la preziosità dei suoi ingredienti.  
Non serve sottolineare che i vini della Tenuta Cerulli Spinozzi si abbinando perfettamente a questi piatti, senza però essere vincolati necessariamente alla tradizione e sposando bene anche una cucina contemporanea e persino d’ispirazione asiatica. Suggestioni da provare una volta tornati a casa con un bel bottino di bottiglie. Presso la Tenuta infatti è presenta anche un wine shop ed è possibile organizzare visite e degustazioni, previa prenotazione. Per chi invece desiderasse immergersi completamente in questa bella realtà, è possibile prenotare una delle cinque stanze della La Casina Margherita al Poggio, antica struttura affacciata sui vigneti della proprietà, con un’incantevole vista sul Gran Sasso, recuperata per volontà dello stesso Enrico per accogliere turisti e viaggiatori, con formula di affitta camere.

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