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Internet of Things: avanti tutta

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Gli oggetti della vita quotidiana sempre più connessi al mondo digitale

“L’Internet delle cose” nasce dall’idea di portare gli oggetti della vita quotidiana nel mondo digitale. Non parliamo soltanto di computer, smartphone e tablet ma, anche, di strumenti come elettrodomestici, termostati, interruttori, telecamere di sorveglianza, lampadine.

Ma cosa significa Internet of Things?

È un termine che indica le tecnologie che consentono di trasformare un qualunque oggetto in un dispositivo connesso ad Internet e dotato di tutte le funzionalità e le caratteristiche di device nati per essere utilizzati sul web.

A ciò si aggiungono altre proprietà che possono dipendere dal contesto come la tracciabilità, la localizzazione, la possibilità di interagire con il mondo esterno ed elaborare dati. E così in una “smart home” il termostato regola la temperatura di casa, in base a sensori che percepiscono calore ed umidità; nella “smart city” i semafori, sfruttando i dati di sensori stradali, si accendono e si spengono al passaggio di un’automobile.

Il mercato degli oggetti intelligenti in Italia

Il mercato italiano cresce senza sosta.

Dall’indagine effettuata dall’”Osservatorio Internet of Things” della School of Management del Politecnico di Milano, il 2018 ha registrato un incremento del 35% delle nuove tecnologie intelligenti, raggiungendo un giro di affari di 5 miliardi di euro.

Le soluzioni per la sicurezza detengono la quota maggiore di mercato, con

130 milioni di euro annui. In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli “smart home speaker”, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro, hanno praticamente trainato buona parte della crescita complessiva.
Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro, fra cui spiccano le lavatrici controllabili via App e dotate, in alcuni casi, anche di assistente vocale. L’offerta è molto ampia, tanto che alcuni produttori dispongono già di oltre la metà della gamma-prodotti “connessa”.

Qui, però, scopriamo che l’utilizzo delle funzionalità smart è realmente sfruttato solo dal 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso. Probabilmente, in questo caso, i consumatori italiani non sono ancora del tutto realmente consapevoli delle potenzialità dell’elettrodomestico intelligente e sarà solo questione di tempo e di abitudine al nuovo utilizzo.

Un’altra importante fetta è rappresentata dall’installazione massiva nelle abitazioni di contatori del gas e di termostati “intelligenti”, con un mercato di circa 45 milioni di euro.  Si tratta di strumenti in grado di misurare in maniera accurata i consumi energetici effettivi, fornendo anche informazioni sul reale tempo di utilizzo. Questa tecnologia rende possibile la regolazione individuale dei consumi e quindi la possibilità di evitare gli sprechi. La loro affermazione è dovuta alla crescente integrazione con gli assistenti vocali e alla possibilità, come dicevamo, di ottenere benefici importanti in termini di risparmio energetico e di comfort.

Infine, tra le rimanenti soluzioni spiccano, con una crescita del +50% in più rispetto all’anno precedente, le tecnologie per la gestione dell’illuminazione come le lampadine connesse.

Semplicità significa efficienza

Grazie all’adozione di sensori, contatori e rilevatori di posizione, si sono creati soprattutto in ambito industriale, processi replicabili e misurabili. Inoltre, è sempre più semplice intercettare sacche d’inefficienza che riescono ad essere corrette praticamente in tempo reale.

In molti casi si è trattato semplicemente di mettere a frutto la nuova tecnologia con informazioni, statistiche e serie storiche già in possesso delle organizzazioni. In questo modo, le imprese hanno ottenuto la conoscenza effettiva del modo in cui le loro risorse venivano utilizzate.

L’impatto sulla nostra vita

È dunque facile evincere che, di fatto, non ci sono limiti ai possibili campi di applicazione dell’IoT.

Anche se oggi gli sforzi maggiori si concentrano nel campo della domotica, delle smart city e degli impianti di controllo industriale, nulla vieta che, in un futuro neanche troppo lontano, un oggetto comune come le nostre scarpe o la sveglia, si connettano ad Internet e autonomamente ricavino informazioni utili per dare suggerimenti su come farci affrontare al meglio un’impegnativa giornata di lavoro.

L’Internet delle cose è destinato ad avere un ruolo determinante nella nostra vita.

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Samantha Ianniciello

Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno, master in Business Administration presso la Scuola di Direzione e Organizzazione Aziendale di Salerno. Ha lavorato t ... Vedi profilo completo

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