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17 motivi per una SSS più incisiva

di Marco Fähndrich (Alliance Sud)

La consultazione sulla Strategia per uno sviluppo sostenibile (SSS) è giunta a termine in febbraio. Numerose organizzazioni -tra le quali Alliance Sud- hanno fortemente criticato il progetto. Il Consiglio federale dovrebbe accordare maggiore attenzione alle possibilità di sviluppo per i più poveri.

La SSS svizzera punta al raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU adottati il 25 settembre 2015 a New York. I punti cardine da privilegiare secondo il Consiglio federale sono tre: «consumo e produzione sostenibili», «clima, energia, biodiversità» e «pari opportunità». La Strategia stabilisce ugualmente come l’economia, il mercato finanziario, l’educazione e la ricerca potrebbero favorire lo sviluppo sostenibile e quali condizioni-quadro sarebbero necessarie per raggiungerlo.

Ma, così come concepito, il progetto risulta insufficiente. Non tiene conto dell’impatto globale delle politiche interne ed esterne della Svizzera: il progetto è ‘non vincolante, vago e poco ambizioso’, scrive Mark Herkenrath, direttore di Alliance Sud, nella sua risposta alla consultazione. Quali sono i punti deboli più significativi della Strategia che conducono ad una valutazione così negativa ?

  1. Troppe promesse vane

A New York, ormai quasi sei anni fa, l’allora presidente della Confederazione aveva sottolineato che i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile non dovevano rimanere solo idee astratte ma dovevano essere tradotte in atti concreti. Purtroppo a tutt’oggi gli obiettivi nazionali sono ancora formulati in maniera vaga. È ora di mantenere la promessa fatta a livello internazionale e di passare ai fatti.

  • Un enorme ritardo.

Secondo il programma di legislatura l’attuazione della Strategia attraverso i suoi piani d’azione avrebbe già dovuto iniziare a partire da agosto 2020. L’enorme ritardo accumulato dal progetto di questa Strategia è emblematico. Malgrado la nomina di due delegati del Consiglio federale per l’Agenda 2030, il riconoscimento istituzionale dello sviluppo sostenibile nell’amministrazione federale lascia purtroppo ancora a desiderare e deve dunque essere adattato.

  • Nessun carattere coercitivo

La SSS promuove l’impegno a titolo di volontariato ma trascura la necessità di avere regole chiare e vincolanti in numerosi ambiti, specialmente quando si tratta di ridurre le emissioni di CO2 e di rendere le multinazionali più responsabili.

  • Più lungirimanza e orizzonti più vasti

La coerenza delle politiche dovrebbe imporre alla Svizzera di migliorare le possibilità di sviluppo anche altrove e in futuro. Si dovrebbero pertanto analizzare a monte gli effetti delle nuove leggi su tutte le dimensioni aventi ripercussioni sullo sviluppo sostenibile. Il progetto della Strategia del Consiglio federale non ne tiene attualmente conto.

  • Diritti umani

La SSS è guidata dal principio del «leave no one behind»  (non trascurare nessuno) ma non prende abbastanza in considerazione le conseguenze sui gruppi più sfavoriti. Le popolazioni dei paesi in via di sviluppo non hanno solo dei bisogni: hanno anche delle pretese e legittimi diritti.

  • La politica interna è anche politica estera

Il contributo della società civile allo sviluppo sostenibile è riconosciuto nella SSS, ma non sostenuto. Poiché il margine d’azione delle ONG è sempre più limitato o messo in discussione pure nella politica interna svizzera, la Confederazione deve rafforzare la società civile anche da un profilo strategico.

  • La politica estera è politica interna.

La SSS non deve passare sotto silenzio le ripercussioni causate dalla politica estera ed i costi esterni dell’economia svizzera non devono essere caricati sulla collettività. L’impronta climatica fuori dalle frontiere nazionali è di due volte superiore a quella interna.

  • Non si menziona la piazza finanziaria

La SSS prevede che per ridurre le emissioni di gas a effetto serra la Svizzera deve agire ‘in particolare nell’ambito dei trasporti, degli edifici, dell’industria, dell’energia e dell’agricoltura’. Urge in questo contesto menzionare anche la piazza finanziaria.

  • Il potere del denaro

Il Consiglio federale non è abbastanza ambizioso sulla questione dei flussi finanziari internazionali sleali. Bisogna lottare attivamente contro i trasferimenti di benefici e l’evasione fiscale aggressiva delle multinazionali: queste pratiche privano i paesi più poveri di proventi cifrati in miliardi che potrebbero essere utilizzati proprio da questi paesi, sotto la loro responsabilità, per promuovere lo sviluppo sostenibile.

  1. Il potere dell’informazione

Il progetto della SSS deve prestare molta più attenzione all’importanza di un accesso libero e non discriminato all’informazione e al ruolo delle biblioteche pubbliche, degli archivi e dei centri di documentazione.

  1. Il ruolo chiave dell’educazione

La vaga intenzione di «far conoscere meglio» l’Agenda 2030 non basta: degli obiettivi più chiari sono necessari. Il lavoro d’informazione e di educazione delle ONG in Svizzera dovrebbe sempre essere possibile, pure con aiuti finanziari della Confederazione (cfr. l’articolo a p.XY).

  1. Includere le persone con handicap

La SSS non considera ancora l’inclusione delle persone con handicap come un tema trasversale anche se la parità di opportunità vi è menzionata quale tema centrale. Un adattamento è necessario dal momento che le barriere influenzano in modo negativo l’ambiente e non fanno parte dell’identità della persona.

  1. La valutazione intermedia

Sino ad ora la politica svizzera per lo sviluppo sostenibile è stata concepita per periodi quadriennali; ora si imposta con un orizzonte temporale di all’incirca un decennio. Questo cambiamento è ragionevole ma una valutazione intermedia rigorosa della Strategia ogni 5 anni circa è altrettanto necessaria.

  1. Valutazione

Un organismo multi-stakeholder in grado di considerare tutte le principali dimensioni dello sviluppo sostenibile mondiale dovrebbe essere consultato sui piani d’azione considerati per l’attuazione della Strategia.

  1. Programma di legislatura versus dichiarazioni vaghe

Nel quadro della nuova SSS il Consiglio federale deve investirsi chiaramente affinché l’attuazione efficace dell’Agenda 2030 e dei suoi obiettivi di sviluppo sostenibile sia ugualmente il principio cardine della sua pianificazione legislativa.

  1. La scienza esige maggiore coraggio

Numerose altre organizzazioni hanno adottato una posizione critica nel quadro della procedura di consultazione, soprattutto la Piattaforma Agenda 2030 e il centro per lo Sviluppo sostenibile e l’Ambiente (CDE) dell’Università di Berna. Questi attori reclamano pure un ritmo più sostenuto, maggior coraggio e misure più efficaci.

  1. Se volete saperne di più…

Leggete la risposta completa alla consultazione (in tedesco) sulla pagina web di Alliance Sud, rubrica Agenda 2030.

(Traduzione di Valérie Baggi)

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