Populismi e Brexit, la Svizzera guarda al futuro | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Politica estera

Populismi e Brexit, la Svizzera guarda al futuro

In questo torrido mese di agosto, la Svizzera ha fatto e sta facendo le sue valutazioni e scelte per non farsi cogliere di sorpresa dal “No-Deal-Brexit”.

Le relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito si fondano, come noto, sui numerosi accordi bilaterali negoziati con l’Unione Europea, che però non saranno più applicabili al Regno Unito dopo la Brexit. Una questione che la Svizzera, con la consueta solerzia, ha affrontato per evitare l’implosione delle relazioni bilaterali dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE. I due Paesi hanno quindi sottoscritto numerosi accordi per superare gli eventuali ostacoli dopo la fatidica scadenza del 31 ottobre prossimo. La Svizzera ha inteso in tal modo cautelarsi sul versante dell’interscambio commerciale, che in moneta sonante – dati 2018 – significa 8,8 miliardi di franchi di esportazioni e 7,7 miliardi di importazioni; il Regno Unito è il sesto mercato più importante per le esportazioni svizzere e l’ottavo per quanto riguarda le importazioni. L’accordo commerciale concluso a Berna l’11 febbraio 2019 costituisce la base per il proseguimento delle relazioni tra Svizzera e Regno Unito, con le regole vigenti con l’UE, sia nel caso in cui dovesse uscire dall’Europa in maniera «disordinata» (senza accordo), sia nel caso di recesso ordinato (deal).

La settimana scorsa, inoltre, il Consiglio Federale ha fatto un ulteriore passo importante mettendo in consultazione l’Accordo di transizione che regola l’accesso al mercato del lavoro tra Gran Bretagna e Svizzera. Senza un’uscita regolata del Regno Unito dall’UE, infatti, decadrebbe il vigente regime di libera circolazione delle persone e i cittadini dei due Paesi sarebbero reciprocamente trattati alla stregua delle persone provenienti dagli Stati terzi (extra UE). Inoltre, per le persone provenienti dal Regno Unito si applicherebbe la Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione. Con l’intesa messa in consultazione (sottoscritta il 10 luglio a Londra dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter) si preserva l’accesso agevolato al mercato del lavoro svizzero da parte dei cittadini britannici, giacché la Svizzera rinuncia all’esame delle qualifiche professionali e alla priorità del mercato interno.

Grazie all’accordo di transizione (valido fino al 31 dicembre 2020, ma rinnovabile) l’accesso al mercato del lavoro svizzero sarà garantito non solo agli specialisti altamente qualificati, bensì anche alle persone meno qualificate, ad esempio per il comparto del turismo. Per le britanniche e i britannici che vorrebbero soggiornare in Svizzera oltre i quattro mesi a scopo di lavoro, si applicherebbe il contingentamento. Già nello scorso mese di marzo, infatti, il Consiglio federale ha previsto un contingente di 3’500 posti di lavoro da attivare in caso di No-Deal-Brexit, che potrà essere ridefinito in futuro senza tuttavia perdere di vista le priorità del mercato interno. Come si può intuire, l’intesa ha carattere di reciprocità: i britannici garantiscono pari condizioni alle svizzere e agli svizzeri che intendo emigrare nel Regno Unito.

Non resta che attendere cosa accadrà entro il 31 ottobre. I vari accordi sottoscritti confermano ancora una volta la validità degli accordi bilaterali sottoscritti dalla Svizzera con l’UE e l’importanza della libera circolazione delle persone per la mobilità professionale. Mentre i Paesi che minacciano le varie Exit dovrebbero trarre un insegnamento dagli ostacoli che il Regno Unito deve superare e dalle difficoltà con cui dovrà confrontarsi, che non saranno di sicuro di lieve entità. Una pesante svalutazione della sterlina sarà probabilmente l’effetto più immediato. Dobbianmo attenderci una nuova tempesta monetaria?

Condividi
Tags:

Franco Narducci

Nato a S. Maria del Molise (IS) nel 1947. Fino al 1981 ha lavorato nel settore dell’ingegneria edile. Ha diretto l’ENAIP del Cantone Argovia e dal 1985 al 1996 l’ENAIP nazionale Svizzera. Nel 1996 è d ... Vedi profilo completo

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori