2 giugno 1946: nasce la Repubblica italiana. I "dettagli" da ricordare | Corriere dell'Italianità

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2 giugno 1946: nasce la Repubblica italiana. I “dettagli” da ricordare

di Sandra Persello

Con il Referendum del 2 giugno 1946 un’Italia appena uscita dalla guerra sceglie la propria forma istituzionale, dando vita ad una svolta epocale. Gli Italiani si recano alle urne, per decidere il destino dell’Italia: Monarchia o Repubblica.

Si tratta di elezioni storiche, intese nell’accezione più ampia del termine. È la prima volta che votano tutti i cittadini maschi (maggiori di 21 anni) e finalmente partecipano anche le donne: un vero suffragio universale!

Ancor oggi il volto dell’Italia di allora è simbolicamente rappresentato da quello di una ragazza milanese, che strizza gli occhi al sole e irradia il suo sorriso davanti alla prima pagina del Corriere della sera, che riporta come titolo:” È nata la Repubblica italiana”. La giovane si chiama Anna Iberti, ha 24 anni, lavora come impiegata nell’amministrazione del quotidiano socialista L’Avanti, sul cui balcone è ritratta dal fotografo Federico Patellani il 6 giugno 1946.

L’esito repubblicano del referendum è nel contempo la rappresentazione di un Paese diviso in due, ma anche la premessa di una nuova identità, che si va ricomponendo: un Nord, che vota in blocco contro il re, ed un Sud, che difende la monarchia.
L’esito non era scontato.
Grazie a circa 2000 voti in più vince la Repubblica ed il re Umberto II, figlio di Vittorio Emanuele III, il mese successivo si reca in volontario esilio in Portogallo.

L’obiettivo di un’Italia unita dal punto di vista ideologico deve comunque la sua esistenza in gran parte alla lungimiranza di Alcide De Gasperi, uomo politico, che la Storia annovera pure tra i padri fondatori della Comunità Europea.

Il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani eleggono i componenti dell’Assemblea Costituente, che avrebbe dovuto redigere la nuova Carta costituzionale, con lo scopo di sostituire lo Statuto albertino, ancora in vigore nella nostra penisola.

Alla sua prima seduta, il 28 giugno 1946, l’Assemblea Costituente elegge come capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, il quale, una volta entrata in vigore la Costituzione il 1° gennaio 1948, assume per primo le funzioni di Presidente della Repubblica.

Si tratta di un passaggio di grande importanza per la storia dell’Italia contemporanea dopo il ventennio fascista, il coinvolgimento nella seconda guerra mondiale ed un periodo della storia nazionale assai ricco di eventi.

Nello stesso anno, nel mese di maggio, viene eletto presidente della Repubblica Luigi Einaudi, primo a completare regolarmente il previsto mandato di sette anni.

Il 2 giugno, Festa nazionale in Italia e giornata celebrativa della Festa della Repubblica, rappresenta per tutti i cittadini uno spunto di riflessione e pone l’accento sullo spirito di sacrificio e di dedizione degli artefici dell’avvento della Repubblica (dal latino res publica = cosa pubblica, di tutti) nel nostro Paese; ricorda inoltre l’importanza dello spirito di unità democratica di coloro che hanno lottato per l’attuale condizione di vita in cui ci troviamo.

Troppo spesso ci dimentichiamo, presi dai numerosi problemi quotidiani, che oggi ci possiamo permettere di vivere come viviamo solo per merito di chi, per decenni, ha lottato per la libertà.

La Festa della Repubblica è stata istituita il 2 giugno 1947. La prima parata militare in via dei Fori Imperiali, inaugurata dal presidente Luigi Einaudi, si tiene nel 1948.
La ricorrenza diventa Festa nazionale nel 1949. Dal 1977 viene spostata alla prima domenica del mese, finché nel 2001 il presidente della Repubblica Ciampi decide di fissarla di nuovo al 2 giugno.

Smoke airshow

Si tratta di una manifestazione che, negli ultimi anni, non ha potuto godere appieno della spettacolarità che merita, a causa della pandemia. Il passaggio delle Frecce tricolori sull’Altare della Patria riesce comunque a far palpitare i cuori di tutti gli Italiani, in qualsivoglia parte del mondo essi si trovino, e a farli sentire un unico insieme di cittadini con origini, identità e Storia comuni.

Le feste ed i simboli di una Nazione costituiscono infatti un osservatorio privilegiato per ricostruire la sua memoria pubblica, in quanto recupera, nel raccontare se stessa, i suoi caratteri identitari.

Sono simboli della Repubblica italiana:

– il Tricolore: la nostra bandiera ha una propria festa, istituita il 31 dicembre 1996, che si festeggia ufficialmente il 7 gennaio a Reggio nell’Emilia, città dove venne decretata per la prima volta ufficialmente quale bandiera nazionale da parte della Repubblica Cispadana; contemporaneamente, a Roma, presso il Palazzo del Quirinale, il cerimoniale prevede invece il cambio della Guardia d’onore in forma solenne con lo schieramento e la sfilata del Reggimento Corazzieri in uniforme di gala e della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo;

L’Inno Nazionale: il “Canto degli Italiani”, su libretto di Goffredo Mameli e musiche di Michele Novaro, scritto nel periodo del Risorgimento, fu scelto per l’Italia repubblicana quale inno provvisorio. La questione fu quasi del tutto trascurata in Assemblea costituente e, nonostante numerosi progetti di legge, sino al 2017 lo era soltanto de facto, non de iure. Degno d’essere ricordato è l’impegno del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi volto alla valorizzazione e al rilancio dell’Inno quale simbolo d’identità nazionale;

L’emblema: fu adottato soltanto il 5 maggio del 1948, dopo l’espletamento di un concorso pubblico. È caratterizzato da quattro elementi: la stella (personificazione dell’Italia), la ruota dentata (simbolo dell’attività lavorativa, traduce in modo figurato l’art. 1 della Costituzione), i rami di ulivo (simbolo di pace) e la quercia (incarna la forza e la dignità del popolo italiano). Questi ultimi sono espressione delle specie floreali più tipiche.

Che dire, quindi? Orgogliosi di essere Italiani.

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