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2021: un vaccino per pochi?

EVIDENZA Società

2021: un vaccino per pochi?

di Alessandro Vaccari 

Il 2021 sarà l’anno della vaccinazione anti-COVID19 ma non per tutti e anche in questo campo potrebbe incidere notevolmente il divario economico fra le varie parti del mondo.

Secondo dati raccolti dal New York Times, infatti,mentre  la grande maggioranza dei  cittadini dei Paesi più fortunati potrà  presumibilmente vaccinarsi entro l’anno, una vaccinazione di massa, allo stato attuale, non sembra invece possibile per la maggior parte degli altri abitanti della Terra.

In particolare, la dotazione dei vaccini prevista per gli Usa, il Canada e l’UE dovrebbe essere, se tutto andrà secondo i piani, addirittura superiore al fabbisogno, mentre molti Paesi poveri, se non verranno presi immediati provvedimenti, riusciranno a stento a vaccinare un quinto dei loro abitanti e potranno verosimilmente completare il loro programma vaccinale solo nel 2024.

Le iniziative intraprese per modificare la situazione non hanno finora prodotto risultati rilevanti.

L’organizzazione mondiale della Sanità ha avviato un programma internazionale di donazioni per acquisire due miliardi di dosi di vaccino da destinare ai Paesi più poveri ma il progetto, che oltretutto non sembra riscuotere il successo sperato, risolverebbe  comunque  solo in  parte il problema. 

Anche il tentativo della stessa OMS di creare una piattaforma con lo scopo di mettere  volontariamente in comune tecnologie e conoscenze per consentire un’ampia e sollecita produzione di  vaccini e terapie anti-Covid a prezzi accessibili, non ha prodotto alcun risultato.

La richiesta del governo sudafricano e di quello indiano, in sede di Organizzazione mondiale del commercio, di una sospensione temporanea dei brevetti, dei copyright e dei segreti industriali, sempre nell’ambito della produzione di prodotti per la lotta alla pandemia, è stata bloccata dalla decisa opposizione di Usa e Ue

Per sollecitare un intervento almeno a livello di Ue, una serie di associazioni e movimenti hanno perciò lanciato fra tutti i cittadini europei l’iniziativa denominata No profit on pandemic.eu con lo scopo di raccogliere almeno un milione di firme necessarie per sollecitare la Commissione europea a proporre un provvedimento legislativo che vada nella stessa direzione di favorire la produzione di cure e vaccini a prezzi accessibili a tutti e nei tempi brevi che la situazione esige.

L’iniziativa chiede, in particolare, un intervento pubblico a livello europeo nella gestione dei trattamenti anti-COVID, tenendo conto anche dei cospicui investimenti che sono stati erogati con il denaro dei contribuenti in questo campo, che hanno contribuito in modo decisivo a raggiungere risultati brillanti in tempi eccezionalmente brevi. 

La necessità di interventi che facilitino una lotta efficace su base planetaria alla diffusione dell’epidemia appare urgente non solo per evidenti motivi umanitari, ma anche perché, senza di essi, il virus continuerà ad essere una minaccia incombente per tutti.

La pandemia ha accentuato ancora di più l’esigenza di considerare la salute un bene universale e intangibile, sottraendolo alle pure logica di mercato. 

In particolare, come ha rilevato in un’intervista a Der Spiegel Jeremy Farrar, ricercatore di fama mondiale nel campo delle pandemie e consulente dell’OMS, il protrarsi di una massiccia diffusione del COVID in vaste zone del pianeta, dove non fosse possibile condurre efficaci campagne vaccinali, potrebbe permettere al virus successive mutazioni potenzialmente non contrastabili dai vaccini attualmente esistenti.

Il continente africano, ad esempio, che finora, per motivi non del tutto chiariti in sede scientifica, è stato colpito in modo relativamente marginale dalla pandemia, potrebbe costituire un terreno favorevole a uno sviluppo di questo genere e l’insorgere della cosiddetta “variante sudafricana” sembra rappresentare il primo inquietante indizio in questa direzione. Tutti dovremmo poi  aver compreso che, in un mondo interconnesso, pensare di trovare soluzioni locali a problemi globali è oltre che meschino anche del tutto illusorio: o ci salveremo tutti o non si salverà nessuno.

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