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Fondazione S.I.B. Italiana di Beneficenza – Fondazione Benedetti: intervista a Azzurra Benedetti

Per il quarto anno consecutivo la Fondazione S.I.B. Italiana di Beneficenza – Fondazione Benedetti organizza, sabato 8 febbraio 2020 presso l’Università della Svizzera italiana a Lugano, un simposio internazionale di psichiatria nel contesto del pensiero e della scuola di Gaetano Benedetti. Il titolo del simposio è la «Neuropsicologia» di Gaetano Benedetti attualizzata a 50 anni dalla sua pubblicazione.

La dottoressa Azzurra Benedetti, segretaria generale della Fondazione S.I.B. Italiana di Beneficenza – Fondazione Benedetti, ci ha parlato della Fondazione, dei suoi scopi e attività in Svizzera e in Italia.

Azzurra Benedetti, lei è presidente dell’Associazione non profit GEA, ossia Gestione ed Educazione Ambientale, e segretaria generale della Fondazione S.I.B. Italiana di Beneficenza – Fondazione Benedetti, fondata da suo padre Eugenio Benedetti. Che ruolo e che peso ha avuto la sua famiglia nella sua scelta di diventare filantropa? 

Da sempre il “viaggio”, inteso come esperienza, conoscenza e apertura verso il mondo, ha rappresentato un fulcro molto importante per tutte le attività della mia famiglia. Ed è stato proprio in questi anni di meravigliose esperienze che ho maturato l’amore per la Natura, perfezionato poi con gli studi di Scienze Naturali a Roma, e la consapevolezza dell’importanza di realizzare opere e attività utili per il “sociale”.

La GEA – Gestione e Educazione Ambientale svolge le proprie attività nel territorio della Tuscia, in un’incantevole area del Monte Cimino (Viterbo) di proprietà della mia famiglia da oltre trent’anni. La base delle attività della nostra Associazione è dedicata all’educazione ambientale e alla divulgazione naturalistica per le scuole di ogni ordine e grado, sensibilizzando così le generazioni future ai temi della salvaguardia ambientale, oggi ampiamente discussi. Oltre alla valorizzazione delle bellezze naturalistiche e storiche del territorio, una importante componente del nostro lavoro è dedicata a ragazzi con disabilità. La possibilità di effettuare attività di terapia e progetti di inclusione sociale in un contesto completamente naturale è uno dei nostri maggiori punti di forza. E proprio in questo che le attività di GEA e  S.I.B. si fondono, a creare un unicum di azioni dove il tres d’union è rappresentato dalla filantropia, in cui provo a seguire le orme dei miei genitori, mentori di un percorso così incredibile e umanamente importante.

Che cosa ha spinto a istituire la Fondazione S.I.B. Italiana di Beneficenza? C’è stato un evento particolare?

L’evento particolare è l’eredità professionale del mio compianto zio Prof. Gaetano Benedetti vissuto per 70 anni a Basilea, ove ha fondato un Istituto di Psicoterapia della Psicosi mediante la Psicanalisi, che fiorisce in vari Paesi di tutto il mondo, tramite le I.S.P.S. ( International Society for Psychological and Social Approach to Psychoses) da lui fondato nel 1987 insieme a Cremerius ed a Peciccia, che ne è il Presidente per l’Italia.

Quali sono le attività della Fondazione e quali i progetti che sostiene in Svizzera?

Proseguire l’organizzazione annuale di Simposi, aperti a tutti i medici o Studiosi interessati ad ottenere gli Attestati di partecipazione (riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione anche in Italia). Siamo comunque aperti a sostenere eventuali iniziative filantropiche del Governo Cantonale nei limiti delle nostre possibilità.

Come vive Fondazione S.I.B. Italiana di Beneficenza le sfide della filantropia in Italia e in Svizzera?

La S.I.B. Italiana di Beneficenza (Svizzera) costituisce l’ultima branca germogliata dal grande Tronco della omonima S.I.B. Egiziana, collegata all’Ospedale Italiano del Cairo, fondato nel 1907 dal nonno di mio Padre, Prof. Empedocle Gaglio: con 400 letti e d oltre mille dipendenti, esso è uno dei più moderni d’Egitto.

Un’altro collegamento operativo è l’ospedale “Princesse Grace” di Monte Carlo, col quale abbiamo attuato un Centro di Arte Terapia che assiste attualmente 29 pazienti psicotici attraverso l’applicazione di metodi di disegno, recitazione teatrale, musei ed altre attività artistiche adeguate a soggetti psicolabili.

Il logo della Fondazione: un quadro dipinto da una paziente del Dott. Benedetti.

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Valeria Camia

Nata a Piacenza. Laureata in filosofia e in relazioni internazionali, in Svizzera ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Politiche. È stata assistente di ricerca presso la stessa università ... Vedi profilo completo

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