Tiroide e mononucleosi | Corriere dell'Italianità

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Tiroide e mononucleosi

La ghiandola tiroide si trova nella regione anteriore del collo davanti alla trachea e ha il compito di secernere ormoni che sovraintendono al metabolismo. Se la tiroide lavora poco si ha l’ipotiroidismo, se troppo l’ipertiroidismo.

La tiroide è stimolata dalla ghiandola pituitaria. Sotto questo stimolatore chimico essa libera gli ormoni che accelerano i processi energetici delle cellule e collaborano con le ghiandole surrenali. Tali ormoni sono necessari per lo sviluppo del feto e regolano l’attività metabolica dell’adulto infuenzando la funzione di ogni organo e tessuto.

I problemi della tiroide sono in aumento.

Questa malattia, anche se non diagnosticata causa spesso disturbi seri e talvolta invalidanti. I soggetti vagano da un medico all’altro, senza riuscire a star bene, perché una corretta diagnosi non viene mai fatta. Ma in realtà cosa accade? Da studi recenti sembra che alla base di molti problemi alla tiroide, e non solo, ci sia un virus chiamato Epstein Barr. Questo virus si prende facilmente da giovani per esempio bevendo in uno stesso bicchiere o con un bacio e provoca affaticamento, febbre e mal di gola per mesi: è la mononucleosi o anche detta febbre ghiandolare. Questo virus a uno stadio avanzato sarebbe la causa della malattia della tiroide. Una volta che il virus si stabilisce nella tiroide i sintomi della mononucleosi svaniscono per lasciar posto a dei sintomi legati alla tiroide, come affaticamento, palpitazioni, gonfiore, dolori, caduta dei capelli o aumento di peso.

Se il paziente lamenta dunque una pletora di disturbi, il medico dovrà cominciare con il prescrivere gli esami del sangue. In particolare sarà utile valutare il T3, il T4, il Tsh, la vitamina D3, gli anticorpi anti-tiroide e anti Epstein Barr. Spesso però i risultati sono normali e la fiducia cieca, spesso totale, dei medici nei confronti degli esami di laboratorio impedisce quella diagnosi, detta clinica, che veniva fatta dal professionista, basandosi sull’insieme dei sintomi.

Circa il 30% della popolazione italiana ha qualche problema alla tiroide, mentre nel 10% sarebbero presen noduli tiroidei.

Molto importante e alla portata di tutti l’utilizzo della temperatura basale. Al risveglio, prima di iniziare qualunque attività si prende il termometro poggiato sul comodino e lo si posiziona nel cavo ascellare. Questo test è quello che meglio di tutti può fornirci delle indicazioni sulla funzione o disfunzione della tiroide e si basa sul fatto che una diminuzione della temperatura corporea è un sintomo assai frequente di ipotiroidismo. I valori normali della temperatura misurata dovrebbero essere tra 36,5° e 36,8°. Valori inferiori possono far ipotizzare un ipotiroidismo.

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Adrian Weiss

Medico e ufficiale medico addestrato per il contagio biologico, membro del gruppo europeo GCP . ... Vedi profilo completo

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