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A proposito di niente, l’autobiografia di Woody Allen

Woody Allen, una delle personalità più poliedriche del mondo del cinema, ha pubblicato il 23 marzo la propria autobiografia, A proposito di niente, edita in Italia da La nave di Teseo.

Accolta con rovente scalpore, l’autobiografia di Woody Allen ha come previsto diviso nuovamente l’opinione pubblica. Perché tra aneddoti, retroscena dai suoi set e riflessioni varie, inevitabilmente ciò che ha fatto discutere e scrivere valanghe di articoli è stata la sua lunga e accurata esposizione dei fatti riguardanti il celeberrimo scandalo con Mia Farrow. Le condanne rivolte ai numerosi attori e attrici che gli hanno voltato le spalle  e le sue dure prese di posizione contro l’ex compagna fanno certo rumore e occupano una buona parte del libro, ma è importante non trascurare la miniera di episodi e dettagli che l’autobiografia porta alla luce.

Scopriamo così l’infanzia a Brooklyn, passata in un’affettuosa quanto eccentrica famiglia, la spiaggia di Coney Island e i cinema del quartiere. E ancora gli ottusi insegnanti, l’odio per la scuola, la passione per i giochi di prestigio e la scoperta dell’altro sesso. Ed è grazie alle sue ambizioni sentimentali che il giovane Allen comincia a leggere ed acculturarsi: “Perché mi affascinavano quelle ragazze? La loro bellezza era priva di artifici, sempre vestite di nero con orecchini d’argento. Avevano un’intelligenza seducente. Erano di sinistra, mentre le mie conoscenze, in fatto di politica, si fermavano a Lincoln che aveva abolito la schiavitù”. Ma nell’animo dell’adolescente resta chiara la distanza tra lui e il mondo intellettuale a cui non si sente di appartenere (‘Posso sfoggiare giacche di tweed come un professore di Oxford, ma dentro sono un barbaro’).

Molto interessante la nascita dell’umorismo alleniano, formato sui palchi di decine di locali sparsi per tutti gli Stati Uniti durante il suo lungo periodo da cabarettista. Questo periodo è forse il meno conosciuto della sua lunghissima carriere, ignoto soprattutto al pubblico europeo dove la sua comicità non arrivava. E paradossalmente è proprio in questi anni che il futuro regista inizia due importanti relazioni che sfoceranno nel matrimonio: la prima, con Harlene Susan Rosen e la seconda con Louise Lasser. Con la Lasser intratterrà un lungo quanto tormentato rapporto che inciderà profondamente l’animo di Allen, tanto da scrivere riguardo l’inizio della relazione con Mia Farrow: “Mi ricordava Louise, il che era un buon punto di partenza”.

La descrizione degli amori della sua vita viene narrata con lucida sincerità e passione, rivangando innamoramenti e passioni quanto discussioni e litigi. Analizzando a freddo le relazioni, Allen riconosce ad ognuna la sua importanza nella propria formazione e ne parla sempre con affetto.

Woody narra la propria vita mantenendo costante il proprio caratteristico umorismo e la sferzante auto-ironia. Sagace e leggero per tutto il libro rende scorrevole la lettura e cerca di utilizzare l’ironia anche nella lunga parte dedicata agli scandali, per smorzare i toni altrimenti costantemente duri e seri. È proprio in questa sezione che erompe e si lancia, per la prima volta da dopo i fatti, in una lunga e articolata arringa in propria difesa. Viene composto uno spietato ritratto della ex compagna, ritratta come una vendicativa madre degenere e accusata di instaurare una dura atmosfera di terrore nella propria casa. Il clima ‘da setta’ descritto dal regista e la forzata omologazione voluta dalla Farrow vengono confermate dal figlio adottivo Moses, che negli ultimi anni si è schierato in difesa del padre. Si spara a zero anche su tutto il mondo dello spettacolo statunitense, in cui il movimento MeToo, iniziato come una giusta crociata a favore delle donne, è degenerato e ha creato un vortice che ha risucchiato anche figure estranee alle accuse di molestie.

A proposito di niente racconta dunque, tra alti e bassi, insuccessi e trionfi la tortuosa vita di una delle personalità più influenti e importanti della cinematografia mondiale. E che noi lo supportiamo, apprezziamo o accusiamo a lui poco importa poiché ‘di vivere nel cuore e nella mente del pubblico non mi importa niente, preferisco vivere a casa mia’.

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Dario Furlani

Nato a Milano nel 2003, vive in Italia fino all’età di undici anni, quando si trasferisce in Svizzera. Attualmente frequenta il Liceo Vermigli a Zurigo. Grande amante del cinema e appassionato di oper ... Vedi profilo completo

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