Aumentano di nuovo gli immigrati in Svizzera. Che, intanto, "invecchia" | Corriere dell'Italianità

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Aumentano di nuovo gli immigrati in Svizzera. Che, intanto, “invecchia”

Sempre più alto il numero dei lavoratori stranieri che arrivano nella Confederazione. La maggior parte proviene da Italia, Francia e Germania

Non si è tornati ancora ai livelli record del periodo compreso tra il 2008 e il 2013, quando in Svizzera arrivavano circa 90mila persone all’anno, ma l’afflusso di immigrati nella Confederazione è in costante aumento. Gran parte dei lavoratori stranieri proviene dall’Unione europea, in particolare dalla Germania, dalla Francia e dall’Italia.
Tra i fattori che aiutano il fenomeno c’è il fatto che la Confederazione ha bisogno urgente di manodopera.

Come ha segnalato la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), dopo la frenata dovuta alla pandemia, molti settori sono in ripresa ma fanno molta fatica a trovare personale, qualificato e no. Tra le attività più richieste ci sono infermieri, programmatori di software, addetti alle vendite, falegnami, cuochi, giardinieri e tecnici meccanici.

La penuria di manodopera può però essere attenuata proprio grazie ai lavoratori stranieri. Come si legge nel 18esimo rapporto sulla libera circolazione delle persone, presentato da SECO, l’immigrazione ha permesso -a partire dal 2021- non solo di lottare contro la mancanza di personale, ma anche di sostenere lo sviluppo economico. Su tutti viene fatto l’esempio del settore informatico, spinto dalla sempre più diffusa digitalizzazione: la forza lavoro interna non basta. Per la ricerca di nuovi collaboratori è stato quindi necessario rivolgersi all’estero, assumendo una forza lavoro senza la quale sarebbe stato impossibile continuare a crescere.

Secondo la SECO, questa difficoltà nel reclutare personale è indizio che l’economia svizzera è sulla buona strada. Il rapporto conclude che la crisi è superata.
Secondo la direttrice della Seco Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, le difficoltà di reclutamento sono di natura strutturale: “La Svizzera invecchia”, ha detto. Questo significa che i giovani che arrivano sul mercato sono meno numerosi delle persone che vanno in pensione. I settori nei quali la sostituzione delle persone più anziane è difficoltosa sono molti. È quindi fondamentale sfruttare al meglio il potenziale della manodopera indigena. Anche così, però, la Svizzera continuerà a dipendere dagli arrivi dall’estero, come ha sottolineato il direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori Roland Müller.