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Bollicine? Viva il vino Franciacorta

In occasione della settimana della Cucina Italiana nel mondo, al ristorante Ciani di Lugano è stato organizzato un incontro chiamato Masterclass Franciacorta, il cui fine era quello di approfondire meglio lo straordinario prodotto quale è il Franciacorta della vicina Lombardia.

Per me, che amo gli spumanti realizzati con metodo classico è stato un piacere enorme poter partecipare all’evento. Inoltre, un ulteriore motivazione per andare a sbirciare l’evento, la stella dei sommelier svizzeri Paolo Basso, campione del mondo dei Sommelier a Tokio nel 2013.

Quando parla di vino sembra raccontare poesie, quindi non esisteva nessuna ragione che potesse fermarmi nel partecipare, ed eccomi allora a raccontarvi brevemente la storia di questo interessante pomeriggio tra spumanti.

Presenti all’evento il consorzio di tutela del Franciacorta, rappresentato dal Vice presidente Francesco Franzini e il console generale d’Italia, Ministro Mauro Massoni.

Ma prima di immergerci nell’evento, solo qualche accenno sull’area di cui stiamo parlando e la sua produzione. La Franciacorta è la regione collinare tra Brescia e il lago d’Iseo in Lombardia, conosciuta per essere una delle regioni Italiane con la più grande produzione di spumante.

Per far parte della denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” il vino può essere ottenuto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia e deve essere prodotto da uve Chardonnay, Pinot Nero, Pinto Bianco e Erbamat. Le tipologie di vino ammesse a questa DOCG sono “Franciacorta”, “Franciacorta Satèn” e “Franciacorta Rosé”. Il disciplinare Franciacorta è molto esteso e specifico, cosa che ci fa comprendere la qualità del prodotto finale.

Durante il pomeriggio didattico abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare 8 tipologie diverse di Franciacorta.

I miei preferiti?

Il primo è un millesimato Ca’ del Bosco 2015, con note speziate di pepe verde, agrumi e frutti tropicali, deciso ed imponente da abbinare ad un buon pesce gustoso, oppure delle carni bianche.

L’altro assaggio che ho gustato con piacere, è un Franciacorta Brut Rosé ’61 di Berlucchi con note di frutta a polpa bianca, come pesca ed albicocca. Strutturato e virile con una buona intensità in bocca e una leggera nota di tannini, adatto a piatti come salmone, oppure anche una quaglia, come ben spiegato dal Sommelier Paolo Basso. Il pomeriggio didattico si è concluso con un assaggio degli squisiti piatti dello Chef Dario Ramza.

Queste sono solo delle chicche che ho avuto la fortuna di assaggiare, ma il Franciacorta ha tanto da offrire, spumanti più o meno leggeri, con o senza dosaggio, da accompagnamento al cibo o anche semplicemente da sorseggiare.

Insomma, questo natale lasciatevi salire le bollicine in testa e scoprite di più su questo nettare Lombardo. Cosa dire? Salute!

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Giulia Bernasconi

Nata a Medellin, Colombia e cresciuta a Lugano in Svizzera. Laureata con un Bachelor in “Hospitality & Tourism” Management a Glion ed un Master in Brands Management a Londra dopo aver lavorato in ... Vedi profilo completo

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