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Cultura

Carlo Scarpa: una villa italiana a Zurigo

di Giaginta Jean, responsabile corso di laurea in conservazione e restauro presso SUPSI Lugano

Pochi sanno che dal 1965 al 1967 il famoso architetto Carlo Scarpa (Venezia 1906 – Sendai 1978) ha costruito una villa sul Doldertal di Zurigo per René e Savina Zentner, un’opera unica, di grande valore culturale che vede unite architettura, disegno degli arredi, configurazione degli interni e opere d’arte. Carlo Scarpa è considerato un maestro dell’architettura del XX secolo da molti studenti e professionisti che da tutto il mondo arrivano in Italia a visitare le sue opere (ricordiamo i suoi progetti per il Museo di Castelvecchio a Verona, i padiglioni e gli allestimenti ai Giardini della Biennale, la Fondazione Querini Stampalia e il negozio Olivetti a Venezia, la tomba Brion nel cimitero di San Vito di Altivole, la Gipsoteca canoviana a Possagno). L’unico edificio costruito all’estero è questa casa, autentica testimonianza della sua creatività ma poco nota al grande pubblico per la riservatezza con cui i proprietari hanno sempre difeso la loro vita privata. Ultimamente, grazie ad un progetto finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca, questa casa ha aperto le sue porte a Roberta Martinis e a Giacinta Jean, ricercatrici della SUPSI (la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) e a Davide Fornari, professore all’ECAL di Losanna. Il risultato del loro lavoro è stato appena pubblicato in un ampio volume monografico dalla casa editrice Electa “Carlo Scarpa. Casa Zentner a Zurigo: una villa italiana in Svizzera” e rappresenta l’unica possibilità di conoscere ciò che normalmente non è accessibile al pubblico.

La storia della casa accompagna la storia delle persone che l’hanno voluta, prima tra tutti quella di Savina Zentner che conosceva Carlo Scarpa da diversi anni ed era già stata sua committente. Angelo Masieri, il primo marito di Savina scomparso molto giovane, era allievo di Carlo Scarpa e la coppia aveva chiesto al maestro di progettare il loro appartamento. Anni dopo, quando con il secondo marito René, Savina decide di trasferirsi definitivamente a Zurigo, lei si rivolge nuovamente a Carlo Scarpa, con cui era stata mantenuta viva l’amicizia. La villa che viene costruita a Zurigo si distingue in modo netto dal contesto Heimatstil delle dimore circostanti, per linguaggio, forme e materiali. Per Savina, Carlo Scarpa ricrea un atlante della memoria allestito da maestranze veneziane: un mondo lontano che danza riflesso da stucchi traslucidi e mosaici di vetro e metallo, scandito da spazi ed elementi progettati fino alla scala più minuta, con intrecci e rimandi tra architettura, design e arte, che connotano questa villa come un’opera d’arte totale. Casa Zentner infatti rappresenta un’eccezione anche tra le opere di Scarpa per la costanza con la quale egli segue tutto l’arco della sua progettazione, coadiuvato per la direzione lavori dall’architetto svizzero Theo Senn. I moltissimi disegni e la corrispondenza permettono di ricostruire ogni fase del progetto, dallo sviluppo delle prime idee allo svolgersi del cantiere e le testimonianze orali di coloro che hanno vissuto nella casa o hanno frequentato lo studio di Scarpa in quegli anni hanno aiutato a rendere più viva la ricostruzione di questa storia. Ci si augura che il libro possa presto venire tradotto anche in inglese o in tedesco per raggiungere un pubblico più vasto e che la pubblicazione cartacea possa essere seguita dalla realizzazione di un filmato per catturare la voce importante di chi ha vivi i ricordi sulla costruzione e l’uso degli spazi e per riprendere la luce meravigliosa che entra nella casa e la avvolge cambiandone l’aspetto nelle diverse ore del giorno.

 

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