Clara Woods. Nessuno è diverso | Corriere dell'Italianità

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Clara Woods. Nessuno è diverso

La storia e l’arte di Clara, che dipinge grazie alla voglia di vivere e a Frida Kahlo

È un esempio di libertà, inclusione e tenacia, Clara Woods. Questa ragazzina di 14 anni non parla – ma capisce tre lingue- e ha una mobilità ridotta, ma si fa capire dal mondo intero con i suoi disegni. Adesso è in California dove è stata invitata per far conoscere i suoi quadri. Non fatevi ingannare dal cognome. Clara Woods è italiana, vive a Firenze con la famiglia – il papà Carlo Woods, olandese-canadese, la mamma Betina Genovesi, brasiliana tedesca con cittadinanza italiana e il fratellino di 8 anni Davi- ed è soprattutto cittadina del mondo. Come la sua arte. Che “sgorga” come un fiume in piena dal suo cuore. Clara ha avuto un ictus quando era nel grembo materno che le ha causato una grave malformazione celebrale, ma vuole vivere, parlare, raccontare ciò che vede con i suoi occhi da adolescente. E lo fa dipingendo.
“I medici erano pessimisti sul suo futuro, ci dicevano che sarebbe stata un vegetale, senza poter camminare, capire, organizzarsi, ma io e mio marito Carlo non ci siamo arresi, perché Clara ha sempre dimostrato di avere tanta voglia di vivere, ha sempre reagito bene alle cure”, racconta al Corriere dell’Italianità la mamma Betina. Che spiega: “Clara non parla, dice solo qualche parola come “mamma” e “papà”. Ci capiamo col linguaggio dei segni. Può camminare e correre, ma ha una scarsa mobilità nelle braccia, quindi, fa fatica a usare computer o telefonino. E’ una forza della natura”.

La famiglia Woods

Di fronte a tutto ciò, è impossibile non chiedersi da dove arrivi la forza e la volontà di affrontare tutto questo, mantenendo la voglia di sorridere. Sì, perché- come si vede nelle nostre foto- questa famiglia ha il sorriso sulle labbra. La risposta arriva immediata, come succede quando la risposta è sincera e convinta: “Come abbiamo fatto ad affrontare tutto questo? La nostra filosofia è che se accetti le cose, puoi cambiarle. Così io e mio marito Carlo siamo andati oltre le parole catastrofiche dei medici. Clara ha cominciato a fare riabilitazione all’età di un anno e mezzo”, ci dice Betina.

Clara e “Tropical”

Questa giovane artista ha imparato a disegnare a 6 anni, grazie a una maestra, ma quello per la pittura non è stato un amore a prima vista. Lei voleva suonare la chitarra o uno strumento musicale. I suoi muscoli però erano e sono tuttora troppo deboli a causa della malattia e i genitori hanno provato a indirizzarla verso l’arte. All’inizio, era il 2016, Clara non sembrava entusiasta dell’idea: “distruggeva tutte le sue opere o riempiva i fogli di colore nero”, racconta sua madre. La svolta nel 2018: Betina le regala un libro della celebre artista messicana Frida Kahlo – che, come è noto, viveva in una condizione di disabilità-, e tutto cambia. “Clara si è innamorata di Frida, si è immedesimata in un certo senso, ha pensato ‘anche io posso fare cose belle come lei’. Così ha cominciato a dipingere con entusiasmo, abbiamo esposto i suoi quadri in una pasticceria di Firenze e li abbiamo venduti tutti”, ci spiega entusiasta la mamma. A luglio dello stesso anno il giudice ha autorizzato la giovane artista ad aprire la partita iva sebbene minorenne: è la prima volta in assoluto che succede.
Adesso la famiglia Woods al completo è in California: “Per ora siamo qui, non abbiamo piani a lungo termine. Abbiamo rischiato lasciando tutto indietro per inseguire i nostri sogni, pian piano dobbiamo capire dove ci porterà tutto questo”, spiega Betina. E aggiunge: “Siamo stati in Svizzera con Clara solo in passaggio quando siamo andati in Olanda in macchina. Purtroppo, non siamo riusciti a fermarci per visitarla. Ci piacerebbe molto fare una mostra in Svizzera e presentare Clara e la sua arte”. Intanto la giovane pittrice continua a studiare.

Non sempre andare a scuola è stato facile per lei: “A Firenze ha frequentato la prima e seconda media a scuola con gli altri ragazzi, ma non è mai stata invitata a una festa o a uscire quindi poi abbiamo deciso di farla studiare a casa. Gli altri ragazzi non sono cattivi, lei non ha mai subito bullismo, più che altro c’è la paura di rapportarsi. Bisognerebbe avere il tempo per ascoltare i nostri giovani e le loro normalissime paure”, dice ancora Betina, che coltiva il presente e guarda al futuro con grinta, immensa come quella di Clara. E conclude: “Non abbiamo voluto creare associazioni di nessun genere a sostegno di nostra figlia, perché sosteniamo l’idea che “nessuno è diverso”: compri un quadro di Clara soltanto se ti piace, non per pietà o per metterti a posto la coscienza”.

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