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Come sta cambiando il Cinema

La pandemia di Covid-19 sta sconvolgendo il mondo e anche il cinema non ne è immune. Tra produzioni bloccate o rimandate, uscite in sala dalla data incerta e festival cancellati, il futuro stesso della settima arte è nebbioso. Il virus ha incredibilmente accelerato diversi processi di cambiamento, i cui sviluppi si sarebbero dovuti riscontrare solo in anni futuri.

Il concetto stesso di distribuzione è negli ultimi anni in forte discussione, soprattutto a causa della fortissima concorrenza che i servizi streaming fanno al cinematografo. Piattaforme come Netflix, Amazon Prime Video, Hulu e moltissime altre hanno invaso il mercato, facendo conoscere allo spettatore la comodità di una fruizione del cinema totalmente casalinga. Danneggiando però di conseguenza la vera sede in cui un film dovrebbe essere visionato: la sala cinematografica. Le presenze al cinema stanno inesorabilmente calando e il virus potrebbe determinare un cambiamento decisivo in termini commerciali.

La distribuzione si sta adattando alla situazione attuale e sta considerando o addirittura mettendo in pratica soluzioni prima d’ora impensabili. Esempio eclatante per la sua radicalità è stato quello della pellicola cinese Lost in Russia, blockbuster da 32 milioni di dollari, distribuito gratuitamente il 25 gennaio su TikTok e Toutiao a causa delle restrizioni sanitarie adottate per contrastare il contagio. Senza contare i modelli eccezionali, numerosissime produzioni da tutto il mondo sono state costrette a cambiare se non alterare completamente il loro piano distributivo. Altro film ad alto budget che vedrà la luce solo digitalmente è Artemis Fowl, dei Walt Disney’s Studios che verrà lanciato il 12 giugno sulla neonata piattaforma Disney+.

Molto più numerose delle cancellazioni sono le semplici posticipazioni di uscita. Decine di pellicole delle più grandi case di produzione hollywoodiane (No time to die, Mulan, A quiet place 2 tanto per citarne qualcuna) hanno rimandato la loro uscita di pochi mesi, con alcune vistose eccezioni come Minions: The Rise of Gru, il cui lancio è stato rinviato di un anno intero.

La pandemia globale sta attaccando pesantemente l’industria cinematografica anche sul lato economico. Già agli inizi di marzo gli analisti avevano calcolato un danno al box office globale di circa 5 miliardi di dollari, di cui 2 solamente in Cina. Il gigante asiatico è infatti il secondo paese al mondo per biglietti strappati, superato solo dagli Stati Uniti. Il Nord America nel weekend di programmazione del 13-15 marzo, prima della chiusura della gran parte dei cinema in tutto il paese, ha registrato il più basso introito dal 1998.

Oltre allo streaming si stanno sviluppando forme di fruizione alternative, alcune addirittura considerate morte. I drive-in proprio grazie alle loro particolari caratteristiche che rispettano le regole della distanza minima sociale, sono rimasti infatti sempre in funzione. Sfruttando questo tipo di servizio a Vilnius in Lituania, il Vilnius Film Festival si è svolto normalmente. A causa delle restrizioni adottate per la pandemia che prevedevano l’obbligo dei veivoli di restare a terra, i film in concorso sono stati proiettati su un maxischermo sulla pista dell’aeroporto locale. Gli spettatori hanno potuto assistere alla visione seduti direttamente nelle loro auto.

Decine di festival da tutto il mondo restano con il fiato sospeso nell’osservare la situazione sanitaria. Ormai già diversi eventi sono stati cancellati o stanno creando un proprio modello virtuale.

Locarno 73 che si sarebbe dovuto tenere tra il 5 e il 15 agosto è stato annullato e la direzione sta studiando un progetto digitale chiamato Locarno 2020 – For the Future of Films. Ma l’iniziativa è ancora in fase di lavorazione e come afferma la Direttrice artistica Lili Hinstin: “Siamo al lavoro per concepire un progetto coerente, in linea con la storia del Festival, all’insegna della solidarietà, e che possa giovare al nostro pubblico e ai registi in difficoltà.”

Notizia degli ultimi giorni è quella della cancellazione del prestigioso Festival di Cannes, che ha smentito le previsioni uno slittamento in autunno. L’edizione 2020 non avrà nessuno spazio virtuale, ma la selezione ufficiale sarà resa pubblica comunque, per dare un giusto risalto alle opere in concorso.

Una nuova possibilità si sta però delineando all’orizzonte. Cannes ha reso infatti manifeste le proprie intenzioni nel collaborare con uno dei suoi concorrenti più importanti, la Mostra del Cinema di Venezia, condividendo diversi film in concorso. Non tutti i mali vengono dunque per nuocere. Il Coronavirus potrebbe avere anche qualche merito, creando un sodalizio artistico e umano totalmente inaspettato.

 

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Dario Furlani

Nato a Milano nel 2003, vive in Italia fino all’età di undici anni, quando si trasferisce in Svizzera. Attualmente frequenta il Liceo Vermigli a Zurigo. Grande amante del cinema e appassionato di oper ... Vedi profilo completo

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