Coproduzioni in Svizzera: quale effetto sul gender gap nella cinematografia del Paese? | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Società e territorio

Coproduzioni in Svizzera: quale effetto sul gender gap nella cinematografia del Paese?

Mentre arrivano buone notizie per la distribuzione di film svizzeri che sono frutto di coproduzioni internazionali, stona la nota che due terzi dei protagonisti dei documentari svizzeri sono uomini.

La Svizzera è uno degli Stati europei con una maggiore proporzione di coproduzioni, essenziali in un Paese con molteplici lingue. Nel 2018 ci sono stati 25 film coprodotti in collaborazione con, ad esempio, Germania e Austria, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo, Canada e Messico. Con la revisione della Convenzione europea sulla coproduzione cinematografica, sottoscritta anche dalla Svizzera, ad agosto, le coproduzioni sono ora equiparate ai film nazionali, beneficiando dei vantaggi nella commercializzazione.
Chissà se valorizzare le coproduzioni potrà esporre la Svizzera ad trend “altri”, portando a modificare la disparità di genere tutt’ora presente nella cinematografia svizzera, soprattutto nei documentari.

Resa nota recentemente dall’Ufficio federale della cultura (UFC), l’analisi dei 140 lungometraggi (49 film e 91 documentari), proiettati per la prima volta nelle sale cinematografiche svizzere negli anni 2017 e 2018, rivela un problema di “gender gap”.

Anche se il 52% dei film presi in considerazione aveva protagoniste donne, la quota dei ruoli principali femminili si riduce significativamente a partire dai 40 anni di età (invece la presenza di attori maschi rimane distribuita in modo quasi uniforme tra i 20 e i 65 anni). Inoltre, evidenti differenze sussistono nei documentari, dove dominano gli uomini con un 64%, contro il 36% di donne e quattro ruoli principali su dieci sono occupati da maschi di oltre 50 anni.
Ironico è il fatto che nel periodo in esame, i film di registe abbiano venduto leggermente più entrate rispetto a quelli prodotti da uomini. Tra le pellicole femminili di maggior successo: “L’ordine divino” di Petra Volpe e “#Female Pleasure” di Barbara Miller.

Condividi
Tags:

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori