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Coronavirus nei bambini: attenzione ai disturbi intestinali

L’apertura delle scuole e degli asili ha creato una certa insicurezza nei genitori e negli insegnanti, acuita anche dalla mancanza di elementi chiari sul virus stesso – sul quale nel mondo la ricerca sta assiduamente indagando –  e di informazioni trasmesse tramite stampa e TV che talvolta contribuiscono a originare una certa confusione.

Quanto è emerso fino ad ora è che nei bambini l’infezione da Corona virus si comporta in modo diverso che negli adulti. La combinazione “Corona e bambini” è riuscita a confondere i ricercatori fin dal primo momento e le ricerche perseguite non avevano contribuito molto di più.  Successivamente, una ricerca condotta in Cina ha appurato che, in alcuni bambini ricoverati per problemi digestivi, i disturbi erano spesso dovuti al coronavirus e, pure in  Europa, si è preoccupati per una sindrome infiammatoria misteriosa che attacca i bambini contagiati dal virus.

Il virus nei bambini si manifesta in modalità che lo rendono difficilmente identificabile e spesso con manifestazioni legate a problemi gastrointestinali.

In questa fase d’eruzione del coronavirus, sappiamo già che esso può tanto infettare anche i bambini e può far sviluppare complicazioni, seppure con inferiore probabilità e, verosimilmente, in modo meno contagioso che per gli adulti. È noto anche che molti bambini non sviluppano sintomi quando contraggono il virus, per cui possono sorgere difficoltà nell’identificazione della malattia: un numero sempre maggiore di studi sta raccogliendo ogni singolo dettaglio d’informazione atto a facilitare, da parte dei team medici,  la scoperta del virus quando questo si sviluppa nei bambini in modo da utilizzare i mezzi terapeutici più adeguati a superare l’infezione. E questa necessità si fa sempre più urgente, considerate le notizie raccolte a livello mondiale, che i bambini infetti dal virus potrebbero sviluppare un crollo multi-sistemico con rischio di morte.

Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista “Frontiers in Pediatrics”, la malattia da COVID-19 nei bambini si presenta appunto diversamente che negli adulti: la maggior parte dei piccoli inizialmente il virus non manifesta problemi respiratori, ma piuttosto disturbi di tipo digestivo, dolori addominali e problemi cardiaci.  Questo primo studio includeva cinque bambini in età dai due ai cinque anni di Wuhan, la città cinese che fu al centro dell’eruzione di Corona, ed ha evidenziato che in quattro di questi bambini la malattia si è manifestata per la prima volta con problemi gastrointestinali.

Secondo i ricercatori, tali sintomi digestivi indicano che il virus non viene trasmesso solo attraverso gocce salivari che penetrano nelle vie respiratorie, ma anche attraverso il sistema digestivo, circostanza che può verificarsi se una persona è esposta a particelle fecali, fatto maggiormente possibile nei bambini perché – affermano i ricercatori – sono sempre in movimento e non prestano attenzione all’igiene delle mani.

Diarrea, feci sanguinolente e vomito.

I bambini, che nel periodo dal 23 gennaio al 20 febbraio si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico di Wuhan per problemi che non sembravano correlati al COVID-19, sono stati successivamente testati e trovati positivi al virus.  Al momento del ricovero tutti e cinque non presentavano sintomi respiratori, come la tosse.  Secondo lo studio, col progredire della malattia, quattro dei cinque bimbi hanno manifestato febbre, tuttavia, poiché si era in presenza di diversi problemi di salute, non risultava chiaro se la febbre fosse dovuta al corona.  Sottoposti a scansioni del torace, tutti i bambini hanno mostrato segni di polmonite, la complicazione nota del COVID-19.

Benché i casi siano molto pochi, il Dr. Venbin Lee, del Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Tongji in Cina a Wuhan, autore dello studio, afferma che “si dovrebbe sospettare [il coronavirus] quando i bambini hanno sintomi gastrointestinali, specialmente se con febbre e/o con una storia di esposizione a questa malattia”.

La misteriosa sindrome che aggredisce i bambini infettati dal Corona.

Come accennato, anche se la maggior parte dei bambini con il coronavirus soffre di una patologia più leggera e si riprende rapidamente, in tutto il mondo i medici (e in particolare quelli del Regno Unito) sono preoccupati per i casi gravi di insufficienza multi-sistemica. Difatti, si sono constatati una serie di casi di bambini affetti da coronavirus in modo grave che presentavano uno sviluppo anormale della malattia, con casi che hanno richiesto cure intensive a causa di quella che è stata descritta come “infiammazione multi-sistemica” con sintomi simil-influenzali.  Circa 100 di questi casi sono stati registrati anche negli Stati Uniti e ora anche in Australia i medici temono il fenomeno. Ad oggi sembra che i casi registrati siano più di 250.

Questa sindrome è stata riscontrata in bambini di età diverse, che si presentavano gravemente sofferenti e con sintomi che in qualche modo ricordano la sindrome da shock settico: febbre alta, pressione sanguigna bassa, eruzione cutanea e difficoltà respiratorie.  Alcuni di essi manifestavano anche sintomi gastrointestinali – dolore addominale, vomito o diarrea – come anche infiammazioni cardiache ed esami del sangue con esiti anomali.  Gli esperti affermano che questi sono segni che si notano comunemente quando l’organismo viene attaccato contemporaneamente su più fronti ed è molto debilitato dalla reazione a qualsivoglia infezione.

Nei casi segnalati negli Stati Uniti, la maggior parte dei bambini non ha mostrato i sintomi “classici” come la difficoltà respiratoria.

Il Governatore di New York, Andrew Cuomo, ha dichiarato che tre bambini sono morti di coronavirus dopo aver combattuto il male con sintomi simili a quelli causati dalla malattia di Kawasaki. Non è la prima volta che si confrontano le complicanze del coronavirus con questa malattia, che colpisce i vasi sanguigni e il cuore. Nezima Pathan, uno specialista di terapia intensiva pediatrica di Cambridge, ha dichiarato: “Alcuni bambini hanno sviluppato una condizione simile a  sepsi (sepsi) con presenza di eruzioni cutanee, sintomi che siamo abituati a vedere in caso di shock settico o di malattia di Kawasaki”, dicendosi preoccupato che una diagnosi tardiva possa causare danni irreversibili ai vasi sanguigni e al cuore. Va osservato che si tratta di casi rari che, però, come detto, destano preoccupazione tra gli esperti di salute di tutto il mondo e il Dipartimento della sanità dello Stato di New York sta lavorando con il CDC (Centers for Disease Control) allo sviluppo di criteri nazionali da trasmettere ai dipartimenti sanitari e ai sistemi ospedalieri di altri 49 Stati, in modo da favorire l’identificazione e la registrazione delle reazioni acute per aiutare i pazienti con corona virus Sars-Cov-2.

 

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Adrian Weiss

Medico e ufficiale medico addestrato per il contagio biologico, membro del gruppo europeo GCP . ... Vedi profilo completo

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