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Costi della salute. Da dove provengono e come contenerli

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La Svizzera è nota per avere uno dei sistemi sanitari migliori a livello internazionale. L’offerta infatti è di alta qualità, è estesa a tutto il territorio, ma è anche tra le più care al mondo. Vediamo alcuni dati. Il rapporto tra spese sanitarie e prodotto interno lordo è pari al 12 %, al secondo posto tra i paesi OCSE, dopo gli Stati Uniti col 17.1%. I costi della salute aumentano costantemente. Gran parte di tale aumento scaturisce da studi medici ed ospedali. I premi assicurativi sono cresciuti in media del 3.8% dal 1996. Le cause per l’aumento dei costi della salute vanno ricercati su più livelli. Per cominciare, la popolazione invecchia. Gli anziani costano di più in cure e medicamenti. Il progresso tecnologico contribuisce, inoltre, ad aumentare il costo della medicina, tuttavia migliorandone l’efficienza. Le politiche di guadagno dell’industria farmaceutica sono rimaste per lungo tempo indisturbate. Vi è poi il complesso tema delle prestazioni ambulatoriali. I trattamenti ambulatoriali presso studi medici ed ospedali hanno rappresentato nel 2015 il 40% della spesa sanitaria complessiva in Svizzera. In principio essi sono meno cari rispetto ai trattamenti stazionari e dunque vengono sostenuti da misure legislative. C’è però un problema. Le prestazioni ambulatoriali sono interamente a carico delle assicurazioni e dunque del borsellino degli assicurati. Inoltre il sistema tariffario per i trattamenti ambulatoriali è antiquato e complesso. Ne risulta una fatturazione delle prestazioni poco trasparente, difficile da verificare da parte delle casse malati a rischio di abusi e scorrettezze.
Nell’autunno del 2017, per volere del ministro della Salute Alain Berset, è partita la revisione del tariffario (TARMED). I partner tariffali (Federazione svizzera dei medici, Ospedali Svizzeri, Commissione delle tariffe mediche LAINF e Curafutura) hanno interamente rivisto i codici. Il nuovo tariffario (TARDOC), adeguato allo stato attuale della medicina e della tecnica medica, è stato notevolmente semplificato. A luglio di quest’anno è stato sottoposto al vaglio del Consiglio federale. La riforma del tariffario non è l’unica novità atta a contenere i costi per ciò che riguarda le prestazioni ambulatoriali. Recentemente il Consiglio Nazionale ha approvato il finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie (EFAS). Secondo questa misura, i Cantoni dovrebbero partecipare per il 25% ai costi nel settore ambulatoriale, sgravando il peso sugli assicurati.

Per quel che riguarda i prezzi dei medicamenti e nel quadro del riesame periodico dei medicinali rimborsati dall’assicurazione obbligatoria, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha, inoltre, ridotto del 16,3% il prezzo di 257 preparati originali. A partire da dicembre, sono previsti risparmi per oltre 100 milioni di franchi. Gli effetti di tutte queste novità si sono già fatti sentire. Il previsto aumento del 3% sui premi casse malati per il 2020 si è fermato allo 0,2%. I cantoni latini, tuttavia, sono ancora quelli che devono fare i conti con il rincaro più alto: 2,2% per il Vallese, 2,5% per il Ticino e addirittura 2,9% per Neuchâtel.

Fino a qui, abbiamo fatto riferimento ai costi relativi agli strumenti utilizzati in medicina, quali terapie, farmaci e tecnologie. Analizziamo dunque i costi che provengono dagli operatori sanitari, i medici. Tali costi sono divenuti recentemente trasparenti, soprattutto grazie ad uno studio commissionato dall’UFSP e voluto dal ministro della sanità Alain Berset, nell’ambito delle polemiche sulle richieste dei medici di aumentare le tariffe dell’assicurazione malattie di base, per il rimborso delle prestazioni. Secondo questo studio, il reddito medio degli specialisti (liberi professionisti e dipendenti insieme) è di 5,2 volte il salario medio svizzero (3,8 per i medici di base) e molto più di quanto si pensasse. Insomma possiamo affermare che i medici svizzeri stanno bene. Sottolineiamo che circa la metà dei guadagni di cui sopra provengono in realtà dal trattamento di pazienti forniti di assicurazioni private. Gli stipendi dei medici non pesano direttamente sulle casse malati, tuttavia l’orientamento al profitto delle strutture ospedaliere lo fa e grava sulla salute stessa del paziente. Secondo il Beobachter, ogni quarto medico ospedaliero in Svizzera riceve un bonus se opera di più. Questo incentivo pone i medici sotto pressione ed aumenta il rischio di operazioni inutili. In campo ortopedico il fenomeno è ben conosciuto e particolarmente evidente nel caso dei pazienti con assicurazioni private. Questi vengono operati, ad esempio, due volte più frequentemente al ginocchio rispetto agli assicurati di base, 1.5 volte più di frequente alla spina dorsale. Il percorso verso il risparmio nella salute pubblica dunque è ancora lungo e richiede analisi e soluzioni a differenti livelli.

 

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