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Dalla strategia SSR al nuovo nome della CORSI

di Giorgia Reclari Giampà

Foto: Il presidente SSR Jean-Michel Cina all’assemblea CORSI 2022

Si addensano nubi all’orizzonte della SRG SSR. I prossimi anni saranno impegnativi, perché alle sfide che già sta affrontando il servizio pubblico sul piano nazionale (la bocciatura alle urne degli aiuti ai media, la crisi dei mezzi di comunicazione) e internazionale (la digitalizzazione, la concorrenza delle piattaforme online ecc.) si aggiungerà l’iniziativa che mira a ridurre il canone radio-TV. Per affrontare il presente e il futuro, cercando di mantenere solida la propria legittimazione, l’associazione SSR ha aggiornato la sua strategia, una revisione che è servita da base anche per la rielaborazione delle strategie delle società regionali, in particolare la CORSI. Il Documento strategico CORSI 2025, che la esplicita, è stato approvato dall’assemblea dei soci lo scorso mese di giugno. Ma l’estate che sta volgendo al termine ha portato anche altre novità alla Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

Appartenenza alla famiglia SSR

Alla base della strategia della SSR c’è la volontà di accrescerne l’efficienza e la trasparenza per aumentarne la legittimazione nei confronti della società. La struttura del servizio pubblico radiotelevisivo svizzero, che vede l’implicazione diretta del pubblico in un’organizzazione di milizia (l’associazione SSR, di cui fa parte la CORSI) affiancata all’azienda, rappresenta un unicum al mondo.  Uno degli elementi chiave nell’elaborazione della nuova strategia dell’associazione SSR è quindi quello di dimostrare che la SSR è una grande famiglia composta appunto dall’azienda e dall’associazione, unite e in sinergia.
Per sottolineare questa appartenenza, si è deciso di inserire la sigla SRG/SSR nei nomi di tutte le quattro società regionali. Nella Svizzera tedescofona c’è la SRG.D, in quella romanda la SSR.SR (SSR.Suisse Romande), nei Grigioni la SRG.R. Ora anche la CORSI si è allineata al marchio SSR, che ne esce così rafforzato e permette di meglio identificare l’istituzione nei confronti delle unità aziendali (RSI, SRF, RTR, RTS). I soci CORSI riuniti in assemblea l’11 giugno scorso hanno infatti approvato la nuova denominazione SSR Svizzera italiana CORSI, abbreviata in SSR.CORSI, che sarà effettiva a partire dal primo gennaio 2023.

La nuova segretaria regionale

L’estate 2022 ha visto anche un cambiamento alla testa del segretariato della CORSI. La segretaria generale Francesca Gemnetti, definita “memoria vivente degli ultimi tre decenni di vita dell’associazione SSR” dal presidente SSR Jean-Michel Cina è andata in pensione alla fine di giugno. Segretaria generale della CORSI dal 2011, in precedenza ha fatto parte del Comitato CORSI (1996-2007) e ha diretto il neocostituito servizio giuridico della RSI dal 2008 al 2011. In un’intervista pubblicata sul sito della CORSI, ha ripercorso i cambiamenti vissuti dalle società regionali negli ultimi dieci anni: “Di pari passo con l’evoluzione tecnologica e con i mutamenti di fruizione del pubblico, ci si è dovuti confrontare a una sempre più pronunciata ridiscussione dei principi del servizio pubblico, e questo non concerne solo quello dei media. La finalità della CORSI, vale a dire adoperarsi per il radicamento del servizio pubblico radiotelevisivo nella Svizzera italiana, non è in sé cambiata drasticamente, ma lo svolgimento di questa missione si è comunque evoluto e adeguato ai tempi. Oggi la CORSI vuole rivolgersi a tutti gli italofoni della Svizzera (quindi all’utenza della Svizzera di lingua italiana) e opera per raccogliere le loro attese e per sviluppare la comprensione dei valori del servizio pubblico dei media, quindi non solo della radiotelevisione ma anche dell’offerta online della RSI”.

Nel ruolo di segretaria regionale è stata nominata Laura Méar, che intervistata dalla CORSI si definisce “una giovane donna, neomamma e professionista che oggi è davvero orgogliosa di ricoprire questa importante carica. Sono cresciuta a Lugano, ho svolto i miei studi all’USI e alla Nanyang Technological University di Singapore e negli anni ho lavorato sia nel privato che nel pubblico. Reputo di essere una persona seria, motivata ed entusiasta di natura”. Ha deciso di intraprendere questa nuova sfida professionale perché “avevo voglia di rimettermi in gioco e di affermarmi come professionista. Dopo una lunga esperienza nel privato, mi interessava tornare a lavorare in ambito pubblico, anche per mettere a frutto i miei studi in pubblica amministrazione”.

L’iniziativa per dimezzare il canone

Il 1. Marzo scorso, un comitato composto in prevalenza da rappresentanti UDC ha annunciato il lancio di una iniziativa popolare contro la SSR. La raccolta delle firme è iniziata in giugno. L’iniziativa propone di ridurre il canone a un massimo di 200 franchi, di eliminare il canone per le imprese e di lasciare invariata la quota destinata ai media privati. La raccolta firme proseguirà fino all’estate 2023, poi sarà il momento della consultazione parlamentare. La votazione non sarà possibile prima del 2025-2026.
Nella Svizzera tedesca è stato già costituito un comitato di opposizione, l’Alleanza per la diversità dei media, copresieduto dalla consigliera di Stato ticinese Marina Carobbio e dal consigliere nazionale Rocco Cattaneo.
“Se, a pochi anni soltanto dall’ultima iniziativa popolare simile (No Billag), dobbiamo difendere i media svizzeri di servizio pubblico, allora lo faremo – con le unghie e con i denti – e quando sarà il momento mostreremo le conseguenze di un eventuale “sì” alle urne. La SSR è pronta a provare ancora una volta il valore che apporta alla società” ha affermato il presidente del CdA SSR Jean-Michel Cina nel suo intervento all’assemblea generale della CORSI di giugno.

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