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Die Welt contro Der Spiegel e l’Italia al centro

Dopo italiani fannulloni – “Il Coronavirus? Una scusa degli italiani per prolungare la loro siesta”, disse ad inizio marzo Christian Jessen, medico britannico – arriva ora il cliché della mafia. Nel pieno dell’emergenza. A mettere in correlazione la crisi sanitaria e economica con la malavita italiana, che starebbe soltanto aspettando l’arrivo di eventuali aiuti europei per approfittarne, ci ha pensato il quotidiano tedesco conservatore Die Welt. Che ha pubblicato un articolo in cui leggiamo: in Italia “la mafia è forte e sta adesso aspettando i nuovi finanziamenti a pioggia di Bruxelles”. Secondo Die Welt eventuali fondi europei “dovrebbero essere versati soltanto per il sistema sanitario” e “naturalmente” gli italiani dovrebbero essere “controllati da Bruxelles”.

L’uscita ha provocato, naturalmente, una serie di dure reazioni nella politica e società italiana – ma non solo. Nel suo intervento il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di “toni vergognosi”, auspicando una presa di distanza da parte del governo di Berlino.

E in controtendenza con la posizione di Die Welt si erano mostrati nei giorni scorsi Bild, che aveva titolato “Soffriamo con voi, perché siamo fratelli” e Der Spiegel, che ha pubblicato un editoriale, a firma del direttore del giornale, Steffen Klusmann, e pubblicato anche in italiano sul sito online, nel quale si definisce “gretto e meschino” il rifiuto di Berlino rispetto agli Eurobond e l’insinuazione che gli italiani non sarebbero capaci di gestire il denaro:
“Invece di dire onestamente ai tedeschi che non esistono alternative agli Eurobond in una crisi come questa, il governo Merkel insinua che ci sia qualcosa di marcio in questi bond. Ovvero, che in fin dei conti sarebbero i laboriosi contribuenti tedeschi a dover pagare, in quanto gli italiani non sarebbero mai stati capaci di gestire il denaro. Questa narrazione è stata usata talmente spesso dalla cancelliera, che adesso ogni concessione a spagnoli e italiani potrebbe soltanto sembrare una sconfitta. Non avrebbe mai dovuto permettere che si arrivasse a questo, non fosse che per un sentimento di vicinanza e solidarietà. L’enorme violenza della pandemia ha comportato una vera e propria tragedia umana e medica in Italia e in Spagna — anche perché ultimamente ambedue gli Stati avevano attuato una forte politica di austerity, come voluto da Bruxelles — e sicuramente non perché vivessero al di là delle loro possibilità”.

“L’Europa – continua Klusmann – sta affrontando una crisi esistenziale. Apparire come il guardiano della virtù finanziaria in una situazione del genere è gretto e meschino. Forse conviene ricordare per un momento chi è stato a cofinanziare la ricostruzione della Germania nel Dopoguerra”

Secondo il direttore di Die Welt ammorbidire le condizioni per accedere ai (pur insufficienti) fondi del Mes (Meccanismo europeo di stabilità, il fondo salva Stati) servirebbe a dare il via libera alla Banca centrale europea, “che potrebbe acquistare quello che nessun altro vuole. Già otto anni fa, la banca centrale era già stata usata dai politici come ultimo baluardo, perché i governi erano troppo vigliacchi per risolvere i problemi da soli. De facto però, tutte queste proposte avrebbero lo stesso effetto: una gigantesca collettivizzazione dei rischi — solo che non si chiamano Eurobond”.

Critico della scelta di Die Welt è anche il direttore di Der Zeit, l’italo-tedesco Giovanni di Lorenzo che ha però sottolineato come giornalisti e giornali debbano essere indipendenti e per tanto non possano diventare oggetto di una crisi diplomatica fra Paesi. Giovanni di Lorenzo è da tempo particolarmente sensibile alla lotta contro le Mafie e impegnato, anche con l’amico Roberto Saviano, a rendere pubblico il fenomeno mafioso italiano. Insieme nel 2017 hanno pubblicato il libro “Erklär mir Italien! Wie kann man ein Land lieben, das einen zur Verzweiflung treibt?” (tradotto “Spiegami l’Italia! Come si può amare un Paese che spinge alla disperazione?”)

 

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