Dove il Natale non ha colore. | Corriere dell'Italianità

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Cultura

Dove il Natale non ha colore.

C’è un Natale per chi non fa differenza che i giorni e le regioni abbiano un colore o un altro, per indicare cosa sia o non sia consentito.   

Perché la solitudine, che i DPCM del governo italiano dicano rosso o giallo o arancio, non ha colore. 

Non ha colore non aver nessuno a cui far regali o da cui riceverne,  non avere il problema di fare il conto di quanti sia possibile stare a tavola e la compagnia a cui dover rinunciare perché non ce ne sarebbe stata; non ha colore il divieto di cantare perché non ci sono canti da condividere e non fa differenza se ci sono forze di polizia dispiegate ovunque, se le autocertificazioni  sono on line o da stampare, di quanta distanza mettere tra un posto e l’altro a tavola, come in quei castelli dove i regnanti siedono uno di fronte all’altro su tavoli infiniti. 

             Il Natale stride e fa più male a chi è solo, a chi ha perso quanto di più caro e amato per una malattia, un incidente o perché è entrato nel computo del bollettino quotidiano dei decessi – quasi una celebrità da telegiornale – per un morbo che non era neanche contemplato nelle nostre paure, come si fosse ora dentro un film o in una apocalisse che si agita e si aggira tra i nostri respiri.

Quante volte abbiamo detto, sentito o letto che questa pandemia ci cambierà? Non abbiamo capito se stia succedendo davvero e se in meglio o in peggio, ma chissà se un po’ più di tempo per fermarsi e riflettere sulla consapevolezza del valore di ciò che si ha, e che a tanti manca, non possa far bene.    

Nel frattempo rispettiamo le regole perché il virus non fa sconti, è bene saperlo, e serpeggia dove vogliamo far festa, pronto a tenderci agguati con beffarda perfidia tra i doni sotto l’albero non ripassati col disinfettante, poggiato su una cartellata col vincotto o galoppando sulle parole “Buon Natale”, come un ingannevole cavallo di Troia. 

 E così, anche per chi soffre ed è solo, il Buon Natale dalle righe di uno schermo non porta virus. Ma il senso di una autentica solidarietà e l’augurio sincero per una futura serenità.

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Stefania De Toma

È divulgatrice culturale da quando, bambina, organizzava recite e giornali scolastici. Da allora non ha mai smesso di condividere le sue passioni legate al'arte, alla letteratura , all'ambiente, pur ... Vedi profilo completo

1 Commento

  1. Nicola Corbascio 4 Gennaio 2021

    NATALE, È NASCERE E RINASCERE PER CREARE UNA NUOVA SPERANZA PER UN FUTURO DIVERSO E, SE POSSIBILE, MIGLIORE…. QUESTO CI INSEGNA IL “BIMBO” CHE DALLA CULLA CI SORRIDE E ABBRACCIA CON INFINITO AMORE E LO FARÀ PER L’ETERNITÀ….💖💖💖

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