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È piovuto dal cielo un gigantesco enigma

di Laura Torretta

Foto: ENIGMA, diamante nero con 55 sfaccettature (courtesy of Sotheby’s)

Una cosa è sicura. Anche se lo slogan “un diamante è per sempre” pare più che mai d’attualità e l’acquisto è stato effettuato nell’imminenza di San Valentino, il diamante nero ENIGMA, con la sua stazza, non si può per certo definire un dono adatto al dito, al polso e men che mai al collo femminile. Peso 111,11 grammi, carati 555,55, dimensioni 54x44x32 millimetri e 55 sfaccettature esatte: ecco la carta d’identità del più grande diamante nero naturale che si conosca. Provvisto di inoppugnabile documentazione, quali la certificazione ufficiale di diamante nero naturale più grande del mondo rilasciata nel 2004 da Gubelin. GIA e nel 2006 inserito nel Guinness dei primati come diamante tagliato più grande del mondo, a conclusione di un’asta online programmata dal 2 al 9 febbraio da Sotheby’s a Londra, ha trovato un compratore per 3,16 milioni di sterline (3,75 milioni di euro).

“Avere a disposizione un diamante nero naturale sfaccettato di queste dimensioni è un evento estremamente raro e le sue origini sono avvolte nel mistero – ha precisato la casa d’aste – a differenza dei diamanti classici che vengono estratti dalle viscere della terra, quelli neri, fancy, sono stati ritrovati per lo più in superficie: si può ipotizzare che si sia formato a seguito di un impatto meteorico o che sia emerso da un asteroide diamantato che si è scontrato con la Terra”.

Nella sua composizione sono state trovate tracce di osbornite, minerale incluso solo nelle meteore, oltre che nitrogeno e idrogeno, che abbondano nello spazio. Il tutto, collegato al fatto che simili gemme risalgono per solito a 2,6 a 3,2 miliardi di anni fa, un periodo precedente a quello dei dinosauri, assimila quella venduta nei giorni scorsi a un ENIGMA di nome e di fatto. Sotheby’s ha anche precisato che si tratta di un carbonado, una delle forme più dure di diamante naturale policristallino, estremamente raro; oggetti simili sono stati scoperti solo in Brasile e nella Repubblica Centrafricana. 

 Proprio a Cape Town trova spazio il Museo dei diamanti, un museo insolito dove si può imparare, che ne esistono di vari colori, come vengono estratti e lavorati, conoscere le repliche di pezzi particolarmente importanti e scoprire la storia della corsa ai diamanti così come quella  del mitico Cecil Rhodes, abilissimo uomo d’affari  che costruì la sua enorme fortuna sfruttando le ricchezze naturali dell’Africa meridionale. 

Esteticamente meno brillanti, e quindi meno appetibili rispetto ad altri tipi di diamante, i carbonados sono entrati nel mondo della gioielleria solo alla fine degli anni 90. “Questo diamante è un fenomeno naturale ed ha  un livello eccezionale”, ha commentato Nikita Binani, esperta del settore gioielli di Sotheby’s Londra. Aggiungendo che “la sua vendita rappresenta un’opportunità unica di acquisire una delle più rare e antiche meraviglie del cosmo mai viste”.

Non si sa esattamente chi lo abbia scoperto e quando. Le prime notizie che riguardano  questa gemma “extraterrestre” risalgono a una  ventina di anni fa, quando venne sfaccettata in modo da rappresentare l’hamsa, o Mano di Fatima, che nelle culture orientali da un lato  è segno di protezione e strumento di “scudo” contro il malocchio,  dall’altro simbolo di fortuna, potere e forza. E il numero cinque che, sia per la caratura che per il numero di faccette contraddistingue la pietra, deriva proprio dall’hamsa ed è considerato estremamente di buon auspicio.

Grosso quanto il palmo di una mano, prima di approdare alla gara londinese, ENIGMA, finora sconosciuto al pubblico, è stato esposto in gennaio a Dubai e a Los Angeles. In considerazione della sua dimensione non avrà dunque destinazione ornamentale, ma sicuramente entrerà a far parte della raffinata raccolta di un collezionista che ha voluto mantenere l’assoluto anonimato. 

La cifra spesa è considerevole, anche se forse la casa d’aste, la quale alla vigilia aveva precisato che non era stato fissato alcun prezzo di riserva e che accettava il pagamento anche in criptovaluta, sotto sotto attendeva una quotazione superiore.

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