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Elis come Amy, la malinconia del Furacão

Bellissimo il biopic di Hugo Prata, targato 2016 sulla splendida cantante brasiliana Elis Regina.

Per chi come me non ama molto il periodo di Natale e Capodanno, per chi ci vede un po’ troppa malinconia e per chi non sopporta il freddo e la neve, sognando la spiaggia di Ipanema. Per tutti questi, per tutti noi, il sito di MUBI ha pensato a come festeggiare bene l’inizio del 2020. Non perché ci si debba per forza piangere addosso, o perché vada cercata una storia triste per finire l’anno. Nel 2020 saranno i 75 anni della nascita di Elis Regina, una delle figure più importanti della musica brasiliana. Anche Bob Marley, altri personaggio leggendario della musica compirà 75 anni nel 2020, nel mondo fatato in cui nessuno di questi grandi artisti è mai morto. Entrambi, sia Elis che Bob venivano da mondi poveri, difficili, affollati. Partivano dalla serie Z, neanche dalla B e c’è chi ha mollato il colpo per molto meno. Eppure, entrambi hanno portato sorrisi, buone vibrazioni e hanno infuso un carattere indelebile alla propria terra.

Elis è stata la più grande interprete cardine della Música Popular Brasileira (MPB), vivendo l’epoca d’oro della musica brasiliana sin dai primi anni sessanta, quando la rivoluzionaria bossa nova, così come il reggae e lo ska, iniziavano a scalare le classifiche anche all’estero. Temperamento ed energia. Bellissima e minuta, come una bambola capace di cantare fino al cielo, tutto questo le valse un portfolio di soprannomi come “Furacão” (uragano) e “Pimentinha” (peperoncino). Lei preferiva farsi chiamare Elis, solo Elis perché Regina lo era di fatto. E così si chiama anche la pellicola di Hugo Parata, al suo esordio al cinema dopo anni di videoclip e musica visiva. Si parla spesso di Brasile e forse troppo poco. Così come un tempo, seppur con modalità diverse, la nazione più grande del Sud America è nel mirino delle analisi internazionali sia per le sue politiche interne molto discutibili, così come quelle estere. Elis dominò la scena brasiliana fino alla fine degli anni settanta, attraversando tutta la fase più delicata della dittatura militare, in un mondo in cui le donne erano tutelate meno di adesso. Un mondo non troppo lontano, eppure così feroce. Un mondo che Prata fa convergere verso un’altra icona, un’altra voice che si chiamava Amy Whinehouse. Giovane, di talento, ribelle, ma fragile. La fragilità di Elis, così come quella di Amy, era nei drink, negli uomini sbagliati, nelle porte in faccia prese troppe volte, nel sesso che non si riesce a dominare come si vorrebbe. Infatti Elis se ne va, un po’ come Amy, da sola, in casa, in una ultima e spettacolare sequenza che Prata inserisce nel finale perfetto.
Chi interpreta tutto questo? Una diva, Andréia Horta veste i panni di Elis immedesimandosi completamente, completando così il giudizio più che positivo sul film.

Sarà necessario comprare qualche disco di Elis Regina, ascoltare una playlist, pensare a lei, alla sua musica e alle spiagge di Rio. Una lacrima potrebbe scendere, ma più che altro un sorriso. Film da recuperare assolutamente, questo senza dubbio.

Elis è un film di  Hugo Prata del 2016 e il ruolo della protagonista è affidato a Andréia Horta. Il film dura 114 minuti ed è stato prodotto e girato in Brasile. Ha vinto sia il Chicago International Film Festival sia il Rio de Janeiro International Film Festival nel 2016.

 

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Jacopo C. Buranelli

Laureato in filosofia presso La Statale di Milano con una tesi sul cinema di Ozu, da molti anni si dedica all’editoria e al mondo dell’arte contemporanea e dello spettacolo. Collabora con diverse test ... Vedi profilo completo

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