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Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera

Nella nostra carrellata di storia del mondo delle associazioni italiane in Svizzera, abbiamo chiesto a Giuseppe Ticchio, Presidente della Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera, una testimonianza degli obiettivi così come attività passate e presenti e progetti futuri dell’Associazione.

Presidente Ticchio, ci può ricordare, quando è nata Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera, con quali sono gli obiettivi e com’è cambiata l’Associazione nel tempo?

Forti della presenza delle Colonie Libere Italiane, delle Acli, di Sindacati e di Patronati, già nella seconda metà degli anni ‘60 a  Zurigo nacque la prima Associazione Lucana in Svizzera grazie all’impegno di Paolo Melillo e da qui molte altre. In concomitanza con queste prime esperienze associative, all’orizzonte si profilava la costituzione delle autonomie Regionali del 1970 che, di fatto, legittimò le stesse associazioni che delle Regioni costituivano una profanazione. Ed effettivamente di Associazioni Lucane in terra elvetica ne fiorirono moltissime tanto da sentire l’esigenza di costituire un Organismo Federativo che si rapportasse con la regione a nome di tutti. Il primo marzo 1980, nel Salone Pirandello della CASA D’ITALIA di Zurigo, in un affollato e rumoroso Congresso si costituì, infatti, la Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera che comprendeva quelle di Brunnen – Frauenfeld  – Herisau – Sangallo- Sciaffusa – Soletta- Svitto –  Wald – Winterthur -Wollerau – Zugo – le due Associazioni Lucane di Zurigo – L’Associazione Regionale Famiglia Lucana e l’Associazione Regionale Emigrati Lucani.

Nate come punto di riferimento emozionale le Associazioni prima e la Federazione dopo si sono evolute in corrispondenza dei bisogni dei consociati che, spinti dal desiderio di integrarsi in Svizzera chiedevano sempre maggiori informazioni. In questo senso una nuova spinta a fare delle Associazioni un soggetto giuridico rappresentativo venne data dall’ “Iniziativa contro l’inforestieramento”. A quei tempi la necessità di lottare contro il referendum del giugno 1970  diede vita al “Comitato Nazionale d’Intesa” di cui faceva parte anche l’Ass. Lucana di Zurigo. Da allora, a scandire la trasformazione dell’Emigrazione Lucana in Svizzera sono intervenute otto Leggi regionali, tra queste la n. 6 del 21/2/1990 che costituì l’odierna Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo (CRLM); una sorta di Parlamentino dei Lucani nel mondo, che una volta all’anno si confronta con le nostre Autorità Regionali. Non sono certo mancate le attività ricreative o le iniziative a mezzo stampa come “U Cirnicch”, trascrizione dialettale che definisce l’utensile per cernere il grano o la “Voce Lucana”.

Posso però affermare che se la nostra origine ha determinato la necessità di creare un collettivo, da emigrati abbiamo fatto in tutti questi anni la nostra parte, contribuendo con le nostre rimesse a incentivare l’economia della Basilicata. Inoltre, come Commissione Regionale abbiamo contribuito a portare  a compimento diverse iniziative non di poco conto,  come la pubblicazione del libro “Storie di donne Lucane nel mondo” il Premio “Lucani Insigni”, “ il Forum dei Giovani Lucani nel Mondo” fino alla costituzione di un “Fondo per il turismo di ritorno”, in queste ultime settimane ripreso da diverse Istituzioni nazionali.

Come stanno vivendo la Federazione e le Associazioni affiliate questo momento difficile e di emergenza COVID-19?

In qualità di Presidente della Federazione Lucana in Svizzera mi sono periodicamente rapportato con i Presidenti delle singole Associazioni per essere vicino ai vari soci in questo momento difficile. Non sono stati istituiti veri e propri gruppi di sostegno per persone in difficoltà, perché per fortuna non c’è stato bisogno d’interventi urgenti ma i responsabili delle singole associazioni si sono adoperati ove necessario. Quello che invece ho rilevato è stato il disorientamento associativo: inutile dire che i tanti eventi in programma sono stati cancellati e questo ha fatto un po’ perdere ritmo. Nel mio caso specifico, presa coscienza di questo sentire, mi sono tenuto in contatto costante con le Associazioni aderenti alla Federazione anche per tenere alto il morale. Ora che lentamente stiamo riprendendo le nostre attività, valuteremo se la crisi era dovuta al COVID o è molto più profonda.

Su cosa state puntando per il rilancio della vita associativa?

Il nostro primo obiettivo, così da festeggiare anche la fine dell’ emergenza sanitaria,  sarà ricordare, con una iniziativa mirata, il 40esimo anno della costituzione della nostra Federazione. A seguire, per non dimenticare, ricorderemo, il 40esimo anniversario del terremoto di Irpinia e Basilicata, avvenuto alla fine di novembre di quello stesso anno. Non mancherà certo la parte socio/ricreativa/culturale con iniziative rivolte alla valorizzazione delle eccellenze della nostra regione. Il prossimo appuntamento è la riunione annuale della Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo che avrà luogo in Basilicata il prossimo settembre. In quella sede, Covid-19 permettendo, faremo sentire la nostra voce per sottolineare, sulla scorta delle conquiste passate, l’impegno per il futuro. Sforzi rivolti a sostenere la nostra Regione, soprattutto per quanto riguarda il turismo, impegnandoci ad eleggere la Basilicata a luogo ove tornare durante le vacanze. La vitalità della Federazione Lucana e delle Associazioni che ne fanno parte è sempre stata tesa, lo è ancora, ad aiutare concretamente l’economia regionale, creando nuovi posti di lavoro.  Per fare questo, abbiamo sempre contato sulla fiducia concessaci delle nostre Autorità Regionali e speriamo di poter fare ancora affidamento su detto rapporto per continuare come Federazione ad impegnarci per la nostra Basilicata.

Giuseppe Ticchio

 

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Paola Fuso

Nata a Cutrofiano (Le), ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso la Fondazione Marco Biagi a Modena specializzandosi in diritto del Lavoro e delle Relazioni Industriali. Esperta di lavoro ... Vedi profilo completo

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