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Cultura

Giapponeserie d’autunno

Pierre Loti, ufficiale di marina e autore francese di narrativa esotizzante, viaggiò in Giappone diverse volte negli anni tra il 1885 e il 1901. Il paese che incontra è quello attraversato dal fermento della rivoluzione politica, economica e culturale della Restaurazione Meiji ed è soprattutto, per il giovane ufficiale, un mondo distante, sconosciuto e fascinoso.

Un luogo “strano” ancor prima che “straniero” che sollecita in lui non solo curiosità ma anche il desiderio di annotare, scrivere e condividere una volta tornato in patria i suoi incontri, le sue esperienze.

Giapponeserie d’autunno ora in libreria per ‘O barra O edizioni’ (Trad. Maurizio Gatti), scritto subito dopo il forse già noto Madame Chrysanthème che ispirò Giacomo Puccini, tramite i lavori di Long e Belasco, per la sua Madama Butterfly (Kiku-san. La moglie giapponese, O barra O, 2014), raccoglie i resoconti delle esperienze di Loti dell’autunno del 1886. In occasione di questo viaggio l’autore si trova ad attraversare Kyoto.

Quanto Kyoto è disomogenea, mutevole, bizzarra! Strade rumorose, piene di jin, di pedoni, di venditori, di cartelli variopinti, di locandine pubblicitarie che fluttuano al vento. Ora si corre in mezzo al rumore e alle grida, ora nel silenzio delle cose abbandonate, fra i resti di un grande passato oramai morto. […] Che immenso cafarnao religioso, che gigantesco santuario di preghiera questa Kyoto degli antichi imperatori!

Poi visita Edo, ha il privilegio di avvicinare l’imperatrice durante la festa dei Crisantemi al palazzo del Mikado alla quale viene invitato, si reca in pellegrinaggio per ammirare alcuni templi noti, vede e tocca il prezioso abito della leggendaria imperatrice giapponese Jingū Kōgō (169-269) consorte dell’imperatore Chūai

Del resto, è una sensazione in sé sconvolgente poter guardare alla luce del giorno, toccare e annusare un vero abito di questa leggendaria persona che viveva come una dea, inaccessibile e invisibile, velata anche nel mezzo delle battaglie, in un’epoca così lontana e sconosciuta, […]

Loti raggiunge la Montagna Santa di Nikkō e la tomba dei “47 ronin”. Le suggestioni che raccoglie e trascrive riguardo ai luoghi, ai paesaggi, agli incontri non intendono – come già era successo in Madame – fornire una spiegazione del paese così diverso nel quale si trova, piuttosto desiderano tratteggiarlo, offrire al lettore

[…] dettagli, che garantisco assolutamente fedeli, come quelli di una fotografia prima dei ritocchi” e raccontare le sue impressioni in proposito “In tutto questo nulla di volgare o di grossolano; mai in Giappone: le più piccole cose hanno, nella loro stranezza, sempre un che di raffinato.

Se indubbiamente l’incomunicabilità, gli equivoci e il distacco furono aspetti essenziali della prima esperienza giapponese di Loti raccontata in Madame Chrysanthème, in Giapponeserie d’autunno si percepisce  una minor sensazione di ignoto, di “altro” e di “altrove” in favore di una maggior attenzione per gli aspetti ambientali, naturalistici, estetici e per i costumi unici di un mondo dalle tradizioni antiche, che lo stesso Loti già teme verrà diluito dalle pressioni omologanti della modernizzazione.

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Francesca Scotti

Nata a Milano, diplomata al Conservatorio e laureata in legge, è autrice di romanzi e racconti. Dal 2012 collabora con la regista Alessandra Pescetta nella stesura di soggetti e sceneggiature. I suoi ... Vedi profilo completo

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