Giocare fa bene alla mente. A Roma la prima conferenza internazionale sulla Play Therapy

Dopo la pandemia, in questo periodo di guerra e di crisi economica è stato osservato un aumento del disagio psicologico infantile, anche nei bambini prescolari: il disturbo post-traumatico da stress, il disturbo della condotta, la depressione, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, i comportamenti distruttivi, l’aggressività, l’ansia/la paura, l’impulsività, la bassa autostima, il rendimento scolastico e il ritiro sociale.

Per risolvere questo problema è nato un innovativo approccio focalizzato sull’uso terapeutico del gioco in psicoterapia, che prende il nome di Play Therapy Cognitivo-Comportamentale. A Roma sabato 8 e domenica 9 giugno si terrà la prima conferenza internazionale su questo approccio pensato ad hoc per bambini in età prescolare e scolare.

L’evento – che vedrà la partecipazione di professionisti della salute mentale in età evolutiva provenienti da vari paesi- nasce per promuovere un coordinamento internazionale volto all’uso del gioco nella pratica clinica.

La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale è una psicoterapia rivolta ai bambini prescolari e scolari, e ai loro genitori, e rappresenta un possibile percorso di supporto al disagio psicologico. Essa prevede l’uso terapeutico del gioco, unito a tecniche cognitive e comportamentali, affinché il bambino impari come funziona il mondo, come relazionarsi con gli altri, come affrontare le difficoltà e come trovare le soluzioni.

Dato fondamentale: c’è un coinvolgimento diretto del bambino nel processo terapeutico. Gli incontri prevedono momenti di gioco libero e momenti di gioco organizzati con attività specifiche, volti ad aiutare il bambino ad apprendere un comportamento alternativo che lo aiuti a superare il suo problema e ad utilizzare quello che ha appreso durante gli incontri in altri contesti.

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