Gli expats bocciano la Svizzera per i costi delle case, ma promuovono la qualità della vita

Nel sondaggio della piattaforma Internations, la Confederazione elvetica è 34esima nella classifica dei paesi più apprezzati tra gli stranieri residenti nei Cantoni, tra pro e contro

Molti lavoratori specializzati che si trasferiscono in Svizzera per motivi professionali non si sentono benvenuti, per quanto apprezzino alcuni innegabili vantaggi legati alla nuova residenza tra i Cantoni.

È quel che emerge da un sondaggio periodico realizzato dalla piattaforma Internations.

In base ai risultati ottenuti, quest’anno la Confederazione elvetica è 34esima nella classifica dei paesi maggiormente apprezzati, su un totale di 53 nazioni prese in considerazione. Ciò significa che, rispetto al 2023, quando era 23esima, si è registrato un calo di gradimento di ben 11 posizioni.

A ricevere una valutazione negativa da parte degli expats che hanno preso parte al sondaggio di Internations sono soprattutto le difficoltà relative alla socializzazione e i costi elevati per gli alloggi, nota dolente per il 63% degli intervistati (dunque per più di 3 su 5). Quasi un quarto (22%), alla stessa categoria, dà il voto più basso. Inoltre, trovare una casa appena ci si trasferisce è difficile per circa la metà (49% rispetto al 34% globale).

Molti stranieri che lavorano nel territorio elvetico fanno fatica ad abituarsi alla cultura del posto e non si sentono accolti. Il 46% pensa che meno della metà delle persone in Svizzera sia amichevole nei confronti degli stranieri. Il 62% ha dichiarato che è stato difficile fare nuove conoscenze e stringere amicizie con gli abitanti locali. Per il 33% è complicato vivere in Svizzera senza conoscere la lingua del posto (un risultato, questo, in linea con la media globale).

Per contro, più della metà di coloro che hanno risposto all’indagine (54%) trova facile gestire la burocrazia locale (contro il 36% globale). Il 63% afferma lo stesso riguardo l’ottenimento del visto (rispetto al 53%).

Il costo della vita è una delle principali preoccupazioni per chi viene dall’estero: 3 su 5 (60%) esprimono insoddisfazione rispetto a questo aspetto, a fronte di un 39% a livello mondiale. Tuttavia, la maggior parte si dichiara soddisfatta della propria situazione finanziaria.

Il 58% afferma di avere un reddito annuo lordo di almeno 90.000 franchi. A livello globale, solo il 20% si trova nelle stesse condizioni economiche. Oltre tre quarti degli expats che hanno risposto ai quesiti di Internations (76%) ritengono che il loro reddito disponibile sia sufficiente per vivere in modo dignitoso e confortevole tra i Cantoni (rispetto al 70% globale).

Il grande vantaggio della Svizzera, nell’opinione degli expats, è proprio la qualità della vita, un indice per cui la nazione si avvicina alla top 10, piazzandosi al 12º posto nella scala mondiale. Oltre il Gottardo ci si sente al sicuro e si apprezzano l’aria pulita, l’ambiente urbano e soprattutto i paesaggi naturali.

La Svizzera si classifica al 1º posto per le opportunità per chi vuole e deve viaggiare: su questo più di 9 espatriati su 10 (93%) danno un giudizio positivo, 10 punti percentuali in più rispetto alla media globale dell’83%. Il 72% afferma addirittura che questo aspetto è a un livello eccellente (rispetto al 55% globale). Passano a pieni voti l’esame, nello specifico, l’infrastruttura locale per le automobili, la disponibilità dei trasporti pubblici (rispetto al 72% globale) – anche se questi sono ritenuti dispendiosi (21% di risposte negative rispetto al 15% globale) – la sicurezza e il comfort di muoversi a piedi e in bici.

I professionisti stranieri valutano positivamente anche gli aspetti tecnici e amministrativi disponibili, per esempio l’accesso a Internet a banda larga, la disponibilità online dei servizi amministrativi e l’accesso illimitato ai servizi digitali.

Bene la sanità elvetica, seppure con qualche ombra. In linea di massima gli intervistati apprezzano la qualità delle cure e il fatto che sia facile accedere equamente a tutti i tipi di prestazioni mediche. Tuttavia, il paese si piazza tra gli ultimi tre per i requisiti economici dell’assistenza sanitaria, valutati negativamente dal 47% dei partecipanti al sondaggio (in confronto al 22% globale).

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