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Grazie “Lupo” Sinisa Mihajlovic

A metà luglio lo abbiamo visto piangere mentre annunciava di avere la leucemia. “ La guarderò in faccia e la vincerò” questa era stata la sua frase di chiusura a quella conferenza stampa. Ieri 25 agosto domenica di tardo pomeriggio, con un cappellino in testa a mascherare gli effetti della chemioterapia, la mascherina sulla bocca era in panchina sul campo di Verona a guidare i suoi giocatori nella prima partita di campionato. Sui social se ne parlava da alcune ore ed a tutti sembrava un miracolo. Ma il tecnico serbo è davvero sul campo di gioco, si è perfino tolto la mascherina, anche se come lo hanno avvertito i medici può essere pericoloso. Dopo 41 giorni di isolamento. Ma lui è Sinisa Mihajlovic e non ha paura di guardare in faccia alla malattia.

Anche col cerotto al collo del dopo chemio, anche se smagrito di oltre 10 kg.

Ma ha scritto Maurizio Crosetti su Repubblica dell’importanza della presenza di Mihajlovic per quanti, malati, si sono fatti forza guardandolo mentre guardava in faccia al male. “In fondo questa è l’altra squadra da allenare, quella di chi ha il cancro, quella dei feriti non ancora sconfitti e forse mai.”

La moglie su Instagram scrive: “i guerrieri si riconoscono da lontano”. Lo stadio applaude. Noi tutti applaudiamo.

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