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Politica estera

Greta Thunberg e il vertice Onu

di Salvo Buttitta

“L’ecosistema sta collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa, e tutto ciò di cui voi parlate sono soldi, favole e crescita economica”. Greta Thunberg è il volto del vertice Onu. L’attivista ambientalista svedese di 16 anni, al Palazzo di vetro, ha ribadito ciò che ripete da un anno: “La scienza da trent’anni è chiara ma voi distogliete lo sguardo, come osate?”. “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia”: ha continuato. “Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”. “Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”. L’attivista svedese non ha parlato solo del futuro, ma anche del presente, dedicando un passaggio del suo discorso anche alle conseguenze negative che i cambiamenti climatici stanno già causando: “Le persone stanno soffrendo e stanno morendo, interi ecosistemi stanno crollando”.

Riuniti a New York al vertice Onu sul tema, i rappresentati dei governi si sono proposti di aggiornare l’ambizioso piano che, a sua volta intendeva con uno sforzo comune limitare il riscaldamento del pianeta entro i 2 gradi. L’obiettivo sarebbe quello di rivedere, entro il 2023, i target da raggiungere su diversi fronti. Il 23 settembre sessantasei Paesi hanno quindi espresso l’intenzione di raggiungere un’economia a zero emissioni di diossido di carbonio, entro il 2050. Si tratta di un obiettivo vitale nel contrastare il cambiamento climatico sul lungo termine. “Sessantasei governi, 10 regioni, 102 città, 93 aziende e 12 investitori si sono impegnati nel raggiungere le zero emissioni nette di Co2 entro il 2050”, si legge in un comunicato del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “L’emergenza climatica è una gara che stiamo perdendo, ma possiamo vincerla”, ha continuato Guterres.Tra gli altri annunci delle Nazioni Unite: 68 paesi si sono impegnati a rivedere formalmente verso l’alto i loro piani climatici entro il 2020, quando i 195 firmatari dell’accordo di Parigi dovrebbero presentare nuovi impegni.

Inoltre, 30 paesi stanno ora aderendo ad un’alleanza che promette di fermare la costruzione di centrali a carbone dal 2020.

È stato anche il debutto al Palazzo di Vetro per il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio che ha ribadito la volontà di “realizzare un grande piano di investimenti nell’economia green. Questo significa posti di lavoro e opportunità per le imprese”. Nella manovra, ha poi precisato il premier Giuseppe Conte “stiamo lavorano per orientare verso il ‘green new deal’ il sistema produttivo attraverso meccanismi incentivanti”.

Con il Green New Deal “non stiamo perseguendo solo un ideale, dobbiamo cercare di far capire a tutti che questo riorientamento dei sistemi produttivi porta a dei vantaggi, anche da un punto di vista economico” ha dichiarato Conte rispondendo ai giornalisti a New York. Nel frattempo, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), gli scienziati ed esperti delle Nazioni Unite che studiano il riscaldamento globale, ha diffuso un nuovo rapporto speciale sul clima, dedicato soprattutto al peggioramento delle condizioni degli oceani e delle calotte di ghiaccio. Il documento è il frutto dell’analisi di circa 7mila ricerche scientifiche e nelle sue conclusioni dice che il livello del mare continua ad aumentare, i ghiacci si sciolgono rapidamente e molte specie si stanno spostando alla ricerca di condizioni più adatte alla loro sopravvivenza. Il cambiamento, scrivono gli scienziati, è dovuto principalmente alle attività umane e alle loro emissioni che peggiorano l’effetto serra. Il rapporto è il terzo degli speciali prodotti dall’IPCC nell’ultimo anno.

In precedenza, il Gruppo aveva pubblicato un documento sugli effetti di un aumento della temperatura media globale di 1,5 °C entro la fine del secolo, con serie conseguenze per buona parte della popolazione mondiale e un altro rapporto sugli effetti del cambiamento climatico sulle terre emerse. Nel rapporto si legge: oceani più caldi, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, scioglimento del permafrost. Che fare? Le previsioni per gli oceani e i ghiacci sono molto pessimistiche, ma l’IPCC conferma comunque i rapporti precedenti circa le possibili soluzioni per attenuare il problema. Il punto cardine rimane una netta riduzione delle emissioni di anidride carbonica: devono essere ridotte del 45 per cento rispetto ai livelli attuali entro il 2030. Questa riduzione, che appare sempre più improbabile visti i pochi progressi raggiunti finora dai governi del mondo, consentirebbe di rendere gestibili problemi ormai inevitabili e che interesseranno tutti.

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