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Cultura

Hideo Azuma, diario esistenziale e (mai raccontato) della nostra infanzia

Esce in libreria la storia a fumetti autobiografica di Hideo Azuma, autore famoso che ha deciso di “evaporare” per sempre dalla società e dal mondo che lo circonda.

Sono giorni felici per il fumetto, sia italiano che internazionale. Sono giorni intensi per l’attività editoriale anche nel misterioso e affascinante mondo dei manga, i fumetti made in Japan che spesso raccolgono i favori e gli amori dei più giovani e che piano piano stanno sfatando anche negli adulti i miti e le leggende che li vogliono per forza prodotti di massa o dal dubbio gusto estetico.

In certi casi, si può dire che c’è una nuova scoperta del manga in ottica più autoriale, più graphic novel direbbero gli amanti delle etichette.

Capita quindi che alcune opere del passato più o meno recente, dimenticate durante la prima ondata di cultura pop invasiva dei primi anni ‘90, tornino alla luce anche grazie al lavoro editoriale di marchi italiani come J-POP, casa editrice milanese leader nel settore. Da poco in libreria, infatti, si può trovare Il Diario della mia Scomparsa, la storia a fumetti dell’autore Hideo Azuma, noto al pubblico occidentale per le sue opere più famose come Pollon (Olympus no Pollon) e Nanà Super Girl (Nanako SOS). Due personaggi iconici del periodo d’oro che hanno fatto compagnia a ragazzi e bambini, che hanno ispirato piccole protagoniste del futuro che vivremo domani. Eppure, nonostante questo successo e questa verve sans souci, nel suo diario manga (tradotto per J-POP da Carlotta Spiga) l’autore rileva i suoi anni più difficili, afflitti da una profonda depressione, un’infernale alcolismo che lo ha condotto a spingersi ai limiti della società, a desiderare di “evaporare” per non sentire più il peso della vita quotidiana.
Uno spaccato, un retroscena o meglio uno slice of life unico che descrive con profondo rispetto le difficoltà creative ed economiche di questi “inventori di sogni” che sono gli autori di fumetti o manga. L’esperienza ai margini descritta da Azuma è toccante e puntuale, in un momento come detto all’inizio, florido per questo tipo di produzioni e alla vigilia delle faraoniche olimpiadi di Tokyo 2020. Un mondo che macina, che produce, che va avanti con o senza i propri protagonisti. Una vita difficile che invece di essere riconosciuta come tale, tende a essere dimenticata. Salvata da questa pubblicazione interessante e necessaria.

Il Diario della mia scomparsa si trova in libreria. Lo edita J-POP, lo ha scritto e disegnato Hideo Azuma e lo ha tradotto in lingua italiana Carlotta Spiga.

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Jacopo C. Buranelli

Laureato in filosofia presso La Statale di Milano con una tesi sul cinema di Ozu, da molti anni si dedica all’editoria e al mondo dell’arte contemporanea e dello spettacolo. Collabora con diverse test ... Vedi profilo completo

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