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Il boom del mercato immobiliare in Svizzera

Prezzi a livello record, il paese è pieno di appartamenti vuoti

Il trend inarrestabile del mercato immobiliare è stato confermato anche dalle recenti rilevazioni di ImmoScout24, una piattaforma immobiliare operante nei principali Paesi europei. Stante i dati di tale piattaforma, pubblicati alla fine di agosto e calcolati sulla base degli annunci, il costo di appartamenti e case unifamiliari ha segnato un nuovo record: il costo medio degli appartamenti ha raggiunto i 7’916 franchi al metro quadrato, un ulteriore balzo in avanti dell’1,8% nel giro di un solo mese. Pertanto, un appartamento di soli 100 metri quadrati costa in media non meno di 790’000 franchi; rapportando la progressione fatta segnare in un mese, si evince che l’aumento medio del prezzo su base annua è pari al 7,7%.

Anche l’aumento del prezzo delle case unifamiliari non mostra cedimenti, compiendo un balzo in avanti più contenuto nello spazio di un mese (+0,1%) ma notevole su base annua, ovvero +7,5%. Alla fine dello scorso agosto per acquistare una casa unifamiliare comportava in media un investimento di 7’058 franchi a metro quadrato. Considerando che la superficie calpestabile di una tipica casa unifamiliare è di circa 160 metri quadrati, ne deriva che l’acquisto comporta un investimento di circa 1’100’000 franchi.

L’acquisto di una casa unifamiliare rappresenta da sempre il sogno della tipica famiglia svizzera e, secondo l’Ufficio federale di statistiche, oltre i due terzi di tutti gli edifici residenziali costruiti tra il 2000 e il 2018 era costituito da case unifamiliari, le più richieste sul mercato immobiliare, nonostante le innumerevoli criticità che le contrassegnano: sfruttamento eccessivo del terreno edificabile (un fenomeno che ha già mosso iniziative referendarie come quella delle “limitazioni alle seconde case”) e conseguente aumento stratosferico del suo costo, impatto peggiorativo sulla mobilità, forma abitativa a scarsa sostenibilità, ecc.

Tutte le stime piu attendibili evidenziano un dato comune: nonostante l’aumento dei prezzi, la domanda di proprietà di appartamenti in condominio continuerà a crescere, visto che il costo delle case unifamiliari è insostenibile per molte persone e, visto che le case sono spesso fuori portata, i numerosi interessati si concentrano sulle abitazioni in condominio, facendone lievitare il costo. Un andamento che contrasta paradossalmente con un altro dato: l’elevato numero di appartamenti vuoti, in attesa di essere affittati. Alla fine di giugno le abitazioni sfitte in Svizzera hanno superato la cifra di 80’000, confermando una tendenza che perdura da una decina d’anni, con le comprensibili variazioni in alto o in basso delle realtà cantonali. Una Svizzera dunque piena di abitazioni vuote, in cui si continua a costruire e dove i prezzi di acquisto continuano ad aumentare incredibilmente.

Gli appartamenti vuoti continuano ad aumentare per vari motivi e, se in alcuni Cantoni il fenomeno viene spiegato con il calo demografico, tale ragione è improponibile per altri Cantoni che, invece, registrano – in linea con la tendenza generale della Svizzera – un continuo aumento del numero di abitanti. Certamente molte persone in Svizzera coltivano il sogno di un’abitazione propria e l’andamento del mercato ipotecario, limitando lo sguardo all’ultimo decennio, ha incoraggiato le persone che hanno potuto contare sui propri risparmi a compire il passo agognato di una proprietà immobiliare progettata secondo i propri gusti. Molti cittadini stranieri, italiani in primis, hanno acquistato casa, spesso investendo anche parte del proprio capitale di vecchiaia delle casse pensioni. Ma anche la forma classica d’investimento nel mattone è stata ritenuta, nonostante gli appartamenti vuoti, più affidabile e meno rischiosa rispetto ad altre, ed anche una risposta all’andamento dei depositi ad interesse negativo.

Va sottolineato che per molte giovani famiglie i vantaggi sopra elencati si sono vistosamente allontanati: i tassi ipotecari marcatamente bassi degli ultimi anni hanno di fatto surriscaldato la domanda di abitazioni di proprietà facendo aumentare, come abbiamo visto, il prezzo d’acquisto e quindi l’ammontare del capitale proprio richiesto dalle banche per la concessione dell’ipoteca. Banche che per altro, temendo il pericolo di un’inversione di tendenza dei mercati finanziari, esigono che gli interessati abbiano entrate sufficienti per far fronte ad un eventuale tasso ipotecario del 5%. Comprensibilmente, soprattutto le giovani coppie non hanno sufficienti mezzi economici per ottenere e finanziare un’ipoteca bancaria elevata: posto un valore di 1,2 milioni dell’unità immobiliare, bisogna avere minimo un capitale proprio di 240’000 franchi per ottenere un’ipoteca di 960’000 franchi. A tali coppie non resta che sperare nel supporto dei propri genitori oppure varare un piano sistematico di risparmio che può durare alcuni decenni.

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Franco Narducci

Nato a S. Maria del Molise (IS) nel 1947. Fino al 1981 ha lavorato nel settore dell’ingegneria edile. Ha diretto l’ENAIP del Cantone Argovia e dal 1985 al 1996 l’ENAIP nazionale Svizzera. Nel 1996 è d ... Vedi profilo completo

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