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Il Centro Prostata della Svizzera Italiana ottiene il certificato europeo di qualità

Centri di eccellenza per le migliori opportunità di cura. EOC è tra i migliori centri europei per la cura del tumore della prostata.
Il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente tra gli uomini, con circa 6.400 casi diagnosticati ogni anno in Svizzera e oltre 200 in Ticino

Sono 150 in Europa e 14 in Svizzera le strutture qualificate come ‘Certified European Prostate Cancer Centre’, centri europei di eccellenza nella cura del tumore alla prostata. Di queste è entrato a far parte, unico in Ticino, il Centro Prostata della Svizzera Italiana (CPSI), una delle punte di diamante nell’offerta sanitaria EOC.

Un riconoscimento prestigioso, salutato con grande soddisfazione da un team di professionisti consapevole di offrire oggi al paziente ticinese le migliori opportunità di cura per il tumore alla prostata, la neoplasia più frequente tra gli uomini, con circa 6.400 casi diagnosticati ogni anno in Svizzera e oltre 200 in Ticino.

“Per noi – esordisce la PD Dr.ssa Ursula Vogl, oncologa caposervizio dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI) e responsabile clinica del CPSI (Centro Prostata della Svizzera Italiana), che ha seguito in prima persona il lungo processo di certificazione – si tratta di un traguardo molto importante perché riconosce al massimo livello la qualità del nostro lavoro e perché trasmette un messaggio di fiducia ai nostri pazienti e ai medici del territorio, agli urologi e ai medici di famiglia. Il paziente con tumore alla prostata trova in Ticino un centro dove può essere certo che la sua malattia e il suo percorso di guarigione saranno affrontati al più alto grado di competenza e di cura, come lo sarebbero nei migliori centri europei e mondiali, ma vicino a casa e da persone che parlano la sua stessa lingua”.

La certificazione European Prostate Cancer Centre – e le verifiche a cui sono sottoposti i centri che aspirano ad ottenerla – sono a cura dell’istituto indipendente Onkozert, specializzato in certificazioni sanitarie e mediche per conto della German Cancer Society. Lo scopo, si legge sul sito dell’istituto, è quello di promuovere lo sviluppo su base volontaria di centri oncologici di eccellenza e dunque di migliorare le cure con indicatori di qualità.

Tra gli aspetti presi in considerazione c’è ovviamente la disponibilità tecnologica, ambito nel quale la dotazione CPSI non teme confronti. Ormai da anni, il CPSI può annoverare le più innovative tecnologie nel settore chirurgico, con l’utilizzo del robot DaVinci Xi. Anche in ambito radiologico il parco macchine del CPSI include plurimi apparecchi di risonanza magnetica 3 Tesla e la medicina nucleare si è portata all’avanguardia con una PET TAC con il tracciante prostata-specifico PSMA, dedicato esclusivamente ai pazienti con carcinoma prostatico. Per quanto riguarda il trattamento di radioterapia il centro può contare sui più moderni acceleratori lineari, i quali garantiscono ai pazienti terapie personalizzate e di estrema precisione. Inoltre, il Servizio di anatomia patologica fornisce costantemente la miglior diagnosi istopatologica avvalendosi di macchinari di ultima generazione con la possibilità di eseguire test estremamente precisi.

La tecnologia è condizione necessaria, ma non certo sufficiente. “Per ottenere la certificazione – continua la PD Dr.ssa Vogl – occorre dimostrare che i pazienti vengono seguiti in tutte le fasi della loro malattia e soprattutto che ci sia una presa in carico personalizzata e integrata. È elemento determinante, va sottolineato, la presenza di personale infermieristico altamente qualificato: l’esperto clinico Giovanni Presta garantisce l’accompagnamento del paziente e del suo entourage nel percorso terapeutico attraverso una visione olistica e favorisce il coordinamento all’interno dei servizi. Tutti i casi che afferiscono al CPSI vengono discussi nel corso di una riunione settimanale multidisciplinare e multiprofessionale, il “tumorboard”, che definisce le modalità e i tempi del procedere terapeutico. È inoltre attiva sul territorio – grazie alla collaborazione della Lega Cancro Ticino, dell’Organizzazione Socio-Psichiatrica Cantonale e dell’associazione di pazienti PROCASI – una rete di supporto che segue il paziente in tutte le sue necessità, quelle terapeutiche, in primis, ma anche quelle relative alla sua vita sociale, familiare e professionale”.

‘Qualità del servizio e approccio integrato alla malattia oncologica’ è quanto viene richiesto ai centri che si candidano alla certificazione europea. Un approccio evidentemente possibile solo attraverso un network di specialisti con competenze d’organo multidisciplinari, mediche e infermieristiche.

COME ACCEDERE ALLE CURE: Per poter accedere a questa eccellenza ticinese è sufficiente che il paziente sia visitato da uno dei medici afferenti al CPSI. La presa in carico del paziente lo include automaticamente nel sistema del CPSI, permettendo un approccio olistico e multidisciplinare per offrire una diagnosi, un trattamento ed un controllo nel tempo a 360 gradi.

“È in effetti così – conferma la Prof.ssa Silke Gillessen, direttore medico e scientifico dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana –. L’oncologia moderna deve oggi puntare non solo sul progresso tecnologico e terapeutico ma anche sull’integrazione di differenti specialisti in nuovi modelli di cura personalizzati ed efficaci. Un modello multidisciplinare integrato con competenze altamente specializzate su uno specifico tumore ci ha consentito di ottenere – per la prostata – l’importante certificazione europea. Tale modello è presente anche negli altri Centri Oncologici Specialistici (COS) dell’Ente Ospedaliero Cantonale dove trattiamo gli altri tumori solidi più frequenti (seno, polmone, cervello e colon-retto). Tra questi anche il nostro Centro di Senologia della Svizzera Italiana che vanta già l’importante certificazione”.

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