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Cultura

Il dono della musica

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di Chiara Tinonin

Quando pensiamo al legame tra mecenatismo e musica, subito avanza la questione del talento. Beethoven sarebbe diventato Beethoven senza il sostegno del Conte Ferdinand Waldstein? E Schubert senza il Conte Esternhàzy? Claudio Monteverdi sarebbe mai arrivato alla corte di Mantova se il prevosto Valcarenghi non avesse pubblicato i suoi motivetti quando era ancora giovanissimo?

Naturalmente non ci è dato rispondere a queste domande, ma ciò che possiamo osservare nel presente è che la necessità di un sostegno privato alla musica è una costante nella storia e, forse, nella società di oggi presenta risvolti ancora più significativi.

In Canton Ticino la legge per il sostegno ai giovani talenti sportivi e artistici è passata con l’86% dei voti favorevoli. Questo significa che non solo la piccola fetta dei ricchi, ma una porzione ampia di cittadini, ha riconosciuto il valore fondamentale di impiegare risorse per sostenere la crescita e l’emergere del talento in un’arena globale sempre più competitiva.

È condivisa l’idea che abbiamo bisogno di talenti e di una produzione culturale fiorente per costruire comunità più vivibili e sane, ma in che modo, in particolare, la musica contribuisce allo sviluppo della persona e della nostra società?

Tra i primi a condurre studi neurobiologici sugli effetti della musica sul cervello, osservando positive modifiche strutturali e funzionali del sistema nervoso dei musicisti, è stato il Professor Schlaug dell’Università di Düsseldorf in Germania, alla fine degli anni ‘90. Da allora la musica è sempre più sotto la lente d’ingrandimento di neuroscienziati in tutto il mondo, che ci spiegano quanto suonare uno strumento possa costituire non solo un passatempo e una sana passione, ma soprattutto una risorsa unica per saper apprendere in modo efficace, per gestire la complessità con maggiore attenzione e mantenere la concentrazione anche a lungo.

Cavalcando questi temi, lo scorso 18 ottobre 2019, il Conservatorio della Svizzera italiana ha promosso la giornata di studi “Sinfonie d’Intenti. Passioni, visioni e progetti di mecenatismo musicale” che ha visto alternarsi sul palco mecenati e musicisti di fama internazionale e, soprattutto, gli studenti, i principali destinatari dell’iniziativa.

Per loro la giornata ha costituito un incontro ravvicinato con i modelli di riferimento per la filantropia musicale. Dalle borse di studio della De Sono di Torino e della Colla Parte Stiftung di Basilea, all’opportunità di suonare strumenti antichi di altissima qualità della Fondazione Pro Canale di Milano o, ancora, a partecipare a orchestre di giovani come la Theresia Youth Baroque Orchestra, il simposio è stato un susseguirsi di idee e progetti visionari che mettono la musica e i talenti musicali al centro dello sviluppo sostenibile.

«La musica è gioia» ha fatto notare la mecenate Fernanda Giulini, che fin da giovanissima colleziona strumenti antichi mettendoli a disposizione di musicisti e spettatori nella bellissima cornice di Villa Medici Giulini a Briosco, in Brianza. Ma anche «l’atto di donare è gioia», come ha ricordato su queste pagine Viviana Kasam (Presidente di BrainCircle Italia e Svizzera con cui promuove la divulgazione degli studi sul cervello) e ha dichiarato al simposio Elisa Bortoluzzi Dubach, Direttore Scientifico della giornata, incalzando i suoi relatori.

Donare ci fa stare bene e la felicità fa bene alla salute. Unire dono e musica sembra allora un binomio molto potente per realizzare un mecenatismo contemporaneo che si muove con strumenti sempre più precisi e competenze sempre più accurate per raggiungere obiettivi di cambiamento reali.

Non è un caso, allora, che il Centro Studi Lang per la filantropia strategica e Fondazione Ernst&Young onlus abbiano dedicato il “Philanthropy Award 2020” proprio alla musica.

Presentato la settimana scorsa a Milano in occasione del Philanthropy Day, il concorso premierà la migliore idea per un progetto dedicato all’impatto dell’apprendimento e della pratica musicale come strumento di sviluppo sociale, in riferimento al Obiettivo di Sviluppo Sostenibile ONU numero 4: “Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti”.

La musica ci insegna a saper ascoltare. Diamo spazio alla musica.

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