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Il mondo è bello perché vario anche a Natale

Non importa dove ti trovi, Natale è sempre sinonimo di famiglia e tradizioni e anche una questione di cibo. Che cosa si mangia a Natale in giro per il mondo? Di tutto direi, ma il pensiero corre subito ai dolci. come il tipico “Stollen” tedesco, il tradizionale “Panettone” in Italia e i “Baklava” in Grecia.

Ci sono però anche delle usanze alquanto originali e oggi vorrei raccontarvene alcune.

Inizierei dai freddi natali Russi, dove molte persone decidono di non mangiare fino all’apparizione della prima stella nel cielo, per poi godersi un rassicurante “Sochivo”, che non è nient’altro che un porridge di frumento o riso servito con miele, frutta, noci e semi. Ma le particolarità non finiscono qua, perché per tradizione un cucchiaino di questo porridge viene lanciato sul soffitto e se il composto vi rimane appiccicato significa buona fortuna e prosperità per la famiglia.

Facciamo un salto in Giappone, paese con grandi doti culinarie, che variano da deliziosi pesci freschi tagliati alla perfezione a minestre preparate da decenni per raggiungere la perfezione. Ma indovinate che cosa mangiano i Giapponesi al giorno d’oggi a Natale? Pollo fritto. Proprio così, non scherzo e la cosa più strana è che nello specifico si tratta di quello prodotto dalla catena KFC. La tradizione nacque nel 1974 quando la famosa azienda lanciò la pubblicità “Kentucky per Natale”. Da quel momento la maggior parte dei Giapponesi mangia questo piatto il 25 dicembre e pensate che i negozi ricevono le comande settimane in anticipo!

Ora spostiamoci verso un’altra isola e andiamo ai Caraibi, in Jamaica, dove i piatti della tradizione sono il curry di capra e la coda di bue. Il tutto viene generosamente annaffiato da del buon rum giamaicano, ovviamente. Poco più in là, in Porto Rico, si mangia il “Lechon”: un bel maialino da latte arrosto intero. Questo piatto viene preparato da due persone che continuano a girare il maialino dalle due del mattino fino a cena.

Torniamo al freddo e spostiamoci in Gronlandia, dove a Natale si gustano un bel piatto di “Mattack”, composto da striscioline di grasso di balena e accompagnato da “Kiviak”, carne di gazza marina avvolta nella pelle di foca per diversi mesi. Quest’ultimo viene servito giusto all’inizio della decomposizione. Anche se non mi trovate in pieno accordo con questi piatti, soprattutto per le povere balene, qui hanno un’altra tradizione molto interessante: durante tutto il pasto sono gli uomini che servono le donne a tavola.

Ragazze, che cosa ne dite, ci facciamo un giretto in Groenlandia per Natale? Si offenderanno se io mi porto la mia “schiscetta”?

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Giulia Bernasconi

Nata a Medellin, Colombia e cresciuta a Lugano in Svizzera. Laureata con un Bachelor in “Hospitality & Tourism” Management a Glion ed un Master in Brands Management a Londra dopo aver lavorato in ... Vedi profilo completo

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