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Il mondo ripartirà grazie anche alla magia del cinema

Intervista a Nicola Timpone, organizzatore delle Giornate del Cinema Lucano a Maratea

In foto Nicola Timpone, ph. Sara Galimberti

Il cinema al tempo del Coronavirus si adatta, ma non si ferma. Dal 27 al 31 luglio 2021 si terrà il Festival Marateale: lo assicura al Corriere dell’Italianità Nicola Timpone, patron della kermesse che ha fatto conoscere la Basilicata nel mondo. Per diversi anni consulente dell’area istituzionale e marketing della Lucana Film Commission, Timpone ha fatto “crescere” negli anni il Festival, che ha avuto ospiti star internazionali come – per citarne solo alcuni- Richard Gere, John Landis e la nostra Sofia Loren.

Nicola, quali cambiamenti sta vivendo il cinema a causa dell’emergenza sanitaria in corso?

“Come tanti altri settori, in tutto il mondo il cinema sta vivendo un cambiamento epocale. In questo momento particolare, che vede purtroppo le sale cinematografiche chiuse, tra le soluzioni “alternative” per salvare, almeno in parte, l’economia del settore si è diffuso molto lo streaming che ha permesso alle persone a casa di continuare a sognare attraverso i film. Piattaforme come Amazon e Netflix, solo per fare un esempio, hanno investito molto: basti pensare che, paradossalmente, soprattutto alla fine del 2020 c’è stato un gran numero di produzioni cinematografiche, mai viste prima. Tante case di produzioni sono ancora in piedi proprio grazie alle piattaforme streaming”.

Pensi, quindi, che lo streaming sia un’idea valida per non fermare la cultura?

“Assolutamente sì. È soprattutto grazie allo streaming che la cultura, per fortuna, non si è fermata. Credo, e non penso di esagerare, che il cinema in particolare debba anzi ringraziare le piattaforme streaming che lo hanno salvaguardato, dando la possibilità, soprattutto all’anello debole della catena- le maestranze-, di poter continuare a lavorare. Non è stato così per tutti, ma per una buona parte è stata una boccata di ossigeno”.

Quanto conta la collaborazione tra festival in un momento così difficile?

Sophia Loren a “Marateale”

“A prescindere dal periodo storico che stiamo vivendo, ho sempre promosso la collaborazione tra le kermesse sulla settima arte. Non è un caso, per esempio, che Marateale sia gemellato non solo con un altro festival della Basilicata, il Lucania Film Festival, ma anche con Cortinametraggio, con il Festival italiano di Palma di Maiorca e quello di Belgrado. La collaborazione è fondamentale perché, lavorando sinergicamente, si possono superare tante difficoltà e risolvere problemi che in un primo momento sembrano insormontabili”.

Come si fa a organizzare una manifestazione come Marateale durante una pandemia?

“Organizzare un Festival è già di per sé complicato. Lo è soprattutto per una manifestazione come Marateale che negli anni scorsi ha avuto grandi personaggi internazionali (l’anno scorso Richard Gere, per citarne uno, ndr) e che per ogni edizione cerca di proporre sempre qualcosa di innovativo. I motori dell’organizzazione della tredicesima edizione si sono accesi già da parecchi mesi. Siamo ottimisti e sicuri che andrà tutto per il meglio: naturalmente come la scorsa edizione saremo davvero molto rigidi e attentissimi al rispetto dei protocolli di sicurezza”.

Come costruisci il programma? Ti interessano di più criteri geografici o tematici?

“Il programma segue un fil rouge che tiene conto sia di criteri geografici che tematici. Marateale, pur partendo dalla Basilicata, è un Festival che è cresciuto molto negli anni e, soprattutto, fin dalle prime edizioni, il suo obiettivo è stato quello di valorizzare i giovani. Quest’anno sarà protagonista un tema molto importante: il ‘green’. Da quest’anno lanceremo un concorso internazionale ‘green’ a cui teniamo molto: Maratea, che grazie alle sue acque cristalline è insignita da oltre vent’anni della Bandiera Blu della “Foundation for Enviromental Education”, vuole lanciare un messaggio rifacendosi agli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite, che prevede anche la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente”.

Quale novità puoi anticiparci su questa tredicesima edizione?

“Innanzitutto, “Marateale” ritornerà nel “Teatro sul mare” del Santa Venere. Grazie a uno schermo allestito sulla spiaggia dell’hotel, il pubblico potrà seguire sulle barche la diretta del festival mentre, presso il Lido L’Approdo di Roberto Schettino sulla spiaggia di Fiumicello, saranno proiettati film internazionali. Durante le cinque serate sarà presente un’orchestra di 40 elementi che accompagnerà i vari momenti della kermesse e l’avvicendarsi degli ospiti che saliranno sul palco: questo spazio sarà a cura del Maestro Donato Giovinazzo. Anche quest’anno, inoltre, sono previste diverse masterclass dedicate ai giovani”.

Richard Gere, ospite del Festival del Cinema Lucano

Qual è l’asso nella manica di Marateale in questo 2021?

“Siamo in contatto con tre personaggi internazionali molto importanti di cui non posso rivelare il nome: spero a luglio si torni ad una parvenza di normalità e che si possa tornare a viaggiare. Oltre alla presenza di Alberto Barbera, Direttore del Festival di Venezia, Antonio Monda, Direttore Artistico Festa del Cinema di Roma, Maria Pia Ammirati, Direttore della Direzione Rai Fiction, Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, dei produttori Nicola Giuliano e Andrea Iervolino, ci sarà il “maestro” Carlo Verdone, gli attori Anna Foglietta e Stefano Fresi e il doppiatore Luca Ward. Non mancherà un amico di “Marateale”, l’attore lucano Rocco Papaleo e sono davvero felice di annunciare la presenza di Beppe Caschetto, che in Basilicata sta producendo la serie di successo “Imma Tataranni”. I premi consegnati durante la kermesse sono realizzati dal Maestro Michele Affidato”.

Come è cambiato, in questi anni, il Festival?

“È cambiato tanto. Se penso alle prime edizioni, siamo partiti da una piccola piazza a Fiumicello dove si teneva il Festival per approdare, successivamente, nel suggestivo sito del “Teatro sul mare” dell’Hotel Santa Venere, circondati dal mare, dalla montagna e dalla statua del Cristo Redentore. Nel corso degli anni abbiamo acceso tanti riflettori sulla kermesse, coinvolgendo tutti gli abitanti di Maratea che ormai partecipano attivamente. Con la crescita di “Marateale”, di conseguenza”, è aumentato anche il numero di persone che vengono da tutta l’Italia nei giorni della kermesse”.

Come viene percepito e vissuto il festival dai marateoti? È mutata la risposta del pubblico nel corso degli anni?

“All’inizio partecipava soltanto chi era un appassionato della settima arte. Oggi le cose sono cambiate totalmente, forse anche grazie al lavoro svolto nelle scuole del comprensorio. Due anni fa, non era mai successo, abbiamo avuto la partecipazione di tutte le associazioni di Maratea che hanno collaborato fattivamente, dando un grande contributo per la riuscita del Festival”.

Una volta terminata l’emergenza sanitaria, pensi sarà possibile trarre da questa difficile esperienza qualche elemento di positività per ripensare il cinema e la sua industria?

“Sono convinto che da tutte le esperienze negative si debba cogliere un aspetto positivo: questo vale anche per il periodo storico che stiamo vivendo. Il mondo ripartirà grazie anche alla magia del cinema. Certo è che in parte il cinema dovrà essere per forza ripensato: credo che con il supporto delle piattaforme e degli enti possano arrivare una serie di finanziamenti che aiuteranno il cinema, soprattutto quello italiano, a rilanciarsi nel mondo”.

Antonella Caramia, Rocco Papaleo e Nicola Timpone

Che cosa sogni per Marateale?

“Spero che Marateale, grazie ai contenuti, all’organizzazione, alla valorizzazione dei giovani talenti, agli ospiti e al luogo, diventi tra i primi dieci festival del mondo. Fondamentalmente sono un sognatore e spesso i miei sogni sono diventati realtà. Mi auguro sia così anche per Marateale!”.

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