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Il saluto di Giulio Alaimo alla comunità italiana della circoscrizione consolare di Zurigo

CONFERENZA STAMPA

(Zurigo, 22 giugno) – «Sono stati 4 anni molto impegnativi, con tanti avvenimenti che mi hanno fatto conoscere e apprezzare una grande comunità italiana, che onora il nostro Paese e si è guadagnata l’alta stima delle autorità svizzere». Con un filo di commozione Giulio Alaimo, Console Generale d’Italia a Zurigo, ha ripercorso le tappe principali della sua missione a Zurigo nella conferenza stampa con gli organi d’informazione comunitari, convocati per indirizzare tramite loro un saluto alla collettività italiana al termine del suo mandato, che scadrà il 12 luglio 2020. Il suo futuro è già definito: assumerà l’incarico di Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco subito dopo la partenza da Zurigo. La formula inusuale per salutare i connazionali è da ascrivere alla pandemia causata dal Covid-19, che ha imposto il divieto di adunanze, in primis la Festa della Repubblica del 2 giugno scorso.

Le domande rivolte dai rappresentanti dell’informazione al futuro Ambasciatore hanno ripercorso gli aspetti salienti degli ultimi quattro anni: dalla chiusura per ristrutturazione della storica Casa d’Italia di Zurigo che ha comportato, tra l’altro, anche il trasferimento e riorganizzazione del polo scolastico in altre sedi provvisorie, al riassetto dei servizi consolari a San Gallo con l’insediamento del Console onorario, alla presenza del Sottosegretario Ricardo Merlo, resosi necessario dopo la chiusura della sede consolare; dall’alienazione della Casa d’Italia di Lucerna, per altro già decisa prima dell’arrivo in Svizzera del Ministro Alaimo – che tuttavia ha dovuto concretare l’operazione – alla gestione della crisi pandemica. Non senza polemiche, spesso strumentali e velenose ma, come lo stesso Console ha riconosciuto, Zurigo è una tra le più grandi ed importanti sedi della Rete diplomatico-consolare italiana nel mondo, con oltre 220 mila connazionali registrati all’Aire, ed è naturale che talune decisioni non siano condivise da tutti.

Sotto il profilo strettamente amministrativo va riconosciuto al Console Alaimo l’impegno costante per rendere i servizi erogati dal Consolato sempre più efficienti e rapidi, e di avere sostenuto in prima persona tutte le iniziative messe in campo dai diversi attori che valorizzano il Sistema Italia, nonché di avere promosso iniziative prestigiose a sostegno della lingua e della cultura italiana, spesso a fianco di autorità ed enti svizzeri.

La pandemia di Coronavirus si è poi abbattuta come un ciclone sull’apparato amministrativo facendo precipitare drasticamente la produzione. Per evitare il rischio di blocco totale qualora si fosse verificato un focolaio di contagio, il personale consolare è stato suddiviso in due gruppi che si sono alternati con la formula lavoro remoto e servizio in sede. «Si spera – ha sottolineato il Console Alaimo – che si torni presto alla normalità e alla totale produttività con il servizio in sede, per altro auspicato da tutti i dipendenti». Vi è, infatti, da gestire anche la prossima tornata elettorale (in settembre?), che oltre alle amministrative interessa anche gli italiani all’estero, chiamati a pronunciarsi sul referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari (che, tra l’altro, riduce da 18 a 12 gli eletti all’estero; gli italiani nel mondo voteranno per corrispondenza), elezioni rinviate a causa del coronavirus. «Di certo un percorso accidentato, quello delle elezioni, sia per la ristretteza di tempo che per le oggettive difficoltà che l’intera rete Diplomatico-Consolare sta vivendo» ha sottolineato Giulio Alaimo.

La Casa d’Italia di Zurigo ha naturalmente costituito il piatto forte dell’informativa del Console Alaimo. «Dopo avere effettuato alcuni carotaggi – ha specificato il Console – si dovrà effettuare il rilevamento a tappeto dei materiali pericolosi (amianto) presenti nella struttura, per potere preliminarmente bonificare l’intero edificio. È terminata da poco – ha proseguito – la gara europea per la scelta dello studio di architettura che curerà il progetto esecutivo, dopo di che sarà bandita la gara d’appalto, anch’essa europea, per scegliere l’impresa che realizzerà i lavori. Dal punto di vista della tempistica, a inizio 2021 saranno avviati i lavori di cantiere e nel corso del 2023 si prevede l’inaugurazione della Casa d’Italia ristrutturata».

Da parte del Corriere degli Italiani formuliamo al neoambasciatore Giulio Alaimo i migliori auguri di buon inizio nella nuova sede diplomatica e tanti auguri per il suo futuro professionale. Gli rivolgiamo anche un sincero ringraziamento per avere ridato alla comunità italiana la visibilità e il sostegno che merita.

 

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Franco Narducci

Nato a S. Maria del Molise (IS) nel 1947. Fino al 1981 ha lavorato nel settore dell’ingegneria edile. Ha diretto l’ENAIP del Cantone Argovia e dal 1985 al 1996 l’ENAIP nazionale Svizzera. Nel 1996 è d ... Vedi profilo completo

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