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Il Volo, il Maestro Morricone e l’Italia nel mondo

Di Christian Repetti

In foto: Il Volo, credit Julian Hargreaves

Un esclusivo concerto-evento in onore del Maestro Ennio Morricone con protagonista il famoso trio italiano Il Volo. Sarà trasmesso in diretta in prima serata su Rai 1, sabato 5 giugno all’Arena di Verona. Con una partecipazione speciale: quella del Maestro Andrea Morricone, figlio del grande compositore scomparso quasi un anno fa, il 6 luglio 2020. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, che da oltre un decennio portano nel mondo il “bel canto” e la grande musica italiana, ripercorreranno alcune musiche leggendarie accompagnato dall’orchestra diretta dal Maestro Marcello Rota. Un viaggio emozionante, dentro l’arte e la musica di uno dei geni indimenticabili del Novecento, che sarà trasmesso negli Stati Uniti dal network Pbs. Da sempre Il Volo è legato al maestro, con il quale ha condiviso il palco nel 2011 in piazza del Popolo a Roma, esibendosi con il brano E più ti penso su un medley dei temi musicali composti da Ennio Morricone per i film C’era una volta in America e Malèna. Anche nei numerosi concerti internazionali, il trio italiano ha spesso presentato E più ti penso, e ha dedicato al maestro Morricone l’intenso Your Love sul palco del 71esimo Festival di Sanremo. In vista del concerto-evento del 5 giugno, la ricerca delle melodie di Morricone è stato un lavoro complesso e la scelta è stata difficile, hanno detto i tre, raccontando di essere stati aiutati dalla famiglia del compositore. Obiettivo del Volo sarà quello di cantare le sue melodie e far rivivere le immagini dei film resi capolavori anche grazie alle colonne sonore firmate dal Maestro – con una sorpresa: un suo inedito – facendolo conoscere, così, anche ai più giovani. Durante la serata in Arena, a Verona, non mancheranno brani della carriera del trio, a cui è affidata anche la conduzione, nonché molti aneddoti della loro carriera. Il tributo a Morricone sarà anche al centro del prossimo impegno discografico di Barone, Boschetto e Ginoble, con pubblicazione mondiale per Sony Music già registrato in studio con La sinfonietta.

Gianluca Ginoble: «Crediamo di aver avuto, in questi anni, una crescita personale e di aver raggiunto anche una maturità artistica che cerchiamo di dimostrare in ogni occasione. Dopo dodici anni di carriera, con questo progetto, possiamo dire di essere soddisfatti del lavoro che stiamo facendo. Non è solo musica, Ennio Morricone è cultura. Lo abbiamo conosciuto dieci anni fa, nel 2011, mentre stavamo registrando il nostro primo disco. Lui girava per i corridoi e noi gli facemmo ascoltare la nostra versione di E più ti penso. Avevamo 15-16 anni, eravamo bambini, c’era quell’ingenuità per cui non sentivamo nemmeno il peso di quello che stavamo facendo. Arrivammo in sala prove, c’era il maestro e la sua orchestra, la Sinfonietta. Ricordo che l’attacco era molto difficile perché parte con una nota sola al violoncello. Io dovevo cominciare con “E più ti penso”. Il maestro dà l’attacco e io non parto. Panico totale. A un certo punto mi giro verso il maestro e gli dico: “Me lo dai tu l’attacco?”. Il primo violino sbianca. Tutti quanti rimangono a bocca aperta. Morricone si gira con la bacchetta e dice: “Nun te preoccupa’ ragazzì, ci penso io”. Questo episodio simpatico fa capire come il maestro si sia sempre comportato con noi quasi come se fosse uno di famiglia».

Piero Barone: «Il mio primo ricordo delle musiche di Ennio Morricone è legato a Nuovo Cinema Paradiso. Solitamente sono poco emotivo, ma ricordo di aver pianto, sul finale. Essendo siciliano, mi ha fatto venire un nodo in gola. Cantandolo oggi vogliamo riportare al passato gli spettatori facendo rivedere anche immagini del film. Finalmente si canta, dopo un anno e mezzo non ne potevamo davvero più».

Ignazio Boschetto: «La musica che appartiene alla nostra cultura non ha barriere, non ha confini. Grazie a questa stessa musica siamo arrivati nel cuore e nelle case di molte persone ovunque. Il Maestro Morricone è patrimonio del nostro Paese. L’Arena di Verona è uno dei simboli dell’Italia, come il Colosseo a Roma o Venezia. La speranza è l’ultima a morire, recita il detto. Quando pensavamo di non riuscire a tornare a esibirci dal vivo, ecco il nostro concerto, che sarà l’unico per noi nel 2021 (in vista del tour mondiale de Il Volo, che prenderà il via a New York il 18 marzo 2022, ndr). Siamo orgogliosi. Ogni anno, con un evento diverso, stiamo cercando di far vedere l’Italia nel mondo».

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