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Impossibile

(fc) Uscito poche settimane fa in libreria, edito da Feltrinelli, ‘Impossibile’ di Erri De Luca è stato nella classifica dei più venduti e più letti. Un libro breve, poco più di cento pagine, dove l’autore inserisce con la solita capacità, i valori che gli sono cari: la fratellanza, la libertà e l’uguaglianza, ma anche il voler bene ad una donna lontana e che sin dall’inizio, nel suo scambio di lettere, il protagonista del libro  chiama amorevolmente  “ammoreremio” oppure “ammoremì”.

Sullo sfondo della storia la montagna, tanto cara a Erri De Luca con la sua forza naturale, la sua maestosità i suoi pericoli.

Proprio su di una cengia sulle Dolomiti tutto inizia. Due uomini, due vecchi amici, si incrociano o meglio sono sullo stesso sentiero a poca distanza l’uno dall’altro. Uno è un vecchio terrorista che ha scontato la sua pena, l’altro è il compagno che quarant’anni prima lo ha tradito e mandato in prigione. Dalla cengia il traditore cade in un profondo burrone e nell’impatto muore. Immediatamente, l’altro uomo (quello che fu tradito) chiama i soccorritori anche se sa perfettamente che è inutile ogni soccorso. Li aspetta e proprio in funzione di questa sua attesa viene riconosciuto da un giovane magistrato che non crede all’incidente.

Potrebbe sembrare l’inizio di un racconto giallo, ma lo scrittore va oltre tutto questo.

“Impossibile” sarà per il lettore la sfida tra un giovane magistrato e l’anziano inquisito.

Impossibile che sia stato un incidente.

Impossibile che lei non abbia commesso il reato.

Impossibile che io sia accusato del delitto.

Sarà proprio la parola impossibile il collante che unirà tutto il racconto.

E così tra due uomini, uno – l’anziano – che aveva fatto (a modo suo, aimè) la storia, l’altro – il magistrato – che quella storia l’aveva letta sui verbali, inizia un lungo percorso di conoscenza e, allo stesso tempo, si consuma il desiderio di affermare il proprio pensiero e le proprie convinzioni.

Sarà un lungo interrogatorio, un duello tra passato e presente, tra individualità e senso di stare insieme, o meglio di solidarietà. Il magistrato pone domande per conoscere la verità ma nel suo intimo lo fa per ottenere delle conferme. Altrettanto, il vecchio brigatista, che di interrogatori ne ha subiti e visti tanti, conosce perfettamente le regole del gioco e proprio per questo riesce a controllare e a governare l’interrogatorio. Entrambi sanno che – come quando si cammina sul bordo di un precipizio – anche nei colloqui basta sbagliare una parola per cadere nel burrone.

Forte, nella narrazione, è la tematica del tradimento, dell’esser traditi da chi si considera ‘amico’, ma anche dell’amore ‘come cura’. Chi ha traditol’anziano terrorista – si viene a sapere, leggendo il libro – è stato una persona che fu molto più di un semplice compagno. Fu, un tempo, un caro compagno di scuola. Difficile capire come certi rapporti si possano incrinare e rompere, con conseguenze terribili.

E l’amore? L’amore entra nel libro perchè aarà però proprio un sentimento d’amore per una donna ad essere la nuova forza del vecchio per combattere fieramente per le proprie idee. E la propria innocenza.

Solo alla fine del libro il magistrato, su consiglio dell’imputato, troverà la forza per salire in montagna, per guardare nel vuoto di un burrone, per sentire i suoni ed i rumori, insomma per capire la verità. Quella più semplice verità, che spesso si comprende solo con gli occhi. E anche l’anziano, tradito, ex terrorista, si troverà a camminare nuovamente su quella cengia, e sarà per lui, passo dopo passo, come andare verso una nuova vita.

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