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Lavoro e previdenza

Indennità da perdita di guadagno e misure per sostenere l’economia

di Salvatore Crisogianni

Come riportato dai canali istituzionali, il Consiglio federale ha stanziato oltre 40 miliardi di franchi per arginare le conseguenze economiche della propagazione del coronavirus. I provvedimenti di questo ampio pacchetto, indirizzati a diverse categorie di destinatari, sono finalizzati ad evitare licenziamenti, preservare l’occupazione, garantire gli stipendi e sostenere i lavoratori indipendenti.

Anzitutto possiamo osservare che tali misure integrano perfettamente le scelte politiche neoliberiste effettuate in tema di chiusura degli esercizi ritenuti “non essenziali”. Infatti, dallo spirito delle disposizioni emergenziali, si può notare che gli interventi presi presentano un carattere sussidiario e surrettizio rispetto al primario obbiettivo della tenuta economica e del proseguimento delle attività ritenute “essenziali”, quali negozi di generi alimentari, chioschi, take-away, mense aziendali, servizi di fornitura di pasti, farmacie, stazioni di servizio, stazioni ferroviarie, banche, uffici postali, alberghi, autorimesse e punti di vendita di operatori di servizi di telecomunicazione.

Come rilevato dall’economista Sergio Rossi, Professore di macroeconomia all’Università di Friburgo, “le scelte politiche attuali hanno considerato in primo luogo la salute fisica delle persone, chiudendo un occhi ad esempio su chioschi e sigarette”, sottolineando così le sue perplessità rispetto alle criticità del quadro predisposto dalle Autorità, la cui funzione di attore socioeconomico, ribadisce, si dimostra quanto mai essenziale. In ogni caso, dal contemperamento operato fra esigenze di tutela della salute dei cittadini e dell’economia, lo Stato Svizzero, che, per quanto solido e forte, non può fare affidamento su Organizzazioni sovrannazionali, ha messo in campo il citato pacchetto d’interventi a sostegno dei lavoratori e delle aziende.

Sono state così varate misure a sostegno dell’ancor più debole categoria delle persone in cerca d’impiego, disoccupati ed inoccupati, non in termini puramente assistenzialistici, bensì nel senso di uno snellimento delle procedure di selezione e reclutamento, anche a vantaggio delle aziende, abolendo provvisoriamente l’obbligo di annuncio, nonché tutti i compiti e doveri dei datori di lavoro e del servizio pubblico di collocamento. Ciò, come accennavamo, consente di agevolare le procedure di reclutamento (ad es. di personale medico, ma anche per il settore farmaceutico, l’agricoltura o la logistica). A titolo provvisorio, il primo colloquio di consulenza e di controllo si svolge telefonicamente ed entro 30 giorni dalla data in cui l’assicurato si è annunciato al Comune di domicilio o all’URC. Relativamente all’Assicurazione contro la disoccupazione (AD), si rinuncia temporaneamente all’inoltro della prova delle ricerche di lavoro. Le persone assicurate dovranno inoltrare la prova delle ricerche di lavoro entro un mese dopo lo scadere dell’ordinanza 2 COVID-19. Come periodo di controllo si applicherà l’intera durata di validità di questa ordinanza. Per evitare l’esaurimento del diritto all’indennità AD, tutti i beneficiari disporranno al massimo di 120 indennità giornaliere supplementari. Il termine quadro per la riscossione della prestazione è prolungato di 2 anni se la riscossione integrale non è possibile nel termine quadro in corso.

Inoltre, si guarda anche alla protezione della salute dei lavoratori in azienda, riservando grande margine di manovra ai datori di lavoro, che dovranno comunque cercare di attenersi alle indicazioni delle Autorità sanitarie. Ai sensi dell’articolo 6 della legge sul lavoro, il datore di lavoro ha l’obbligo di prendere tutti i provvedimenti necessari per proteggere la salute dei propri lavoratori. I rischi legati all’epidemia richiedono misure particolari e l’UFSP e la SECO hanno diramato apposite informazioni al riguardo. Spetta al datore di lavoro definire quali misure adottare nel contesto specifico delle sue attività e con quali modalità.

Qualora sia oggettivamente impossibile attenersi alle misure in questione occorre sospendere l’attività, completamente o in parte. Questa decisione, tuttavia, è di competenza del datore di lavoro e non è subordinata alla conferma dell’ispettorato cantonale del lavoro, che mantiene a tal proposito un ruolo meramente consultivo. Se alcuni collaboratori o tutto il personale non potessero, per tali motivi, proseguire le proprie attività, è lecito richiedere un’indennità per lavoro ridotto. La domanda deve essere corredata da motivazioni precise che spiegano l’oggettiva impossibilità di mettere in atto le misure preventive.

L’indennità per lavoro ridotto (ILR) è uno strumento che permette di compensare temporanei cali dell’attività, preservando i posti di lavoro. L’attuale situazione economica, di portata assolutamente eccezionale, va a pesare fortemente anche sulle persone che lavorano a tempo determinato o con un contratto interinale, oppure che occupano una posizione analoga a quella del datore di lavoro, nonché su coloro che hanno un contratto di apprendistato. È importate pertanto estendere la cerchia degli aventi diritto all’ILR e semplificare le modalità per richiederla, con le seguenti innovazioni:

L’ILR potrà essere erogata anche ai dipendenti con un contratto a tempo determinato e a coloro che sono al servizio di un’agenzia di lavoro interinale.
La perdita di lavoro sarà riconosciuta anche alle persone con un contratto di apprendistato.
L’ILR potrà essere erogata anche a coloro che occupano una posizione analoga a quella del datore di lavoro. Si tratta per esempio degli associati di una società a garanzia limitata (Sagl) che lavorano nell’impresa e sono retribuiti come dipendenti. Ora anche le persone che lavorano nell’azienda del coniuge o del partner registrato possono beneficiare dell’indennità per lavoro ridotto e far valere un importo forfetario di 3320 franchi a titolo di ILR per un posto a tempo pieno.
Il termine di attesa per l’ILR, che era già stato ridotto, è ora abolito, cosicché scompare la partecipazione del datore di lavoro alla perdita di un’attività lucrativa.
I lavoratori non devono più compensare le ore straordinarie prima di poter beneficiare dell’ILR.
Sono state inoltre decise nuove disposizioni urgenti per semplificare il trattamento delle domande e i versamenti dell’ILR. Per esempio ora è possibile anticipare il versamento degli stipendi tramite l’ILR.
Hanno invece diritto ad un’indennità da perdita di guadagno i genitori con figli di età inferiore ai 12 anni compiuti che devono interrompere la propria attività lucrativa perché la custodia dei figli da parte di terzi non è più garantita, le persone che devono interrompere la propria attività lucrativa perché sono state messe in quarantena, le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente che subiscono una perdita di guadagno a causa della chiusura di attività o del divieto di svolgere manifestazioni ordinati dal Consiglio federale e gli operatori culturali indipendenti i cui ingaggi sono stati cancellati o che hanno dovuto disdire una propria manifestazione. Per i frontalieri che lavorano in Svizzera valgono le stesse condizioni di diritto.

Le persone messe in quarantena che devono interrompere la loro attività lucrativa hanno diritto all’indennità se, al momento dell’interruzione dell’attività lucrativa:

  • sono obbligatoriamente assicurate all’AVS (il che implica avere il domicilio o l’attività lucrativa in Svizzera);
  • e esercitano un’attività lucrativa salariata o indipendente.

L’indennità, sia per lavoratori dipendenti che autonomi, ammonta all’80 per cento del reddito medio soggetto all’AVS conseguito prima dell’inizio del diritto, ma al massimo a 196 franchi al giorno.

L’indennità è sussidiaria rispetto ad altre prestazioni. Questo significa che chi percepisce già prestazioni di un’altra assicurazione sociale o privata non ha diritto alla presente indennità.

Se l’attività lucrativa è svolta da casa (telelavoro) e non vi è alcuna perdita di guadagno, non sussiste il diritto all’indennità. Non si ha diritto all’indennità, inoltre, durante le vacanze scolastiche, presumendo che i genitori si siano organizzati per garantire la custodia dei figli che frequentano la scuola. Se però la soluzione di custodia prevista per le vacanze scolastiche non è disponibile a causa del coronavirus (p. es. custodia presso i nonni, che rientrano nei gruppi a rischio), il diritto all’indennità rimane garantito.

Il pagamento della nuova indennità per perdita di guadagno a causa del Coronavirus sarà gestita dalle casse di compensazione AVS. È possibile scaricare il modulo di richiesta online e le informazioni relative al sito www.ahv-iv.ch

 

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