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Ipnosi: intervista a Giuseppe Regaldo, ginecologo e ipnologo

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Qualche settimana fa, sul nostro sito ho trattato di ipnosi, ovvero uno stato modificato di coscienza caratterizzato da cambiamenti fisici e psichici e durante il quale le potenzialità della mente vengono gestite volontariamente per permettere al soggetto di acquisire capacità non usuali e che sono proprie della mente di ognuno di noi. Pensiamo a quando spontaneamente cominciamo a sognare ad occhi aperti e non ci accorgiamo più di ciò che ci circonda: dimentichiamo la caffettiera sul fuoco, non sentiamo chi ci chiama; ecco, questa è, a tutti gli effetti, uno stato di trance ipnotica, uno stato mentale nel quale ognuno di noi si tuffa spontaneamente e che ci permette di evadere da momenti di noia. Accade quando veniamo assorbiti da un bel libro oppure mentre stiamo effettuando un gesto creativo.

Io stessa applico sovente l’autoipnosi (la capacità di tornare in stato ipnotico autonomamente in pochi minuti) durante i miei turni notturni, per tornare a dormire anche quando l’adrenalina che ancora scorre nelle vene dopo un intervento d’urgenza in piena notte ti terrebbe sveglia per ore. Dopo aver conosciuto l’ipnosi ho dato un nome alle mie quotidiane trance ipnotiche spontanee, durante le quali programmo eventi futuri o dò libero sfogo ai miei pensieri, quasi fosse un dialogo interiore. Anche negli anni in cui ho ballato ho utilizzato, senza saperlo, la visualizzazione propria dell’ipnosi sportiva per ricordare le coreografie in brevissimo tempo.

Oggi diverse figure mediche si avvalgono dei benefici indotti dall’ipnosi o dalla comunicazione ipnotica per indurre uno stato di calma e benessere nei loro pazienti. Tra questi professionisti medici, ho avuto la fortuna di conoscere il Dr. Giuseppe Regaldo. La sua figura coniuga la professione ospedaliera con la pratica ipnotica applicata ai pazienti e ci permette di vedere l’ipnosi come qualcosa di molto pratico e applicabile nella vita di tutti i giorni, oltre che in campo medico. Io stessa ne sono rimasta affascinata, e, da lui ipnotizzata, posso dirvi che è stata un’esperienza bellissima.

Dr. Regaldo, lei è specializzato in ostetricia e ginecologia e ipnologo che utilizza ed insegna l’ipnosi medica. Cosa l’ha portata all’ipnosi?

Nel 1991 una fortuita coincidenza mi ha portato a conoscere il mondo dell’ipnosi. Durante un travaglio avevo dovuto gestire una coppia poco collaborante. Mentre riflettevo sul fatto che all’università la parte comunicativa era stata la meno approfondita, il Tg2 mostrava l’utilizzo dell’ipnosi negli ospedali; quello stesso giorno trovai nella buca delle lettere la locandina di un corso di ipnosi per medici: e tutto cominciò.

Lei fa uso dell’auto-ipnosi?

Assolutamente sì. Entrare in condizione ipnotica, che è una situazione di maggiore performance, diventa uno stile di vita: induco il sonno fisiologico a comando in pochi secondi o recupero risorse fisiche e mentali con un’autoipnosi di 3 minuti.

Cosa si prova a ipnotizzare qualcuno?

Inutile negarlo: una sensazione di grande potere! Però dura pochissimo: la constatazione che molte volte, pur tentando tutte le metodiche che si conoscono, la persona non raggiunga mai la condizione ipnotica ti ridimensiona e porta a capire che non è chi ipnotizza ad essere “potente“, lo è invece la potenza mentale della persona che gli si affida.

Siamo tutte ugualmente ipnotizzabili?

Teoricamente sì: occorre una buona relazione con l’ipnologo, il soggetto deve essere motivato e deve desiderare di essere ipnotizzato. Senza queste condizioni diventa molto difficile o addirittura impossibile ipnotizzare le persone. Un 80% delle persone entra in ipnosi con tecniche semplici, il restante 20% risulta essere più difficile della norma.

Qual è stata la sensazione più forte che ha provato?

Sicuramente vedere una persona capace di allucinare (ovvero di immaginare come fossero veri oggetti e persone, ndr) è stata un’emozione fortissima e molto destabilizzante. Ricordo il primo parto durante il quale la gravida era convinta di essere in casa propria e quindi sostituiva completamente l’ambiente ospedaliero con uno familiare. Anche vedere un pasto allucinato, con la gestualità e la sensazione di sazietà che persiste dopo l’ipnosi è di grande impatto emotivo.

Qual è la differenza tra l’ipnosi spettacolo e quella medica?

Nell’ipnosi spettacolo è fondamentale stupire e dare la sensazione di avere potere sull’altro: occorre selezionare i soggetti adeguati tra gli spettatori oppure avvalersi della collaborazione di persone compiacenti. Il soggetto ipnotizzato spesso viene ridicolizzato, ma ha comunque scelto di essere protagonista. Nell’ipnosi medica l’obiettivo non è mai far vedere quanto si è bravi ma quello di far star bene la persona che si sta curando.

Cosa le dicono i pazienti dopo la seduta ipnotica?

Tutti riferiscono con stupore di aver raggiunto una sensazione di benessere mai sperimentata prima, tanto che non vedono l’ora di riprovarla.

Perché non occorre aver paura dell’ipnosi?

Questa è la prima cosa che diciamo all’inizio di una seduta d’induzione ipnotica. Spieghiamo che l’ipnosi è una condizione naturale della mente umana e che aumenta le nostre capacità e performance.

Usa il pendolo, appone le mani e usa il suo sguardo più persuasivo per indurre l’ipnosi?

Assolutamente no. Per indurre l’ipnosi basta una buona relazione con il soggetto per poi utilizzare le parole per dirigere la sua attenzione a creare buone immagini mentali.

L’ipnotista può far fare quello che vuole alla persona che ipnotizza?

No, nel modo più assoluto. Nello stato di ipnosi la persona, paradossalmente, ha più controllo del solito e quindi amplifica tutti i paletti posti a protezione della sua morale.

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Nerlep Kaur Rana

Medico Anestesista, Medico d’urgenza extraospedaliera, Agopuntrice. Nata a Torino da genitori indiani e Sikh, cresciuta a cavallo di due culture, amante dei viaggi, della danza, dei misteri. Vivo in ... Vedi profilo completo

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