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Politica

Israele e il futuro del Medio Oriente

L’Associazione Svizzera-Israele Sezione Ticino ha proposto, mercoledì 18 novembre, un incontro in live stream con Benny Gantz, ex capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano, vice primo ministro e ministro della Difesa del Governo di Benjamin Netanyahu. Il tema della serata è stato Israele e il futuro del Medio Oriente

Gantz, che secondo gli accordi presi per la formazione di un Governo di unità nazionale, assumerà l’incarico di premier dello Stato di Israele il 17 novembre 2021, è stato intervistato dai giornalisti Christian Dorer, direttore dei giornali del gruppo BlickMaurizio Molinari, direttore di Repubblica, e da Andrea Colandrea, responsabile dei servizi speciali del Corriere del Ticino.

I temi trattati hanno riguardato la questione della sicurezza israeliana, la situazione interna conseguente agli accordi recenti con alcuni Paesi arabi e gli sviluppi democratici in Medio orientale, con uno sguardo anche al fenomeno del terrorismo internazionale

Tre le parole chiavi e più volte ripetere dallo stesso Gantz nel rispondere alle domande poste dai giornalisti: sicurezza, democrazia e radicalismo. Infatti il vice primo ministro ha aperto il suo intervento sottolineando come, ancor prima di valutare la possibilità di attuazione di processi democratici in Medio Oriente, sia necessario portare stabilità e sicurezza nelle zone che ancora oggi sono sotto il rischio di radicalismo ed estremismi. 

Alle domande sulla politica internazionale della Svizzera, il ruolo dell’UE e la relazione con la prossima amministrazione americana, Gantz ha espresso apprezzamento per il lavoro diplomatico svolto dalla Confederazione elvetica, ha esortato l’Unione Europa ad assumere un ruolo maggiore nello scacchiere internazionale, specialmente contro la corsa al nucleare di Tehran, e si è detto fiducioso che la collaborazione tra Israele e Stati Uniti, iniziata con la presidenza di Trump continui con il nuovo presidente eletto, Joe Biden.

Meno distesa invece la posizione presa da Gantz, quando è stato incalzato a chiarire cosa aspettarsi dalla relazione tra Israele e Palestina: benché Gantz abbia dichiarato la disponibilità a lasciare ai due Stati una certa autonomia politica e amministrativa e sottolineato l’importanza del della collaborazione, il controllo israeliano su Gerusalemme è stato più volte e chiaramente posto come una condizione indispensabile e basilare per ogni dialogo tra il governo israeliano e lo Stato di Palestina.

Non poteva mancare una domanda sulla gestione del COVID-19, che ha visto Israele imporre un lockdown generale già alcune settimane fa – mentre ancora la Svizzera ha deciso, ad esempio, di non imporre tale misura sul territorio elvetico. Interrogato sui risvolti economici del lockdown, Benny Gantz ha risposto ponendo invece l’accento su un’altra preoccupazione, altrettanto importante e conseguente al confinamento: la chiusura delle scuole.

Questa preoccupazione per l’educazione è tornata anche nella discussione del terrorismo internazionale: Gantz ha voluto sottolineare, ad esempio, non solo i preoccupanti atti terroristici che hanno segnato l’Europa nelle scorse settimane e l’importanza di attività del contro-terrorismo, ma anche il ruolo centrale rivestito dalla diffusione di una cultura volta a promuovere una visione “alternativa” rispetto a quella sostenuta dai radicalismi e terrorismi.

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