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La battaglia medioevale, passione o sport?

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Elmo, brigantina, bracciali, gambali, mitteni, e poi spada e scudo. Cavalieri e fanti uniti da un codice d’onore antico. Dall’est Europa all’Italia, Inghilterra, Francia e Svizzera; una parte della popolazione continua a sognare battaglie campali e scontri con spade del 1400. Una parte, invece, non si limita a sognare, ma rivive nei vestiti e nelle azioni, gesta cavalleresche! Sono studenti, impiegati, liberi professionisti, medici, muratori, uomini e donne, di solito dai 18 ai 40 anni, uniti dalla passione per il periodo medioevale, soprattutto quello tra il XIV e il XV secolo. E tutti armati di una buon dose di ‘pazzo coraggio’, come ricorda Franco Bianchetti, responsabile del Team Helvetia, il gruppo nazionale che rappresenta la Svizzera ai campionati mondiali di combattimento medievale agonistico HMB (Historical Medieval Battle).

Franco Bianchetti è anche il fondatore e responsabile del gruppo Suedalp di Locarno/Bellinzona, gruppo di combattimento medievale a contatto pieno, fondato nel 2015, che oggi conta circa una decina di membri, tra esperti e principianti.

I Suedalp (tolta una virgola) si richiamano al periodo glorioso per i fanti svizzeri, quando i confederati iniziavano la loro presenza a Sud delle Alpi, in Leventina. Sulla loro uniforme, i Suedalp portano i colori del Ticino (rosso e blu), ma al contrario, con una croce bianca cucita sulla parte rossa. Così facendo, il gruppo rimane fedele alla storia (nel 1400 ancora non c’era il Ticino, ma i colori rosso e blu erano certamente molto usati) e al contempo dichiara la propria appartenenza del cuore. Mettere il rosso dalla parte del cuore, per questo gruppo di mercenari, significa indicare con fierezza la propria identità elvetica, che si combatta in Svizzera o nelle vicine France e Italia, in duelli uno contro uno o spettacolari battaglie.

A vederlo da fuori, sembra un muoversi disordinato di figure in armatura. Ma non è così, come chiarisce Bianchetti: “Ci sono regole precise, ad esempio l’affondo con la spada non è consentito. Non si possono usare equipaggiamenti moderni visibili o mischiare armature di diversi periodi storici o aree geografiche troppo vaste. E sotto le armature, che pesano dai 25 ai 30 chilogrammi, ci sono degli atleti professionisti, non dei figuranti”.

Franco non ha dubbi: “Il combattimento medioevale è uno sport, in quanto richiede seri e costanti allenamenti e racchiude elementi di svariate discipline, non solo il wrestling, ma anche il judo, la boxe e la lotta. Gli atleti si allenano duramente per tutto l’anno (il gruppo Suedalp si ritrova ogni martedì e al weekend) preparandosi a combattimenti della durata di una manciata di minuti. A differenza di battaglia a schermaglia in rievocazione o ai tornei, che possono durare diverse decine di minuti, i combattimenti a gruppi in un torneo durano in media 6-7 minuti, suddivisi in due round. Nei tornei di combattimento singolo 1 contro 1 invece il tempo massimo è 1 minuto e 30 secondi.”

Confrontati con un forte impegno fisico – il peso delle armature, il dolore, le ferite muscolari – ma anche mentale, questo sport richiede anzitutto una passione per il mondo medioevale, come ricorda Bianchetti: “Ho iniziato l’attività medievale verso i 20 anni, nel gruppo Spada nella Rocca di Bellinzona, poi mi sono appassionato molto ai combattimenti, fino a volerli svolgere a livello agonistico. La passione per il carattere agonistico dei combattimenti è sempre andata di pari passo con il mio interesse per la storia e il medioevo.”

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