La natura è la nostra ricchezza | Corriere dell'Italianità

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La natura è la nostra ricchezza

L’Italia che riparte

di Cristian Repetti 

In foto: Tenuta de l’Annunziata, Uggiate Trevano (Como)

È un Paese che sta rinascendo, l’Italia. Si avverte un desiderio diffuso di ripartire con la marcia giusta, che accomuna la maggior parte di noi, sia in qualità di singoli, sia come parte di una collettività. Una ricerca di ben-essere (inteso come stare bene) che rappresenta una chiave di volta per riconnettersi con sé stessi, prima che con gli altri, riscoprendo il piacere di prendersi cura di corpo, mente e spirito. A partire da nuove consapevolezze e da un rinnovato interesse per l’ambiente, inteso come la propria casa di cui avere massima cura e rispetto. Ed è la natura la grande protagonista della Tenuta de l’Annunziata (a Uggiate Trevano, in provincia di Como), che da essa trae la propria essenza, la sua filosofia di accoglienza e di ospitalità. Un esempio eccellente di come la natura sia in realtà una grande ricchezza, la base per un’ottima ripartenza.

Chi è stato alla Tenuta de l’Annunziata la descrive, a ragion veduta, come un piccolo mondo incantato, immerso in un’atmosfera magica e fiabesca, tra tradizione e contemporaneità. Un Natural Relais, nato dal recupero di un’antica proprietà abbandonata per molto tempo, situato nel territorio di Uggiate Trevano, in provincia di Como. Siamo a circa venti minuti di auto dalle sponde del Lario e dalla cittadina comasca, e a cinque minuti di auto dal confine con la Svizzera.

il Bosco Bioenergetico

LA NATURA AL CENTRO
Una meta esclusiva che consente di immergersi nella bellezza più autentica e spontanea, ideale per recuperare l’equilibrio e l’armonia compromessi dalla frenetica quotidianità, nelle proprie sfere personali, in coppia, ma anche nei gruppi di lavoro in ottica team building. Ciò è possibile non solo grazie al contesto paesaggistico che caratterizza l’Annunziata. Come si può comprendere visitando la struttura d’eccellenza, ogni attività correlata alla Tenuta è espressione di una concezione olistica del benessere, che trova il suo massimo compimento proprio nell’interrelazione uomo-natura. Un rapporto tornato più che mai prioritario, anche se ormai dovrebbe essere chiaro che merita di essere vissuto e affrontato in maniera rigorosamente consapevole, al di là di mode fatue e passeggere. Fiore all’occhiello della Tenuta è il più grande Bosco Bioenergetico d’Europa, unico nel suo genere anche in Italia: tredici ettari che si estendono intorno al Relais e nei quali è possibile fare veri e propri percorsi guidati per sperimentare in prima persona gli effetti rigeneranti della natura sia sul piano fisico sia su quello psichico. Ma anche una semplice passeggiata immersi nella vasta distesa verde che si trasforma in un momento terapeutico per combattere lo stress e ricaricarsi lontano dal caos e ritrovare una propria pace interiore. Il Bosco Bioenergetico è aperto sia agli ospiti della Tenuta sia ai visitatori esterni. Gli ospiti possono accedervi liberamente o partecipando a un’esperienza guidata dall’istruttrice. Per accedere ai percorsi proposti è necessaria la prenotazione. L’ingresso è consentito ai cani al guinzaglio. È vietato urlare, nel rispetto degli altri visitatori, della flora e della fauna. Internamente al Relais, nulla è lasciato al caso. Ciascuna delle 20 camere è stata disegnata cromaticamente per reinterpretare secondo un’accezione moderna il castagneto circostante. Una suite esclusiva è incastonata nell’antica torretta di osservazione. Comfort, relax, risveglio delle sensazioni trovano massima espressione negli oltre 1.00 mq di Spa, con ampia piscina idromassaggio, percorso Kneipp, hammam, bagno turco, due saune, docce emozionali, fontana di ghiaccio, Spa Suite.

DAI SOMAINI AI GUFFANTI-PEZZOLI. COME SI COSTRUISCE CONCRETAMENTE UN SOGNO
La posizione strategica della collina de l’Annunziata la rese interessante già in epoca romana e da lì lungo i secoli come postazione di controllo: da un lato la Svizzera, dall’altra la collina di Uggiate, con la vista che giunge fino alla Brianza e ai palazzi di Milano nelle giornate terse e limpide. È probabilmente da Annunziata Coduri, di cui peraltro viene poco tramandato, che la Tenuta prese l’attuale nome. Fu edificata e strutturata da Francesco Somaini, ingegnere, onorevole, imprenditore e fondatore del cotonificio che aprì a Lomazzo nel 1893 (oggi sede del parco tecnologico-scientifico “Como Next”). Scomparso l’ingegnere nel 1939, la proprietà (da sempre meta di passeggiate nel suo verde e nel suo bosco, oasi nella zona) rimase della famiglia che però non la utilizzò. Nel 2007, infine, venne acquistata dai Guffanti-Pezzoli, attuali proprietari: conquistati da un vero “colpo di fulmine” per la torretta della storica “Nunziada”, avviarono una imponente opera di recupero. Da qui cominciò la realizzazione del Natural Relais odierno, mantenendo intatto lo storico sigillo che unisce passato e presente, formato da arte, cura, benessere, natura. Seconda generazione di due famiglie riunite che, ognuna a modo proprio, hanno lasciato il segno sul territorio, i Guffanti e i Pezzoli sono da tempo impegnati in attività locali e nazionali nel settore dell’energia e dei petroli. Oggi la Tenuta de l’Annunziata è guidata da tre giovani esponenti, desiderosi di far conoscere e condividere bellezza, eleganza, ospitalità, tra lusso sobrio e atmosfera charmant. Adriano Guffanti, primogenito, è l’imprenditore agricolo della Tenuta, colui che sovraintende alle produzioni e al controllo delle coltivazioni e degli allevamenti di proprietà, impegnato quotidianamente nella ricerca e selezione delle migliori materie prime del nostro territorio. Elisabetta e Arianna, sorelle minori di Adriano, curano la gestione dell’intera struttura, spartendosi mansioni di relazioni con il cliente e di gestioni interne. Tutti loro sono animati da un vivo entusiasmo e dal desiderio di fare la differenza nel proprio ambito, sotto la guida ferma e carismatica del padre Massimo. 

LA CUCINA

Ristorante Quercus, la veranda

Il piacere sensoriale è solleticato anche dalle proposte del Ristorante Quercus, anima gourmet della Tenuta, improntata su ingredienti stagionali, provenienti dalle farm di proprietà o da aziende agricole selezionate della zona. A Colverde, Bregnano e Appiano Gentile si allevano allo stato brado cavalli, asini, pecore, capre, fattrici piemontesi in continua riproduzione (per carni della migliore qualità), polli, capponi, galline, faraone, conigli, oche, anatre e quaglie allevati a terra e alimentati a cicorietta e mais secondo la tradizione. Sempre a Bregnano, 5000 mq di terra sono adibiti alla coltivazione di piccoli frutti (mirtilli, lamponi, more e fragole, da cui vengono prodotti confetture e digestivi), a quella di verdure e ortaggi (che prosegue durante l’inverno grazie a un tunnel serra), senza dimenticare noceto e noccioleto. Dislocati sui Colli Piacentini, 2 ettari di vigneto consentono la produzione dei vini della Tenuta: Gufo, Gutturnio Superiore; Nibbio, Ortrugo Frizzante; Gheppio, Ortrugo Fermo; Sparviere, Bonarda Frizzante; Barbagianni, Barbera Frizzante. Le materie prime di pregio sono lavorate e interpretate ogni giorno con maestria, tecnica e creatività dallo Chef secondo ricette naturali che ne esaltano sapori e aromi. Una ricerca continua di gusti, forme e colori, per sublimare un’esperienza di alta ristorazione. Vale la pena di assaporare tutto con la giusta lentezza, necessaria a riappropriarsi della qualità del tempo, del cibo, della convivialità, facendosi sorprendere da abbinamenti inediti e raffinati. I piatti sono frutto di una meticolosa ricerca e sperimentazione, sempre nel segno dell’eccellenza, con una rigorosa attenzione agli ospiti e alle loro esigenze dalla colazione alla merenda, dal pranzo alla cena, dall’aperitivo all’evento speciale.

L’INTERVISTA A MARGOT ERRANTE, CURATRICE DEL BOSCO BIOENERGETICO

di Giada D’Arciere

Margot Errante

Margot Errante è la curatrice dei programmi del bosco bioenergetico de La Tenuta de l’Annunziata di Uggiate-Trevano (Como). Oltre a questa collaborazione cominciata nel 2021, Errante, appassionata di neurobiologia vegetale, porta avanti vari progetti personali. Ha studiato e vissuto in Cina per vent’anni, dove ha lavorato come fotografa artistica fino al 2018. Parla fluentemente 5 lingue e ha una formazione multidisciplinare, a partire dagli studi linguistici e antropologici fino alla Mindfulness e alla coerenza cardiaca. Ecco cosa ha raccontato al Corriere dell’Italianità quando l’abbiamo incontrata alla Tenuta dell’Annunziata.
Innanzitutto, cosa s’intende per bosco bioenergetico?
«Se partiamo dal presupposto che la particella più piccola che compone la materia – in questo caso gli alberi – è l’atomo e che l’atomo è energia, potenzialmente tutti i boschi sono bioenergetici. Le piante infatti hanno un loro campo magnetico, che noi a differenza degli insetti non siamo in grado di percepire. I bombi, per esempio, grazie ai peli che fungono da recettori, rilevano il campo elettro-magnetico del fiore e ne “leggono” le informazioni necessarie a capire se impollinare o meno. Il bosco della Tenuta de L’Annunziata è un bosco all’interno del quale è stata fatta una rilevazione dei campi energetici con l’antenna di Lecher, uno strumento costruito sulla base degli studi del fisico tedesco Ernst Lecher, che oggi conosce diverse applicazioni. Il ricercatore italiano Marco Nieri ha trascorso due settimane misurando i campi del bosco e ha scoperto che alla Tenuta de l’Annunziata ci sono ben 40 alberi autoctoni che producono un campo bioenergetico abbastanza rilevante da poter interagire con quello umano, arrecando beneficio ad alcuni organi del nostro corpo».
In che senso alcune piante hanno effetti benefici su alcuni organi del nostro corpo?
«Si pensa che ci sia un’interazione e che i campi bioenergetici di questi alberi abbiano l’effettiva capacità di migliorare lo stato dei nostri organi. La ricerca in questo ambito è ancora agli albori, ma una cosa è certa: se ho un calcolo renale e mi siedo per un quarto d’ora ai piedi di un albero predisposto a interagire con quest’organo, NON guarisco improvvisamente. Mi fa semplicemente bene. Piuttosto, una considerazione utile da fare – nell’attesa di ulteriori conferme scientifiche – è che siccome buona parte delle nostre patologie è o di origine psicosomatica o riconducibile alla cronicizzazione di una reazione fisiologica da stress, ristabilire un contatto con la Natura è auspicabile poiché stimola il sorgere di un ambiente mentale calmo che già di per sé favorisce la guarigione».

Nel percorso guidato nel bosco bioenergetico della Tenuta si abbracciano gli alberi?
«No, è una pratica che non è necessaria per beneficiare della presenza di un albero. In termini di energia, lo scambio avviene spontaneamente quando siamo in sua prossimità, proprio come avviene tra esseri umani. Quella di abbracciare gli alberi è una moda che non apprezzo. Per trarre beneficio dal contatto con la natura è sufficiente suscitare uno stato di calma mentale, iniziando con il camminare lentamente nel bosco, in silenzio».
Che origini ha il cosiddetto “bagno di foresta”?
«È una pratica giapponese che risale agli anni Ottanta e che trova le sue radici in due fattori determinanti: il 69% circa del territorio giapponese è abitato da foreste, e i suoi abitanti sono di tradizione shintoista, quindi hanno una visione della Natura più viva e animata della nostra. Lo Shinrin-Yoku, o Bagno di Foresta, è la pratica di camminare in modo contemplativo, e per certi aspetti meditativo, nella natura incontaminata. La sua diffusione in Giappone è stata promossa dalla collaborazione di ricercatori diversi, ma la ricerca che poi ha dato vita alla Forest Therapy è nata in particolare dall’interrogarsi del professore Yoshifumi Miyazaki sul perché lo stare in mezzo alla natura ci fa bene. Miyazaki e altri volevano capire se vi fosse un’effettiva ragione scientifica. Per rispondere a questa domanda il ministero dell’Agricoltura stanziò due milioni di dollari per la ricerca e i risultati furono sorprendenti».
Quali sono stati gli esiti?
«Il Bagno di Foresta migliora circolazione del sangue, diminuisce la pressione arteriosa, previene cardiopatie, dà sollievo nei casi di depressione e riduce il rischio di gravi ricadute. Riduce lo stress, gli stati ansiosi e la rabbia».
In seguito a questi studi ci sono state conseguenze sulla società giapponese?
«Il Ministero della Salute ha inserito lo Shinrin-Yoku nel sistema sanitario nazionale, come forma di terapia preventiva. Sono poi stati aperti in tutto il Paese circa una settantina di percorsi dedicati, con tanto di guide esperte in bagni di foresta».
Il bosco della Tenuta de l’Annunziata è rimasto relativamente selvatico. Perché i bagni di foresta hanno bisogno di contesti incontaminati, o comunque il più possibile selvatici per funzionare, e non possono essere fatti in un giardino?
«Quando si è immersi in un ambiente selvaggio, vergine, senza traccia di intervento umano, il nostro corpo riconosce la natura come propria casa. Se pensiamo all’intera storia della nostra evoluzione, le città sono fenomeni abbastanza recenti. Quando siamo immersi in una foresta incontaminata, ci sentiamo istintivamente interconnessi con la natura e parte di un tutto che ci trascende. La fascinazione per la bellezza della natura suscita in noi biofilìa, una sorta di emozione affettiva nei confronti dell’ambiente, che avvia una serie di processi biochimici ed energetici all’interno dei nostri sistemi. Un parco o un bosco arredato non può suscitarci la stessa reazione inconscia.».
Al termine del percorso in cui ci hai guidato nel bosco bioenergetico della Tenuta dell’Annunziata ci hai fatto fare un esercizio di coerenza cardiaca. Cosa significa?
«Per coerenza cardiaca si intende uno stato di elevata efficienza fisica e psicologica. Negli ultimi 20 anni i ricercatori dell’Istituto HeartMath, un centro di ricerca con base in California, hanno dimostrato che il cuore è in costante comunicazione con il cervello, ma mentre il cervello invia al cuore informazioni di tipo meccanico – connessi, per esempio, all’accelerazione o alla diminuzione del battito cardiaco – il cuore invia al cervello informazioni relative alle nostre emozioni e stati d’animo. Come? Attraverso la variabilità della frequenza cardiaca, che non esprime semplicemente un ritmo bioelettrico ma rappresenta un linguaggio intelligente a cui tutto il corpo risponde. L’intelligenza del cuore si manifesta nella sua condizione ottimale nei momenti di calma, felicità, soddisfazione e benessere, perché entra spontaneamente in uno stato di coerenza».
Cosa succede al nostro corpo e alla nostra mente in quello stato?
«Quando siamo in coerenza, l’armonia del nostro cuore raggiunge anche il cervello, consentendoci di pensare meglio e di relazionarci positivamente con gli altri. Se si guarda un grafico di variabilità della frequenza cardiaca si nota che, in uno stato di agitazione, ansia e stress, il tracciato del ritmo cardiaco è frastagliato mentre in uno stato di calma o coerenza è ondulato e armonioso. È un po’ come uno stormo di uccelli che volano all’unìsono: cuore e cervello lavorano insieme, in perfetta sincronia. Questo equilibrio favorisce l’omeostasi e produce un diffuso stato di benessere. La coerenza cardiaca può essere allenata con delle semplici pratiche messe a punto dall’Istituto HeartMath. Sono pratiche che io faccio fare al termine del percorso nel bosco perché sono un’istruttrice formata e autorizzata dal centro di ricerca. L’intenzione è di uscire dal bosco in uno stato psicofisico di rilassatezza, ma anche più consapevoli di come intervenire per prendersi cura del proprio corpo e della propria mente. Lo scopo di insegnare gli esercizi, infatti, è che poi ognuno li pratichi da sé».

Tenuta de L’Annunziata, area di influenza bioenergetica
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