La parità di genere, una questione di tutti. Intervista a Isabella Visetti | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Società e territorio

La parità di genere, una questione di tutti. Intervista a Isabella Visetti

Nel mondo del lavoro persistono differenze di genere, che riguardano, tra gli altri, le retribuzioni, l’accesso alle carriere, il lavoro part-time, i compiti di cura e domestici e il lavoro non retribuito. In Svizzera, oggi le donne hanno certamente possibilità, capacità e competenze per ricoprire posizioni di rilievo, ma la loro presenza soprattutto in ruoli decisionali, è ancora scarsa.

Isabella Visetti, giornalista, voce della RSI, nel comitato della Federazione delle associazioni femminili Ticino (FAFTPlus), e mamma: quali sono gli ostacoli maggiori per la parità di genere? 

Il primo è senza dubbio la disparità salariale, con le sue ripercussioni pesanti a livello previdenziale, ma anche per l’organizzazione famigliare, perché il reddito “pesante” rimane quello del padre che dunque non riduce il suo tempo di lavoro per la cura dei figli. Poi c’è il grande e urgente tema della conciliabilità famiglia-lavoro: se non si vogliono perdere i talenti femminili occorre adottare al più presto misure concrete in questo senso. Infine, c’è la questione del lavoro a tempo parziale, che si è troppo “femminilizzato”, perché è svolto prevalentemente dalle donne, che spesso impedisce loro di accedere alle funzioni apicali.

Nella sua esperienza personale ha avuto difficoltà a conciliare impegni professionali e familiari?

Come tutte le mamme corro e ogni giornata è un magico incastro. Ho però avuto la fortuna di godere di una riduzione del tempo di lavoro dopo la nascita del mio primo figlio, di avere il sostegno della mia rete famigliare e di aver incontrato datori di lavoro sociali. Sono dunque una privilegiata, per molte madri lavoratrici non è affatto così: sono infatti frequenti i licenziamenti, o il rifiuto del tempo parziale al rientro dal congedo maternità.

La (dis)parità di genere è solo un problema delle donne? 

Prima di tutto è una questione di giustizia e di diritti umani. Come molti studi confermano, la parità ha però ricadute positive su tutta la società, anche in termini economici e di PIL. La parità migliora la società e, in fondo, libera anche l’uomo da ruoli di genere stereotipati. Credo che una società paritaria sia anche una società più felice.

Come possono le istituzioni lavorare per la parità di genere? 

Dopo il grande successo dello sciopero delle donne del 14 giugno, la politica non può più rimanere sorda alle istanze paritarie, pena uno scollamento tra cittadinanza e istituzioni. Dopo questo sciopero la parità non può più rimanere sulla carta, ma deve essere finalmente concretizzata. Ci sono diversi strumenti che le istituzioni possono  utilizzare, per esempio il bilancio di genere per capire come gli investimenti pubblici influenzano la parità o adottare un piano programmatico per la parità, che comprenda anche un’educazione alla parità di genere fin dalla scuola dell’infanzia. Poi c’è l’interessante strumento di un’agenda politica che indichi le priorità da affrontare, come l’Agenda 54 Donne Elettrici, promossa da FAFTPlus in Ticino per il parlamento cantonale nella scorsa legislatura e anche in quella attuale, sei punti per la parità, sottoscritti da diversi deputati del Gran Consiglio ticinese.

Isabella Visetti (1968) lavora dal 2013 come giornalista alla RSI, dove conduce su Rete Uno la trasmissione La consulenza e Dialett in sacocia, un corso di dialetto radiofonico dove riveste la parte dell’allieva “gnüca”. Ha lavorato per dieci anni nella redazione di Cooperazione. Ha tre figli, e siede nel comitato della Federazione delle associazioni femminili Ticino (FAFTPlus).

Condividi
Tags:

Valeria Camia

Nata a Piacenza. Interessata all’interculturalità e alle politiche sociali, ha studiato Filosofia e Scienze Politiche Comparate. In Svizzera è stata docente all’università di San Gallo e assistente di ... Vedi profilo completo

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori