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La rivoluzione del 5G

La rivoluzione del 5G

L’Italia ai primi posti fra i Paesi Europei che hanno avviato la sperimentazione della nuova tecnologia chiamata anche “il nuovo web”

Ultimamente si parla molto di 5G, le reti mobili di nuova generazione che dovranno sostituire gradualmente l’attuale 4G, offrendo così l’opportunità di accedere a connessioni Internet più veloci e con minori tempi di attesa. In diversi paesi europei sono in corso le prime sperimentazioni che porteranno presto alla diffusione della nuova tecnologia.

Il 5G significa “quinta generazione” e racchiude le regole comuni che gli operatori telefonici, i produttori di sistemi di trasmissione e di dispositivi mobili si stanno dando e dovranno rispettare per offrire connessioni più rapide di quelle attuali.

E’ un sistema molto più flessibile dell’attuale 4G nella gestione della banda e per questo può gestire sia le frequenze più alte, che daranno connessioni più veloci, sia le frequenze più basse che garantiranno una copertura maggiore.

Il 5G in Italia

L’Italia è fra i primi Paesi europei in cui la sperimentazione della nuova tecnologia 5G è già partita.

I centri attualmente coinvolti sono Milano, con la sua area metropolitana e altre quattro città del centro-sud: Prato, L’Aquila, Matera e Bari.

Il progetto ebbe inizio nel 2017, quando il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), avviò la procedura per affidare le tre aree in cui sperimentare il 5G.

Sulla base delle offerte ricevute dagli operatori, il MISE ha poi assegnato Milano all’operatore “Vodafone”, Prato e L’Aquila agli operatori “Wind”, “Tre”, “Open Fiber” e infine le città di Bari e Matera a “TIM”, “Fastweb” e “Huawei”.

L’iniziativa ha previsto l’investimento di alcune decine di milioni di euro per installare i nuovi ripetitori, aggiornare i sistemi di telecomunicazione nella zona e testarli.

Nell’estate del 2018 è stata avviata l’asta delle frequenze, per assegnare le licenze agli operatori mobili. Iliad, TIM e Vodafone si sono aggiudicati l’asta ottenendo le frequenze più importanti, ossia quelle a 700 MHZ.

Nella seconda metà di quest’anno alcuni di loro “accenderanno” le prime reti.

Dovremo però attendere il 2020 per l’attivazione vera e propria dei primi servizi nei quattro centri urbani oggetto di sperimentazione. A queste zone si aggiungeranno anche Roma e Torino, dove in parallelo sono già stati avviati altri test.

La sua portata innovativa

Pensare che il 5G sia semplicemente una connettività più veloce per smartphone e tablet è tuttavia fuorviante e riduttivo.

Il 5G rappresenta una vera e propria rivoluzione. Sarà fino a 20 volte più veloce della rete 4G esistente, porterà una velocità di download fino a 10 volte superiore ma, soprattutto, impatterà interi campi applicativi.

Basti pensare al mondo delle cosiddette “Internet of Things”.

Il 5G e le IoT sono, di fatto, due innovazioni destinate a incontrarsi.

L’Internet of Things, ovvero la connessione degli oggetti alla rete, è il punto di partenza per la smart home, la smart city, l’industria 4.0 e in generale della realizzazione della digital transformation negli ambiti della vita quotidiana.

IL 5G fungerà da volano alla tecnologia delle IoT perché sarà possibile raggiungere prestazioni mai ottenute finora.

La portata innovativa delle due tecnologie messe insieme aumenterà esponenzialmente, perché verranno integrate in un unico ecosistema. Questo permetterà l’utilizzo di nuovi servizi e nuove applicazioni, sia in ambito business, sia verso gli utenti finali. Un nuovo web insomma.

Prospettive future

Il 5G sarà una forza rivoluzionaria che porterà nuove invenzioni e innovazioni: dall’infrastruttura delle città all’automazione industriale, dal trasporto all’intrattenimento.

Se il 2020 è la data italiana del “debutto ufficiale” del 5G, questo non significa che sarà subito disponibile. Inizialmente, infatti, ci saranno poche aree coperte da questa rete che progressivamente saranno ampliate a tutto il territorio grazie alle frequenze a 700 MHZ.

Ci vorranno, dunque, alcuni anni prima che il 5G possa davvero essere la rivoluzione che tutti oggi ci aspettiamo.

Ma il processo è avviato.

Qualcuno sta già bruciando i tempi realizzando piccoli network dimostrativi per far sì che il 5G possa essere visto, compreso, discusso e provato.

La strada, insomma, è stata intrapresa e tutti sono intenzionati a seguirla.

 

 

 

 

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Samantha Ianniciello

Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno, master in Business Administration presso la Scuola di Direzione e Organizzazione Aziendale di Salerno. Ha lavorato t ... Vedi profilo completo

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