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La scorta di Liliana Segre

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“Se volete far parte della scorta civica è facile, basta cliccare qui: https://www.gofundme.com/f/io-scorto-liliana-segre.” Questo il messaggio lanciato questa mattina da Luca Bottura sulla sua finestra quotidiana della Repubblica.

Si perché la scorta di Liliana Segre dobbiamo essere noi.

Ormai alla soglia dei 90 anni, la Senatrice sopravvissuta ad Auschwitz, d’ora in poi, sarà accompagnata da due carabinieri in ogni sua uscita pubblica.

Ci si chiede se davvero c’è il rischio che qualche ‘esaltato’ (che altro termine usare?) posa mettere in pericolo la vita di Liliana Segre. Ebbene la risposta è si. Dopo una valanga di insulti e minacce ricevuti con regolarità giornaliera sui social questa formidabile donna che dopo le leggi razziali partì deportata su un treno dal tristemente famoso binario 21 della stazione Centrale di Milano va difesa da quanti la identificano come nemica. Ma nemica di che cosa? Per che cosa? E per chi?

Dopo che la commissione parlamentare contro tutte le forme di razzismo, proposta proprio dalla Senatrice, è stata brutalmente osteggiata da tutto il centrodestra, lei è sempre di più oggetto di sfoghi razzisti.

Il leader del centro destra On. Salvini, pur dichiarando il suo massimo rispetto per la Senatrice, ha ribadito che anche a lui arrivano giornalmente lettere di minacce.

Non per spirito polemico, ma ci uniamo a quanti hanno già sottolineato una cosa che dovrebbe essere ‘ovvia’: crediamo che tra i due ci sia molta, molta differenza.

Fortunatamente esiste un altro pezzo di Italia che si riconosce in lei come simbolo di dignità e libertà.

Però quanta amarezza si troverà a provare Liliana Segre ogni qualvolta che volendo uscire, lo dovrà fare sotto scorta.

Noi italiani all’estero siamo con Lei. Saremo la sua scorta fuori dall’Italia per difendere i suoi valori.

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