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La solidarietà è contagiosa

di Elisa Bortoluzzi Dubach

Impegnato a sostenere economicamente i giovani musicisti durante la pandemia di Covid-19, il Maestro Diego Fasolis esplora i temi della solidarietà, della collaborazione e del valore della musica per un territorio. Con il suo gesto ha stimolato altre iniziative e innescato un circolo virtuoso.

Maestro Fasolis, lei è un musicista di chiara fama. Quando ha scoperto la passione per la musica?

Provengo da una famiglia di musicisti e la mia passione per la musica deve essere genetica. Il nonno paterno Michelangelo sconsigliava la carriera musicale, ma alla fine si è arreso. In prima elementare, a lezione di musica, abbiamo cantato un canone a due voci e quel giorno la polifonia mi ha illuminato. Con qualche divagazione ad altri generi, non ho più abbandonato quel percorso.

Com’è nata l’idea di fondare “I Barocchisti”?

Come titolare del Coro della RSI dal 1993, ed erede di una lunga tradizione di esecuzioni del repertorio antico, mi sono rivolto prima a gruppi strumentali specializzati, fino a quando si sono create le condizioni per avere in Ticino un numero adeguato di validi colleghi con cui fondare un complesso dedito alle esecuzioni storicamente informate su strumenti originali. Sono ormai più di vent’anni di amicizia e di lavoro intenso.

Perché ha deciso di sostenere pubblicamente il “Fondo di solidarietà per gli studenti” del Conservatorio della Svizzera Italiana e come l’ha fatto?

I Barocchisti sono nati e sono cresciuti grazie al lavoro di mia moglie Adriana Fasolis-Brambilla, purtroppo prematuramente scomparsa nel 2013. Negli anni in cui si lottava contro il tumore abbiamo sviluppato l’idea di investire i nostri risparmi nella creazione di una fondazione che potesse aiutare i giovani musicisti con mezzi finanziari limitati a sviluppare il loro talento e avviarsi sulla via della dura e meravigliosa carriera musicale. Con la Fondazione Adriana, Pro Musica et Natura sosteniamo da anni il Conservatorio della Svizzera italiana e conosciamo bene le necessità degli allievi. Per questo motivo ho deciso di donare personalmente una cifra importante al Fondo di solidarietà. Anche l’Associazione i Barocchisti, che gestisce il lavoro dell’omonima orchestra e del Coro della Radiotelevisione svizzera oltre a sostenere i propri artisti in difficoltà, ha voluto pensare agli studenti, aprendo una raccolta fondi sulla propria pagina Facebook. Grazie a questa ulteriore iniziativa, che ha già fatto convogliare alla Fondazione Adriana 5,000 franchi, abbiamo così ampliato il sostegno complessivo.

In questa situazione senza precedenti, che cosa pensa possano e debbano fare i musicisti affermati a favore dei loro colleghi in difficoltà?

I musicisti sono stati per secoli alle dipendenze della Chiesa e della nobiltà. Funzione apprezzata, ma servile. A partire dalla fine del ‘700 nasce la figura del musicista indipendente che si deve barcamenare con il suo talento per poter sopravvivere. “Mors tua, vita mea” e litigioso individualismo sono ancora elementi presenti in questa professione. La difesa corporativa esiste per gruppi costituiti, ma in questi mesi vedo quanti liberi professionisti, specialmente quelli che lavorano a intermittenza, siano abbandonati a loro stessi e umiliati. Ritengo che tutti quelli che hanno una posizione solida e riconosciuta debbano contribuire ad aiutare chi non gode di tale previlegio, nella musica come in qualsiasi altro campo. Amo i mecenati discreti, ma in questo momento difficile dare pubblicamente un buon esempio può fare la differenza.

Che significato ha per lei la parola solidarietà se pensa al sistema musicale in Ticino durante questa particolare condizione di emergenza?

Prima della solidarietà serve il riconoscimento del lavoro artistico, che ancora non è scontato. Ci sono ragioni storiche che al sud delle Alpi relegano la musica a un passatempo sacrificabile. Il discorso della Cancelliera tedesca sulla cultura e sul valore degli artisti rispetto alle esternazioni del Primo ministro italiano sono paradigmatici. Spero che il Canton Ticino possa distinguersi e condividere l’idea che la cultura sia l’unico elemento certo di identificazione e di sviluppo per una comunità.

https://www.conservatorio.ch/it/fondazione/sostienici

https://www.gofundme.com/f/fai-sentire-la-tua-voce-al-mondo-della-musica?utm_source=customer&utm_medium=copy_link-tip&utm_campaign=p_cp+share-sheet

http://fondazioneadriana.org/

 


Diego Fasolis, nato a Lugano nel 1958, è direttore di coro e d’orchestra, leader dell’ensemble “I Barocchisti”. È uno dei maggiori interpreti del paradigma della historically informed music, e ha diretto opere liriche presso i maggiori teatri d’opera e festival europei tra cui il Teatro alla Scala. La sua versatilità e virtuosismo si combinano a uno stile rigoroso che l’ha reso ampiamente acclamato dal pubblico e dalla critica musicale in Europa e nel resto del mondo. Nel 2011 Papa Benedetto XVI gli ha conferito il Dottorato Onorario in Musica Sacra. Con oltre 130 CD prodotti dalle maggiori etichette discografiche, il Maestro Fasolis ha ricevuto numerosi premi per la sua preziosa ricerca nella riscoperta del repertorio operistico: diversi Disco d’Oro, il Grand Prix du Disque, l’Echo Klassik, ICMA e quattro “Nomination” ai Grammy Awards. Nel 2019 è stato indicato tra i quattro migliori “Direttori dell’Anno” dall’International Opera Awards.

 

 

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