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La speranza

di Paolo Cicale

L’alba

Ogni Alba porta un nuovo giorno,
lavando con la luce della speranza
le macchie e la polvere dello spirito
vuoto di ogni giorno passato.
Vuoi celare te stesso!
Il cuore non ubbidisce,
diffonde luce dagli occhi.

Nella vita non c’è speranza
di evitare il dolore:
che tu possa trovare nell’animo
la forza per sopportarlo.

Cieco, non sai che l’andare e il venire
camminano sulla stessa strada?
Se sbarri la strada all’andata
perdi la speranza del ritorno…

Rabindranath Tagore

La speranza

Come non ricordare le parole di Chuck Noland (Tom Hanks) nel film Cast Away, quando tornato a Memphis rievoca la sua esperienza sull’isola: “… Non avrei mai potuto lasciare quell’isola, sarei morto lì, tutto solo. Mi sarei ammalato o magari ferito o che so io. L’unica scelta che avevo, l’unica cosa che potevo controllare, era come e quando e dove sarebbe avvenuto. Così, ho fatto una corda e sono andato sulla cima per impiccarmi. Il peso del tronco ha spezzato il ramo dell’albero, perciò io non potevo neanche uccidermi nel modo in cui volevo, non avevo potere su niente. Allora lì una sensazione mi ha avvolto come una coperta calda, sapevo che in qualche modo dovevo restare vivo, in qualche modo dovevo continuare a respirare, anche se non c’era più motivo di speranza e la logica mi diceva che non avrei più rivisto questo posto. Così è quello che ho fatto, sono restato vivo, ho continuato a respirare. Poi un giorno la logica si è dimostrata sbagliata perché è arrivata la marea, mi ha dato una vela e ora eccomi qui. E adesso so cosa devo fare, devo continuare a respirare perché domani il sole sorgerà e chissà la marea cosa porterà…”.

La speranza ha due bellissimi figli, scrive Sant’Agostino, lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle.

Quanto coraggio dobbiamo avere, oggi, per cambiare la realtà che stiamo vivendo?

Nel 2015 Terry Eagleton, pubblica un importante libro, Speranza, Una guida filosofica edito da Ponte Alle Grazie e inizia a esplorare il tema della speranza come virtù teologale, insieme a fede e carità. In generali fra le virtù teologali, la speranza ha inspirato un numero inferiore di indagini erudite rispetto alla fede e all’amore.

Sant’Agostino scrive che “l’amore non sussiste senza la speranza, né la speranza senza l’amore, né speranza e amore sussistono senza fede”. La fede è una forma di impegno amorevole o convinzione appassionata, che per la dottrina cristiana ortodossa è resa possibile, in primo luogo, dall’innamoramento che Dio prova verso l’umanità. Nella Malattia mortale, Kierkegaard scrive: “Un credente è certamente un innamorato”. La fede è questione di fiducia, che a sua volta implica dono di sé. La fondazione della speranza è la convinzione che l’Altro non ti lascerà andare, la fiducia che non si sarà abbandonati.

Ancora prima, Aristotele definisce la speranza una specie di desiderio razionale, contrapponendolo a quella forma che, come il desiderio di mangiare o di dormire, è una mera questione di appetiti. Pensare la speranza come desiderio vuol dire collegare il sentire presente con la realizzazione futura. Proiettarsi in un futuro che si coglie come possibile e così anche il presente assume un altro significato. Per San Tommaso, l’oggetto della speranza non è garantito. Si tratta di un movimento verso il bene e non solo della sua brama. La speranza ha origine nel desiderio, ma gli aggiunge un tocco di euforia, il che non accade con i soliti appetiti. Un intreccio fra una felicità di là da venire e il proprio presente.

Ho iniziato questa breve riflessione sul concetto di speranza citando un’intervista di Monicelli e concludo citando l’intervista di una filosofa belga, Isabelle Stengers, che vive a Bruxelles: i suoi scritti e le sue riflessioni filosofiche nel campo della scienza hanno condizionato molto le idee di “rischio” e di avventura che esige il pensare. L’intervista completa è riportata nel libro di Mary Zournazi, Tutto sulla speranza, edito da Moretti & Vitali nel 2013.

Queste le sue parole: “L’avventura del pensare è un’avventura di speranza. Per avventura intendo un’impresa creativa, a dispetto delle molteplici ragioni che avremmo per disperarci. Abbiamo tutte le ragioni del mondo per disperarci – pensare equivale a non attenerci a tali ragioni, in qualche modo. Per me la speranza è la differenza che esiste tra probabilità e possibilità. Se ci atteniamo alla probabilità, allora non c’è speranza, ma soltanto un’anticipazione calcolata consentita dal mondo così com’è. Ma pensare è creare possibilità contro la probabilità. Non significa sperare che accada una cosa o l’altra, o sperare come calcolo, ma tentare di sentire e mettere in parole una possibilità, per divenire. La speranza non ha a che vedere con i miracoli, ma con il provare a percepire ciò che si annida negli interstizi. Alfred North Whitehead – un filosofo che io amo molto, descrisse l’avventura della ragione come avventura della speranza – osservava che la vita si annida sempre negli interstizi, nei luoghi ignorati, dal momento che le nostre parole fanno riferimento a identità e funzionamenti ben consolidati.

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Paolo Cicale

Nato in Lucania nel 1963. Ha studiato Filosofia, Bioetica e Pratiche filosofiche. Titolare a Lugano dello studio praxis etica e filosofia. Interessato agli aspetti etici e filosofici della relazione c ... Vedi profilo completo

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