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Il ruolo educativo del gioco

I grandi lavorano, i piccoli giocano – e lo fanno fin da subito, anche se noi non ce ne accorgiamo! Perché è proprio attraverso il gioco, che i bimbi conoscono il mondo e crescono.

Gioco e personalità. Anche se la dimensione ludica, è presente anche in età adolescenziale e permane fino nell’età adulta, è proprio fino a 5-6 anni che il gioco è fondamentale perché contribuisce alla formazione della personalità, influendo sia sullo sviluppo psicofisico che fisiologico del bambino e sulla socializzazione con i pari. Il bambino in età di scuola elementare trova nel gioco importanti motivazioni e, spinto dall’interesse, non risparmia energie nel tentativo di realizzare nel migliore modo possibile il fine che si è proposto. Il gioco favorisce una ricca collezione di esperienze di tipo sensoriale e nel momento in cui il gioco diventa ‘collettivo’, la sensazione di far parte di un gruppo concorre a stimolare la collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo stabilito. La difficoltà per trovare le soluzioni tattiche per superare i continui ed improvvisi ostacoli che gli avversari frappongono per la conquista della meta diventano un’efficacia esercitazione per le facoltà intellettive. Dunque il gioco mettere in evidenza la reale personalità del bambino senza concedere la possibilità di mascheramenti o finzioni.

Agonismo, esclusione e aggressività. Le discussioni più attuali si accentuano sulla pericolosità dell’agonismo e della competizione in genere. Si dice che la competizione possa dare adito a situazioni di selezione e di emarginazione. Per evitare questo problema è necessario spronare il bambino ad accettare e sostenere gli altri e a vedere nella giusta luce l’importanza della vittoria o della sconfitta.

Evoluzione del gioco. Un altro elemento che può rendere valido un gioco è dato dalla possibilità che lo stesso si possa costruire attraverso fasi successive di difficoltà crescente. Questo significa partire da una proposta semplice e di volta in volta introdurre, o meglio decidere con i bambini, nuove regole e possibilità di gioco. In questo modo i bambini sentono l’attività e le regole come un qualcosa che loro stessi hanno costruito.

Il gioco nella scuola elementare. Il ruolo del maestro nel gioco richiede grande sensibilità. Il rigido arbitraggio, la scarsa partecipazione, l’eccessivo interessamento al risultato, un pressante incitamento dell’agonismo possono essere atteggiamenti criticabili per i riflessi negativi derivanti. Imparzialità nella conduzione del gioco, partecipazione ed interessamento del maestro, se ben dosati, sono ingredienti indispensabili per la buona riuscita, senza trascurare la necessità di un certo grado di agonismo.

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