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Società

Le sfide del Metaverso

di Cristian Repetti

Un insieme di spazi virtuali popolati da avatar, ovvero icone o figure che rappresentano una determinata persona in un videogioco, in un forum online o in qualsiasi altro contesto su Internet. Un passo avanti rispetto alla realtà virtuale per la quale oggi usiamo computer e occhialini e visori ad hoc. È così che potrebbe essere definito il metaverso. “L’Internet del futuro”, secondo Mark Zuckerberg. L’incontro avvenuto di recente, in Italia, tra il fondatore e ceo di Facebook e il premier tricolore Mario Draghi ha riportato l’attenzione del dibattito pubblico sui nuovi scenari che chiamano in causa aziende, politica e società civile e che hanno già mosso i primi, interessanti passi anche in Svizzera.

Durante l’annuale conferenza Connect, a ottobre 2021, Zuckerberg ha illustrato le prospettive future di Meta, neonata casa madre di Facebook, WhatsApp e Instagram. Ha detto l’imprenditore digitale: “Il metaverso è il prossimo capitolo di Internet, è fatto per connettere le persone e Horizon è la piattaforma che stiamo costruendo. Puoi pensare al metaverso come a un Internet incarnato: invece di visualizzare i contenuti, ci sei dentro”. In occasione della convention, inoltre, Zuckerberg ha presentato la nuova Horizon Home. Si tratta di una sorta di nuova porta di accesso della piattaforma di realtà virtuale Oculus che permette la personalizzazione di questo spazio privato all’interno del quale è possibile invitare gli avatar dei propri amici. Il termine “metaverso”, in realtà, è stato coniato da Neal Stephenson in un libro di fantascienza, ‘Snow Crash’. Viene descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite la Rete, e dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Tornando a Zuckerberg, quello di cui parla è un universo virtuale in cui si possono ritrovare molte attività quotidiane: riunioni, pranzi, allenamenti, film, concerti, giochi, viaggi, in versione 3D grazie a una serie di dispositivi tecnologici e strumenti necessari a vivere l’esperienza immersiva. Riunioni, pranzi, allenamenti, film, concerti, giochi: ogni situazione reale è declinata in versione 3D ed è alla portata di chiunque con un click, senza che ci si debba muoversi di casa. Il tutto avviene all’interno di una struttura composta da lunghezza, larghezza, profondità e tempo, ovvero il cyberspazio, sostanzialmente un universo creato e alimentato dalle reti globali di comunicazione. Le esperienze correlate si sviluppano nel contesto digitale, attraverso al cloud dove sono immagazzinati volumi infiniti di dati, alimentato di continuo dalle reti globali di comunicazione.

Boom dell’immobiliare nel virtuale

Negli ultimi tempi l’interesse per la proprietà puramente digitale e la tecnologia che, secondo i sostenitori del metaverso, può garantire la sicurezza di esperienze virtuali persistenti è aumentato drasticamente, con token non fungibili (NFT) e le criptovalute. Anche le piattaforme di produttività virtuale stanno crescendo. Facebook e Microsoft, per esempio, hanno annunciato nuovi modi per collaborare online. Uffici ibridi, formazione basata su video e social community online sono solo alcuni dei modi in cui gran parte del nostro tempo, nel bene e nel male, viene già impiegato negli spazi digitali. Intanto, nell’ambito dell’innovativa realtà virtuale di cui è promotrice Meta, è già cresciuto il mercato immobiliare. Secondo un rapporto dell’agenzia di analisi specializzata Metametric Solutions, il settore della compravendita di immobili sul digitale ha raggiunto un valore di 500 milioni di dollari nel 2021 e potrebbe assistere a un raddoppio entro la fine dell’anno. Prima dell’annuncio di Zuckerberg, lo scorso autunno, era un mercato pressoché sconosciuto. Stando a Metametric, le vendite di immobili nelle principali quattro piattaforme del metaverso – Sandbox, Decentraland, Cryptovoxels e Somnium – nel mese di gennaio 2022 hanno superato gli 85 milioni di dollari. In base alle stime degli analisti, a questo ritmo, potrebbe essere movimentato un giro d’affari da 1 miliardo di dollari entro fine anno. Gli esperti ritengono che il mercato immobiliare sul virtuale abbia rischi molto elevati, ma con alti margini di guadagno in parallelo.  Secondo un rapporto di BrandEssence Market Research, il tasso di crescita annuale composto del comparto sarà pari al 31% tra il 2022 e il 2028. A guidare il boom sono principalmente le grandi aziende. Tokens.com, che investe nel mercato delle criptovalute, ha raccolto finanziamenti per 16 milioni di dollari per l’acquisto di edifici e terreni, partendo dal distretto della moda di Decentraland. L’obiettivo dichiarato è quello di ospitare eventi fashion e negozi per la vendita al dettaglio. Il gruppo ha già vari accordi con marchi di abbigliamento per l’affitto di vetrine virtuali, in vista di un lancio globale nei prossimi mesi.

Videogiochi, abbigliamento, elettrodomestici

Facebook vuole svolgere un ruolo leader nella costruzione del metaverso, investendo massicciamente nella realtà virtuale. L’idea di un mondo virtuale centralizzato, un luogo parallelo al mondo fisico, è sì diventato un concetto mainstream quest’anno, ma va detto che da tempo milioni di persone trascorrono ore al giorno in spazi sociali virtuali. Oltre alle aziende di Zuckerberg, il progetto vede tra i principali investitori attuali anche Tencent, il gigante cinese dei social media e dei giochi. Il ‘South China Morning Post’ ha riferito che quest’anno la società cinese ha registrato molti marchi relativi al metaverso per il suo sito social QQ. Secondo gli esperti il virtuale potrebbe trasformarsi in un campo di battaglia proprio tra i due titani. Ma non finisce qui. La piattaforma di videogiochi Roblox si è quotata quest’anno e a novembre ha annunciato i piani per un metaverso costruito attorno ai suoi giocatori. Proprio con Roblox starebbe collaborando il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike per creare un mondo virtuale chiamato Nikeland. Sembra inoltre che il marchio si stia preparando per lanciare una vendita di scarpe da ginnastica virtuali. Per non parlare del produttore di elettrodomestici Dyson, noto per i suoi apparecchi aspirapolvere, ha realizzato il Dyson Demo VR che consente di utilizzare la tecnologia di simulazione e visualizzazione in modo da poter testare i suoi asciugacapelli, e piastre per capelli a casa.

SWISS VIRTUAL EXPO

Il primo metaverso elvetico a essere inaugurato è stato Swiss Virtual Expo. Si tratta di una piattaforma innovativa che punta a offrire una risposta alle moderne necessità delle aziende, che hanno esigenza di promuovere su scala globale i loro servizi e soluzioni di business attraverso percorsi complementari. Ated-ICT Ticino – fondata il 19 novembre 1971 a Lugano, aperta a persone, aziende e organizzazioni e scuole interessate alle tecnologie dell’informazione e comunicazione – ha ricreato un ambiente reale o molto simile al reale, dove tutti gli utenti possono interagire con l’ambiente circostante o con altri utenti. Dunque, in Swiss Virtual Expo, nello spazio virtuale in 3D di un metaverso, gli utenti possono esplorare come fosse un evento tradizionale, in aree dedicate a seminari e workshop in diretta o on-demand. Un luogo virtuale che ha la possibilità di realizzare ambientazioni più grandi di mezzo milione di metri quadri, capaci di ospitare numerosi padiglioni, stand e showroom (di differenti dimensioni e personalizzabili), con emissioni di CO2 ridottissime. All’indomani del debutto ufficiale e dell’apertura al pubblico dello spazio virtuale, il progetto innovativo ha già ricevuto il prestigioso Grand Prix Möbius Editoria Mutante per unicità e visione da precursori a esso riconosciute. “Un metaverso scalabile, ecologico, utilizzabile anche al di fuori di occasioni espositive specifiche in cui proporre ed espositori ed utenti forme di co-creazione di contenuti e di spazi espositivi”, è stata la motivazione del riconoscimento. Cristina Giotto, direttrice di ated-ICT e ideatrice di Swiss Virtual Expo, ha spiegato che lo scopo dell’iniziativa è quello di “mettere la tecnologia al servizio delle aziende e delle persone, e anche creare qualcosa che dia un valore aggiunto al nostro territorio”.

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