Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 | Corriere dell'Italianità

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Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600

Fino al 22 agosto 2021 Palazzo Reale di Milano ospita la prima grande mostra dedicata alle “Signore dell’Arte”, 34 magnifiche artiste vissute tra il ‘500 e il ‘600, oggi finalmente tornate a risplendere. Oltre 130 opere raccontano le incredibili storie di queste donne talentuose e “moderne”

In foto: Sofonisba Anguissola
Partita a scacchi, 1555
Olio su tela, 70×94 cm
Poznań, Fondazione Raczyński presso Narodowe Museum di Poznań
The Raczyński Foundation at the National Museum in Poznań

Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni e altre 28 donne sono le protagoniste di una mostra unica, dedicata alle più grandi artiste vissute tra ‘500 e ‘600. Sono pittrici che sfidano l’universo dell’arte “al maschile”, adottando le canoniche regole compositive e iconografiche riuscendo però ad apportare inediti guizzi inventivi ed espressioni audaci. Appuntamento nelle sale di Palazzo Reale di Milano dal 2 marzo fino al 25 luglio 2021.

Con la mostra Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600, riscopriamo l’arte e la vita di queste donne già “moderne” attraverso oltre 130 opere, che testimoniano un’intensa vitalità creativa tutta al femminile. Tra le eroine in mostra a Palazzo Reale domina per celebrità la figura di Artemisia Gentileschi: figlia di Orazio, icona di consapevolezza e rivolta, artista e imprenditrice, la sua arte rivaleggia con quella degli stessi pittori uomini dell’epoca e il suo successo la porta allo scarto dalla sua categoria sociale; un esempio di lotta contro l’autorità e il potere artistico paterno, contro il confinamento riservato alle donne.

Di Sofonisba Anguissola – cremonese che visse oltre dieci anni alla corte di Filippo II a Madrid, per poi spostarsi in Sicilia quando sposa il nobile Fabrizio Moncada, a Genova dopo il secondo matrimonio con Orazio Lomellini, e di nuovo in Sicilia, dove fu visitata da Antoon van Dyck nel 1624 – saranno esposti capolavori assoluti come la Partita a scacchi (del 1555 e proveniente dal Muzeum Narodowe di Poznan, Polonia), la Pala della Madonna dell’Itria (1578), che è stata oggetto di un importante restauro realizzato grazie alla collaborazione con il Museo civico Ala Ponzone di Cremona.

Vi sono le artiste più note ma anche quelle meno conosciute al grande pubblico, ci sono nuove scoperte, come la nobile romana Claudia del Bufalo, e ci sono opere esposte per la prima volta come la già citata Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, realizzata in Sicilia, a Paternò, nel 1578 e mai uscita prima d’ora dall’isola.

C’è Lavinia Fontana – bolognese e figlia del pittore manierista Prospero Fontana -, che a 25 anni sposa il pittore imolese Giovan Paolo Zappi alla sola condizione di poter continuare a dipingere, facendo così del marito il proprio assistente – in mostra con 14 opere, tra cui l’Autoritratto nello studio (1579) degli Uffizi, la Consacrazione alla Vergine (1599) del Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, e alcuni dipinti di soggetto mitologico di rara sensualità.

E poi ancora la pittrice bolognese Elisabetta Sirani, in mostra con potenti tele in cui sono raffigurati il coraggio femminile e la ribellione di fronte alla violenza maschile, come in Porzia che si ferisce alla coscia (1664) e in Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno (1659) del Museo di Capodimonte di Napoli; Ginevra Cantofoli, con Giovane donna in vesti orientali (seconda metà del XVII); Fede Galizia con l’iconica Giuditta con la testa di Oloferne (1596); Giovanna Garzoni, altra modernissima donna che visse tra Venezia, Napoli, Parigi e Roma, in mostra con rare e preziose pergamene.

Sotto la curatela di Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, le opere selezionate per la mostra provengono da ben 67 prestatori diversi, tra cui – a livello nazionale – le gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, Castello Sforzesco, Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino e la Pinacoteca nazionale di Bologna e – dall’estero – dal Musée des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia).

La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura e realizzata da Palazzo Reale e Arthemisia, con il sostegno di Fondazione Bracco (da sempre attenta al mondo dell’arte e della scienza, con un forte focus sull’universo femminile, e che ha anche sostenuto le indagine scientifiche condotte su due opere su pergamena di Giovanna Garzoni), e aderisce al palinsesto I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dedicato all’universo delle donne, focalizzando l’attenzione, per tutto il 2020 e fino ad aprile 2021, sulle loro opere, le loro priorità e le loro capacità.

Il catalogo è edito da Skira.

Per garantire l’accesso alla mostra nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza è fortemente consigliata la prenotazione sul sito www.ticket.it , ma è anche possibile acquistare il biglietto direttamente in loco.

Tutte le informazioni sono disponibili visitando i siti www.palazzorealemilano.it e www.lesignoredellarte.it.

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